Riforma Catastale: nascono le commissioni censuarie - le proposte di geometri e architetti


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La riforma del catasto, che iniziera' nel 2015 ed entro 2-3 anni si propone di modificare le classi ed il valore catastale di tutti gli immobili censiti, è stata messa in atto in un periodo non certo roseo per il mercato immobiliare.

L'incremento delle imposte (imu e tasi), che purtroppo scaturira' dalla modifica dei valori catastali, metterà probabilmente di nuovo in ginocchio il settore immobiliare, proprio nel momento in cui sembrava accennare una ripresa delle compravendite.

Tale crisi, oltre a ripercuotersi per ovvie ragioni sul valore commerciale di fabbricati e terreni, e quindi sui proprietari e sulle compravendite, ha profonde conseguenze anche su tutte le attivita' economiche e professionali che operano nel settore.

In particolare geometri, architetti ed ingegneri, da anni soffrono di un calo degli incarichi professionali, dovuto chiaramente al minor numero di immobili da acquistare, ristrutturare, periziare, etc.

Un piccolo spiraglio  arriva pero' (paradossalmente) proprio dalla riforma catastale, che per vedere realizzata l'imponente operazione di aggiornamento dei valori catastali, prevede l'istituzione delle c.d. commissioni censuarie incaricate appunto di revisionare con specifici criteri tutti i valori e le rendite catastali, adeguandole al nuovo sistema di classificazione.

In particolare è prevista una commissione centrale a Roma e ben 106 commissioni decentrate su tutto il territorio nazionale.

Sebbene la partecipazione del professionista a tali commissioni non preveda una retribuzione da parte dell'Amministrazione, le varie associazioni di categoria, in particolare dei geometri, hanno avanzato proposte finalizzate a modificare e migliorare il sistema estimativo di revisione catastale Un sistema piu' complesso,  che prenderebbe in considerazione anche il valore attuale di mercato dell'unita' immobiliare: se da una parte cio' garantirebbe una piu' equa e veritiera rendita catastale, dall'altro lato richiederebbe l'ingaggio di geometri e altri professionisti da parte del cittadino o dell'ente pubblico.

L'augurio, è che cio' possa essere realizzato, possibilmente senza ulteriore esborso da parte dei "poveri" proprietari, che già dovranno sostenere un ennesimo innalzamento delle tasse sulla casa.

Un bene, la casa, la cui "rendita" dal punto di vista dell'erario è sempre maggiore, ma che in realtà rischia di dover essere prima o poi rinominata a favore del termine "perdita".