Stampa

Incidenti stradali: risarcimento danni al possessore dell'auto

Articolo stampato da www.overlex.com - Portale giuridico
Copyright © 2004-2005 www.overlex.com - Tutti i diritti riservati

Pubblicato da : Avv. Emanuele Traversa

Data: 04/03/2006

“Possesso vale legittimazione” , potrebbe essere sintetizzato in questi termini il principio, enucleato dalla Suprema Corte di Cassazione , con la Sentenza 23 febbraio 2006 n. 4003 in materia di risarcimento del danno da sinistro stradale.

Il caso, dal quale scaturisce tale decisione, riguardava la domanda di risarcimento del danno patrimoniale che Tizio rivolgeva al Giudice di Pace di Napoli, in relazione ad un sinistro stradale dove il conducente dell'autovettura danneggiata non coincideva con il proprietario della stessa.

Il Giudice di Pace adito rigettava la suddetta domanda, rilevando il difetto di legittimazione ad agire in giudizio per il risarcimento del danno patrimoniale che, secondo lo stesso Giudice, era un diritto esclusivo dell'intestatario del veicolo interessato.

Occorre premettere che la cd. legitimatio ad causam è un istituto che attiene alla verifica della regolarità del contraddittorio tra le parti, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo, consistente nell'accertamento dell'astratta coincidenza dell'attore e del convenuto con i soggetti destinatari degli effetti dell'eventuale pronuncia giudiziale (1).

Il Giudice di Legittimità cassava la suddetta sentenza, con un'interpretazione basata sul disposto di cui all' art. 1140 del cod. civ. che così recita: «Il Possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale».

Il possesso è definito, dalla miglior dottrina, come una situazione di fatto giuridicamente rilevante, ed in questo si distingue dalla proprietà, la quale è una situazione di diritto, in particolare, gli elementi costitutivi del possesso sono due:

•  corpus possessionis, elemento materiale, consistente nella relazione di fatto che viene ad instaurarsi tra il soggetto ed il bene, quindi, la materiale apprensione del bene stesso;

•  animus possidendi, elemento intenzionale, consistente nella condotta di colui che possiede la cosa con la volontà di esercitare sulla stessa un diritto reale.

Inoltre è opportuno distinguere lo Ius possessionis dallo Ius possidendi, infatti, il primo prescinde da un titolo giuridico, mentre, il secondo riguarda il diritto di possedere di colui che è titolare della res.

Secondo i Supremi Giudici, in tema di risarcimento del danno patrimoniale da sinistro stradale, il fondamento della legittimazione ad agire (legitimatio ad causam), va rinvenuto non tanto nella formale intestazione del veicolo ad un determinato soggetto, quanto piuttosto nella concreta incidenza negativa che il danno abbia determinato sul patrimonio di «… chi eserciti nei confronti dell'autovettura danneggiata una situazione di possesso giuridicamente qualificabile come tale ai sensi dell'articolo 1140 del codice civile ».

Alla luce di quanto sopra, si è affidato al Giudice di merito il compito di procedere ad un accertamento in concreto , onde verificare in capo all'attore l'« … esistenza a suo favore di una situazione di possesso (…) nonché l'incidenza sul suo patrimonio del danno di cui chiede il ristoro …».

Il Giudice di merito non deve limitarsi alla sommaria verifica dell'identità soggettiva tra colui che agisce per il risarcimento del danno e colui che risulta intestatario del veicolo, bensì, deve inoltrarsi nell'indagine del tipo di potere esercitato dal conducente sul veicolo interessato, oltre a procedere all'accertamento in ordine ai danni patrimoniali, i quali devono aver recato nocumento al patrimonio del possessore e non a quello del proprietario, altrimenti la legittimazione ad agire spetterebbe a quest'ultimo.

In definitiva, si fa prevalere l'effettivo potere d'imperio sulla cosa danneggiata sulla formale intestazione nel pubblico registro automobilistico, purché, il conducente che intende agire per il risarcimento del danno patrimoniale sia in grado di produrre prove adeguate, idonee ad individuare il pregiudizio che l'evento ha arrecato al proprio patrimonio, nonché, ovviamente, il nesso di causalità tra l'evento ed il nocumento stesso.

I diretti beneficiari degli effetti esplicati dalla pronuncia della Cassazione in epigrafe, saranno coloro che per ragioni di lavoro utilizzano un veicolo concesso in locazione finanziaria, cd. leasing , i quali, pur non essendo proprietari del bene concesso, potranno tuttavia agire in giudizio al fine di ottenere il risarcimento del danno patrimoniale.


1) Cfr. in tal senso, Sent. Cass. Civ., Sez. III, 28 ottobre 2002 n. 15177, nonché Cass. Civ., Sez. III, 22 novembre 2000 n. 15080, ove si analizza anche la differenza tra legittimazione ad agire e titolatità del rapporto sostanziale dedotto.


Articolo stampato da www.overlex.com - Portale giuridico
Copyright © 2004-2005 www.overlex.com - Tutti i diritti riservati

Pubblicato da : Avv. Emanuele Traversa