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Fallimenti, crisi economica e aziende che reagiscono.

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Pubblicato da : Dott. Roberto Pelagalli

Data: 14/09/2011

Aumentano in questi ultimi tempi fallimenti ed esecuzioni immobiliari in tutta la provincia di Frosinone. Le due cose sono ormai sinergiche perché con la riforma del diritto fallimentare sono stati messi dei paletti per accedere a questa procedura. Ma alla base va rivista la legge sui decreti ingiuntivi. Basta vedere la norma relativa, questa si dovrebbe interessare delle soluzioni delle insolvenze, invece il legislatore continua a ripetere che le parcelle dei professionisti sono immediatamente esecutive.

Quindi quando un professionista vanta un credito nei confronti di terzi può direttamente agire contro il debitore. Sembra quasi che tutte le altre situazioni debitorie e creditorie siano quindi destinate ad adeguarsi a questo principio.

Per esempio, per una situazione debitoria al Comune di Cassino si vide pignorato il carro armato.

Infatti il legislatore, si sofferma solo “en passant” sulla soluzione principale del problema che riguarda un modo non traumatico di pagare i debiti rispettando le norme legislative in materia.

In provincia ci sono oltre 40000 imprese. La ricchezza prodotta ammonta a 20000 milioni di euro circa ed è così suddivisa: 2% agricoltura, 30,1% industria e 67,9% terziario. Gli occupanti sono circa 200000. Nel lontano 1942 la legge fallimentare è nata per tutelare questa attività produttive.

Partendo dal principio “decoctor ergo fraudator”, la nuova legge fallimentare cerca di superare l'assunto stesso, riconoscendo che, per cause diverse, si può andare in fallimento.

Non è detto, cioè, che allor quando si fallisce si è dei fraudatori, e dello stato dei creditori.

Infatti la nuova legge prevede come nuovi strumenti il concordato preventivo neo-modellato e la cosidetta “ristrutturazione dei debiti” che, addirittura, evita il fallimento con accordo fra le parti aziendali. Il tutto suggellato dal giudice fallimentare. Praticamente il curatore fallimentare esce fuori dalla “tutela” del tribunale fallimentare. Il sottoscritto ha vasta esperienza in materia, è andato a fare inventari fallimentari anche a Quarto in mezzo alla camorra. E questo ha decretato, diciamo così, un demerito mentre in ogni Paese civile affrontare il losco affare è un grande merito.

Nel senso che, da quella data, sarà il caso o la sfortuna, il sottoscritto non ha più ricevuto incarichi.

Non solo: ma ci sono state omissioni da parte del giudice fallimentare che il sottoscritto ha dovuto sanare.

Il concordato preventivo è un'altro caso. Il caso dell'estate è la V………, per la quale ci si augurano i migliori sviluppi, ma al momento non sarei ottimista. Nei concordati che ho seguito, infatti, alla fine non sono riuscito ad evitare il fallimento, nonostante avessi realizzato l'attivo.

Il concordato, una volta omologato, deve essere vincolante. Per il buon esito della procedura molto dipende dalla professionalità del commissario giudiziale nominato dal giudice delegato.

La manodopera in cig deve sperare in questo.

Per quanto riguarda Cassino e l'area industriale il problema, a parte il C……, è la politica dell'assegnazione delle aree ad essere carente. Cioè al posto delle imprese continuano a mettere trattorie, alberghi e quant'altro. E' una questione di marketing. Non c'è un ufficio addetto che inviti formalmente le aziende a scendere a Cassino. Per concludere la situazione della Provincia.

S…… ed Isola L… per diretta esperienza, in quanto ho deindustrializzato quasi tutta Isola L….i quale curatore fallimentare, oggi è un cimitero di fabbriche. Un po' come sta succedendo nell'interland milanese, non a caso S……  già al tempo dei Borboni era la piccola “Milano del Sud”. Passando all'area industriale di Frosinone questa è quasi satura e quindi si trova alla fase dei fallimenti per tutte quelle aziende che non hanno retto all'industrializzazione stanziale.

Cassino ha il problema inverso, a parte la F…., deve iniziare una industrializzazione seria. Per esempio giorni fa, ho visitato un'impresa neonata ad alta tecnologia “acciaio” con mire di espansione e di export in tutto il mondo, specie in Cina.


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