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Testamento biologico: dichiarazioni anticipate di trattamento

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Pubblicato da : Dott.ssa Maria Anna Filosa

Data: 31/08/2011

A breve passerà al vaglio del Senato il disegno di legge sul testamento biologico approvato alla Camera il 2 luglio scorso. La proposta di legge, che prevede disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, è stata già oggetto di numerosi attacchi da parte di membri di entrambi gli schieramenti politici del nostro paese. Tra i punti maggiormente sotto accusa l’art. 1 della proposta normativa, che eleva la vita umana al rango di diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e, soprattutto, nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge, vietando ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza al suicidio, considerando l’assistenza e la cura della persona in tale stato unicamente volta ad alleviare ogni qualsiasi forma di sofferenza. Il paziente, nell’indicare i tipi di trattamento di cui può usufruire deve tener conto di ognuno di esso (art. 3), inoltre idratazione ed alimentazione vengono considerati alla stregua di trattamenti terapeutici, in quanto possono essere praticati fino a quando non risultino efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Chiunque sarà impossibilitato permanentemente a comprendere il trattamento sanitario e ad assumere in merito una consapevole decisione per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico – sottocorticale potrà avvalersi delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento precedentemente prestate. Le DAT hanno valore di 5 anni ed il medico può anche disattenderle, in quanto per lui facoltative, motivando la sua mancata applicazione delle stesse. Nel caso, poi, il paziente non abbia nominato un fiduciario legalmente autorizzato per rapportarsi con il medico, tale compito verrà adempiuto dai familiari codicisticamente indicati all’uopo.


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