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CAD: Codice dell'Amministrazione Digitale.

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Pubblicato da : Mazzaraco Mariagrazia

Data: 06/05/2010

"La Pubblica Amministrazione sta cambiando", recita un recente spot pubblicitario. Il Consiglio dei Ministri approva il CAD: Codice dell'Amministrazione Digitale e con la delega, compresa nell'art. 33 della Legge n. 69 datata 18 giugno 2009, si dettano le linee guida affinchè il testuale si conformi il prima possibile all'"information and communication technologies - ICT -".

Tracciando un excursus normativo il CAD era contemplato nell'allora D. Lgs. n. 82 del 7 marzo 2005 a sua volta previsto nella "Legge di Semplificazione 2001".

Nella versione 2006 il Codice dell'Amministrazione Digitale si fregiava di regolamentare, gestire l'accesso, la conservazione, la trasmissione, la fluidità delle informazioni digitali grazie alle tecnologie della comunicazione e dell'informazione per la corretta e celere regolarizzazione dei rapporti tra Pubblica Amministrazione e privati.

I primi correttivi vengono apportati con il D. Lgs. n. 159/2006 che trasferisce nel "corpus" del CAD quanto già disposto dal Decreto Legislativo in materia di "Sistema Pubblico di Connettività e della Rete Internazionale delle Pubbliche Amministrazioni". Con la modifica ai commi 4-5 dell'art. 23 apportate dall'art. 16 si è conseguito un importante risultato: la valenza giuridica del documento digitale. Si soprassede, in tal modo, all'autentica della firma ad opera del Notaio o di qualsiasi Pubblico Ufficiale.

L'entrata in vigore del CAD, che sarà a pieno regime nel 2012, divide subito gli esponenti della dottrina giuridica: da una parte i sostrenitori dell'innovazione atta al riordino della materia della Pubblica Ammnistrazione, dall'altra i dissacratori, poco fiduciosi nel documento infomatico che, a detta di quest'ultimi dovrebbe essere disciplinato dal Dpr. n. 445/2000: il Testo Unico sulla Documentazione Amministrativa.

La digitalizzazione dell'azione amministrativa in termini di costi-benefici porterebbe alla riduzione dell'80% circa dei costi burocratici, della tempistica utile per l'espletamento delle pratiche amministrative; attraverso la dematerializzazione si risparmierebbero fino a 6 milioni annui per l'approvvigionamento cartaceo. In seno alla P.A. si costituirebbe un ufficio adibito alla ICT, all'introduzione del protocollo informatico e del corrispondente fascicolo elettronico, alla riorganizzazione informatizzata dei procedimenti amministrativi.

I benefici si tradurrebbero, ancora, in una maggiore efficienza e trasparenza della P.A., in una semplificazione nei rapporti tra i cittadini e le aziende anche a livello contrattualistico o nell'assolvimento dei pagamenti da effettuarsi quindi, anche per via telematica.


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