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Procedimento di mediazione, obbligo di informativa previsto dall’art.4, comma 3 del d.lgs n.28 del 2010

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Pubblicato da : Avv. Valter Marchetti

Data: 27/03/2010

L’art. 4, 3 comma 3 del d.lgs n.28/2010 dispone che all’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto ad informare il cliente della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione nonché delle agevolazioni fiscali previste dagli articoli 17 e 20 del detto decreto.

Il professionista deve inoltre informare l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

L’informazione  deve essere fornita chiaramente e per iscritto, sia alla parte attrice che a quella convenuta, contestualmente all’atto di conferimento dell’incarico; in particolare, in tale momento l’avvocato dovrà informare l’assistito:

a) della possibilità di giovarsi del procedimento di mediazione previsto dal d. lgs. n.28/2010 per tutte le controversie relative a diritti disponibili;

b) dell’obbligo di utilizzare il procedimento di mediazione previsto dal d.lgs n.28/2010, ovvero per le materie ivi contemplate, i procedimenti previsti dal d.lgs n.179/2007 o dall’art. 128-bis del d.lgs. n.385/1993 e successive modifiche, in quanto condizione di procedibilità, per le controversie relative a diritti disponibili in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari;

c) delle agevolazioni fiscali previste dal decreto, ed in particolare che tutti gli atti, documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura; così come è esente da imposta di registro ( entro il limite di valore di 50.000 euro) il verbale di accordo.

Inoltre, alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stesa, fino a concorrenza di euro 500,00, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto alla metà.

In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l’avvocato e l’assistito è annullabile.

Il documento che contiene l’informazione sopra detta deve essere sottoscritto dal cliente e va allegato all’atto introduttivo dell’eventuale giudizio.

Se il giudice riscontra la mancata allegazione di questo ultimo documento, se non provvede ai sensi dell’art.5, comma 1, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.


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