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Previdenza: E' illegittima la decurtazione ai sensi dell'articolo 1 comma 41 legge 335/95

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Data: 04/04/2005


... Al riguardo questo Giudice, in armonia all'indirizzo giurisprudenziale oggi vigente, non ritiene che la citata disposizione contenuta nell'art.15-5°comma della legge 724/1994 debba considerarsi implicitamente abrogata dalla successiva legge 335/1995 di riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare (cfr. Sez.II 24 aprile 2001 n.90/A - Sez.III 7 giugno 2001 n.132/A - .Sez.III 10 luglio 2001 n.182/A - Sez.Sicilia 15 ottobre 2001 n.928 - nonché da ultimo SS.RR. 17 aprile 2002 n.8/2002/QM e successive sentenza di appello conformi della Sez.III 342/2002 - 253/2003 - 514/2003). Per le considerazioni che precedono deve, quindi, essere riconosciuto, in favore della parte ricorrente, il diritto ad ottenere il ripristino della indennità integrativa speciale sulla pensione di reversibilità nella misura precedentemente erogata, ai sensi dell'art.15-5°comma cit., fermo restando che la percentuale di riduzione ex-lege (per reversibilità) dovrà essere calcolata solo sulla originaria voce “pensione” del dante causa. Per quanto concerne infine l'eccepita prescrizione, la stessa opererà solo per gli eventuali ratei antecedenti il quinquennio di legge decorrente dalla notifica dell'atto di diffida avvenuto in data 10 settembre 2001. Spettano inoltre, su quanto dovuto, interessi legali e rivalutazione monetaria, ex artt.429 c.p.c. e 150 disp. att. c.p.c., dalla maturazione dei singoli ratei al soddisfo, da liquidarsi cumulativamente nel senso di una possibile integrazione degli interessi legali ove l'indice di svalutazione dovesse eccedere la misura degli stessi (cfr. SS.RR. 18 ottobre 2002 n.10/2002/QM e successive conferme in grado di Appello ex Sez.III n.252 del 3 giugno 2003 - Sez.III n.502 del 11 novembre 2003 - Sez.I n.37 del 3 febbraio 2004 - Sez.I n.45 del 9 febbraio 2005).

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Testo della sentenza.


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DEI CONTI

SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE TOSCANA

in composizione monocratica nella persona del GIUDICE UNICO Cons.Carlo GRECO ha pronunciato la seguente

SENTENZA

(Numero 183/2005/PM)

sul ricorso, iscritto al n.51981/PM del registro di Segreteria e promosso da L.G. nata a Carrara il 21 novembre 1920 ed elettivamente domiciliata presso il Patronato ….. di Carrara, avverso la mancata revisione del trattamento in godimento ad opera dell'INPDAP sede di Massa.

Alla pubblica udienza del 23 marzo 2005, con l'assistenza del Segretario Armando GRECO, udito il funzionario delegato dell'INPDAP dr. M.C., non rappresentata la parte ricorrente;

Esaminati gli atti e i documenti tutti della causa;

Visto il decreto legge 15 novembre 1993 n. 453 convertito in legge 14 gennaio 1994 n.19;

Visto il decreto legge 23 ottobre 1996 n.543 convertito in legge 20 dicembre 1996 n.639;

Vista la legge 21 luglio 2000 n.205;

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

Con l'atto di ricorso in esame parte attrice ha chiesto all' I.N.P.D.A.P. la rideterminazione del proprio trattamento pensionistico di reversibilità in essere, senza la decurtazione operata a norma dell'art.1-41°comma della legge 335/95.

Al riguardo l'Amministrazione non ha aderito alle istanze di parte.

Ciò premesso è stato adito questo Giudice al fine di vedersi riconoscere l'applicazione del disposto dell'art. 15-5°comma della legge 724/94 con conseguente non applicazione della successiva citata legge 335/95, alla luce dell'orientamento assunto dalla giurisprudenza di questa Corte.

In previsione dell'odierna udienza è pervenuta memoria di controdeduzioni nella quale l'Amministrazione ha fatto presente che a decorrere dal 17 agosto 1995, data di entrata in vigore della normativa recata dalla legge 335/1995, tutti i trattamenti ai superstiti, a prescindere dalla data di decorrenza della originaria pensione diretta, vadano determinati osservando le condizioni e le misure previste dalla normativa sull'assicurazione generale obbligatoria, ai sensi dell'art.1-41°comma della legge sopracitata.

Chiamata la cause all'odierna udienza di merito, non rappresentata la parte attrice, il dr.M.C. si è richiamato all'atto scritto.

Nel merito della pretesa, il presente giudizio verte sulla applicabilità o meno, nel caso di specie, di quanto previsto dall'art.15, comma 5, della legge 724/1994, secondo il quale: “le disposizioni relative alla corresponsione dell'indennità integrativa speciale sui trattamenti di pensione previste dall'art.2 della legge 27 maggio 1959 n.324 e succ. modificazioni e integrazioni, sono applicabili limitatamente alle pensioni dirette liquidate fino al 31 dicembre 1994 ed alle pensioni di reversibilità ad esse riferite”.

Al riguardo questo Giudice, in armonia all'indirizzo giurisprudenziale oggi vigente, non ritiene che la citata disposizione contenuta nell'art.15-5°comma della legge 724/1994 debba considerarsi implicitamente abrogata dalla successiva legge 335/1995 di riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare (cfr. Sez.II 24 aprile 2001 n.90/A - Sez.III 7 giugno 2001 n.132/A - .Sez.III 10 luglio 2001 n.182/A - Sez.Sicilia 15 ottobre 2001 n.928 - nonché da ultimo SS.RR. 17 aprile 2002 n.8/2002/QM e successive sentenza di appello conformi della Sez.III 342/2002 - 253/2003 - 514/2003).

Per le considerazioni che precedono deve, quindi, essere riconosciuto, in favore della parte ricorrente, il diritto ad ottenere il ripristino della indennità integrativa speciale sulla pensione di reversibilità nella misura precedentemente erogata, ai sensi dell'art.15-5°comma cit., fermo restando che la percentuale di riduzione ex-lege (per reversibilità) dovrà essere calcolata solo sulla originaria voce “pensione” del dante causa.

Per quanto concerne infine l'eccepita prescrizione, la stessa opererà solo per gli eventuali ratei antecedenti il quinquennio di legge decorrente dalla notifica dell'atto di diffida avvenuto in data 10 settembre 2001.

Spettano inoltre, su quanto dovuto, interessi legali e rivalutazione monetaria, ex artt.429 c.p.c. e 150 disp. att. c.p.c., dalla maturazione dei singoli ratei al soddisfo, da liquidarsi cumulativamente nel senso di una possibile integrazione degli interessi legali ove l'indice di svalutazione dovesse eccedere la misura degli stessi (cfr. SS.RR. 18 ottobre 2002 n.10/2002/QM e successive conferme in grado di Appello ex Sez.III n.252 del 3 giugno 2003 - Sez.III n.502 del 11 novembre 2003 - Sez.I n.37 del 3 febbraio 2004 - Sez.I n.45 del 9 febbraio 2005).

Sussistono motivi apprezzabili per dichiarare compensate le spese di giustizia.

PER QUESTI MOTIVI

la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Toscana in composizione monocratica, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso proposto da L.G. e, per l'effetto, riconosce il diritto della medesima ad ottenere il ripristino della indennità integrativa speciale sulla pensione di reversibilità nella misura precedentemente erogata, ai sensi dell'art.15-5°comma della legge 724/94, fermo restando che la percentuale di riduzione ex-lege (per reversibilità) dovrà essere applicata solo sulla originaria voce “pensione” del dante causa, nei limiti della prescrizione eventualmente maturata.

Su dette somme dovranno essere corrisposti gli interessi di legge e la rivalutazione monetaria da calcolarsi come in parte motiva.

Dispone la trasmissione degli atti alla Amministrazione per gli ulteriori adempimenti di competenza.

Spese del giudizio compensate.

Così deciso in Firenze, previa lettura del dispositivo nella pubblica udienza del 23 marzo 2005.

IL GIUDICE UNICO

F.TO Carlo Greco



Depositata in Segreteria il 04/04/2005

IL DIRIGENTE

F.TO G.BADAME



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