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La donna coniugata può dare il proprio cognome ai figli.

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Pubblicato da : Dott.ssa Cesira Cruciani

Data: 25/09/2008

La donna coniugata può dare il proprio cognome ai figli.
Corte di Cassazione, sentenza n. 23934/2008, sezione I civile.

 

In seguito all’approvazione, il 13 dicembre 2007, del Trattato di Lisbona, anche l’Italia, come tutti i 27 Stati membri, ha il dovere di uniformarsi ai principi fondamentali della Carta dei diritti Ue, tra i quali il divieto “di ogni discriminazione fondata sul sesso”.

Già nel 2006 la Corte Costituzionale si era appellata al Parlamento perché modificasse questa legislazione consentendo ai genitori l’opportunità di decidere, di comune accordo, il cognome da trasmettere ai figli, lasciandoli liberi di stabilire se debba essere del padre, della madre o di entrambi.

Con la sentenza n. 23934/2008 la Corte di Cassazione si pronuncia nuovamente a favore dell’attribuzione del cognome materno ai figli legittimi nel caso in cui i genitori, concordemente abbiano questo desiderio.

Il cognome del padre fino ad oggi ha sempre prevalso come consuetudine, ma i costumi sociali sono cambiati ed è perciò necessaria una modifica che tenga conto dell’uguaglianza uomo –donna. Il solo cognome paterno è retaggio di una concezione patriarcale della famiglia non più in sintonia con l’evoluzione della società e le fonti di diritto soprannazionali.

Dopo il no della Corte di Appello di Milano per il cognome materno, una coppia milanese che da anni conduce la battaglia per dare ai propri figli il cognome materno, ha proposto ricorso alla Suprema Corte.

In Parlamento da anni si discute in materia, senza riuscire a legiferare, impedendo ad una donna coniugata di lasciare il proprio cognome ai figli e permettendolo, in forma esclusiva, solo nei casi in cui non sia sposata e il padre non riconosca il figlio.

 


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