Discussione: Rifiutato rimborso per errata merce

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Messaggio iniziale:

Maxprs
Utente registrato
18/10/2008
15:46:16
Salve,
vorrei il vostro parere in merito ad un disguido venutosi a creare con l'acquisto
presso un esercizio commerciale di una cartuccia per una stampante.
Forniti gli estremi alla persona al banco (marca e modello) questi ha
subito individuato la cartuccia appropriata e la transazione si è conclusa con il doveroso pagamento da parte mia della somma da corrispondere, che si aggirava sui 35 euro. Una volta a casa e aperta la stampante ho scoperto con non poco disappunto che la cartuccia acquistata era assolutamente incompatibile, essendo quasi il doppio più grossa.
Ritornato al negozio è stato constatato con lo stesso commesso che a provocare l'errore era stato uno zero battuto accidentalmente sulla
tastiera durante l'interrogazione per risalire al tipo di cartuccia.
Non potendo ordinare il tipo esatto di cartuccia perchè avrebbe impiegato troppo ad arrivare, mi sono sentito offrire un buono anzichè la restituzione del denaro.
Sinceramente spendere 35 euro in cancelleria quando a me serviva solo una cartuccia per stampante (e tra l'altro il tipo giusto costa la metà) non mi sembra corretto nei miei confronti. Si può far valere qualche diritto
in questo caso, visto che non ho restituito la merce per un ripensamento o altro ma solo per un palese errore da parte del commesso?
Grazie a chiunque voglia rispondere


Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

jvelise fontana

Utente avanzato
48 interventi
20/10/2008 15:40:05
Secondo me, prima dovresti vedere se era portato chiaramente a conoscenza dei clienti, se, in caso di reclami o richiesta di cambio di prodotti, sarebbero stati dati dei buoni e non del denaro.Quindi dovrebbe esserci stato esposto un cartello. Per il fatto che il consumatore deve essere informato in modo idoneo, su 'eventuali usi' che il venditore tiene. Quindi, se nulla c'è di scritto, punterei a restiture la cartuccia e a metterli nelle condizioni che ti ritornino il denaro, in virtù della mancata informazione.(questo potrebbe essere un espediente). Perchè, se ti leggi gli art. 129 comma d e 130 comma 5 del codice del consumo, troverai che il venditore in caso di difformità dell'oggetto all'uso che ne deve fare il consumatore, che è tra i casi, che però ti rigurda, può o sostituire il bene o ripararlo.Ciò che conta è che venga fatto nel termine congruo di utilizzo del bene. E mi pare che a te non andava bene, perchè sarebbe passato troppo tempo e ovviamente avevi bisogno di stampare...a maggior ragione insisterei per i soldi( sempre che non fossi stato informato per iscritto dei buoni). O alla fine, visto che non te ne fai niente dei 35 € in buoni, restituirei la cartuccia e aspetterei quella giusta...Ho capito che per te non è lo stesso, come non lo sarebbe per me, ma almeno la prossima volta che finirai l'inchiostro avrai già la cartuccia...e non il buono o la cartuccia sbagliata. Se poi vuoi farti'rispettare' avvisali che ti informerai presso un'associzione di categoria, che poi ti forniranno la consulenza gratuita, come le Camere di Commercio...
E' solo un consiglio, spero utile CIAO

Rispondi


jvelise fontana

Utente avanzato
48 interventi
20/10/2008 15:42:21
Ah ovviamente se la cartuccia costa meno, ti dovrai far ridare la differenza...

Rispondi


Maxprs

Utente semplice
1 interventi
20/10/2008 18:23:29
Assolutamente MOLTO utile, molte grazie: hai inquadrato perfettamente il problema. Come avrai capito è una questione di principio, non sono i 35 euro che fanno la differenza. Voglio solo togliere quell'espressione ebete dalla faccia del commesso... ora vediamo se qualche associazione di categoria (a proposito, mi consigli quelle dei consumatori nella mia provincia o altro?) mi appoggia e si arriva ad una letterina da parte di qualche avvocato...

Ancora grazie

Rispondi


jvelise fontana

Utente avanzato
48 interventi
21/10/2008 09:51:11
Concordo, non so che in quale Provincia abiti o forse non l'ho letto, comunque devi contattare la Camera di commercio che di solito è in Provincia e chiedere dell'ufficio del conciliatore. Di solito puoi scrivere una mail, al conciliiatore, e normalmente se la questione non è troppo intricata, ti danno una soluzione subito, e comunque segui le indicazioni perchè in effetti, scrivono loro una 'letterina'( il conciliatore è in pratica un avvocato). Rivolgerti alla Camera di commercio credo sia la strada più giusta, perchè devono aver accorpato i compiti della tutela dei consumatori.
CIAO

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