Discussione: Validità legale della raccomandata A.R.

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Messaggio iniziale:

Anonimo
Utente non registrato
15/03/2007
14:36:23
Ciao, volevo sapere l'effettiva validità legale della raccomandata A.R. in tutti quei casi in cui la legge prevede l'intervento dell'ufficiale giudiziario. In particolare, quando il proprietario di un immobile invia disdetta di un contratto uso abitativo 4+4 alla sua prima scadenza causa vendita dellimmobile (quindi tale lettera è integrata con la reltiva offerta di prelazione).

Cosa succede se la ricevuta di tale e firmata dal portianio, che comunque firma un registro per questa prassi? In un eventuale appello dell'inquilino qual'è la valutazione del giudice? Ci sono già state sentenze al riguardo?

Un grazie anticipato per la risposta.



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10144 interventi
15/03/2007 16:20:24
Le sentenze ci sono e ne abbiamo parlato più volte sul forum inserendo i riferimenti.

L'inquilino di un'unità immobiliare ad uso residenziale non ha alcun diritto di prelazione sull'abitazione stessa. (legge del 98 sui patti in deroga che ha modificato la legge del 78 dull'equo canone).
La raccomandata "normale" ha piena efficacia anche senza l'intervento dell'ufficiale giudiziario.

Se la prassi condominiale prevede l'accettazione della corrispondenza da parte del portiere, la procedura è legittima e non può essere messa in dubbio a meno che il "ricevente" non dimostri eventuale dolo.




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Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
15/03/2007 18:52:31
Ti ringrazio per il chiarimento sulla raccomandata A.R. Devo però contraddirti (non io ma legge) sul diritto di prelazione ALLA PRIMA SCADENZA DI UN 4+4. E questo mi è stato suffragato da 2 avvocati. Comunque puoi leggerlo da te, i riferimenti sono i seguenti:

"Art. 3, comma 1, lettera g), Legge 9 dicembre 1998, n. 431


(Disdetta del contratto da parte del locatore).

1. Alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 1 dell'articolo 2 e alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, il locatore può avvalersi della facoltà di diniego del rinnovo del contratto, dandone comunicazione al conduttore con preavviso di almeno sei mesi, per i seguenti motivi: .................

g) quando il locatore intenda vendere l'immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione. In tal caso al conduttore è riconosciuto il diritto di prelazione, da esercitare con le modalità di cui agli articoli 38 e 39 della legge 27 luglio 1978, n. 392."

Questa è una cosa che anche io ho saputo da poco e spero che possa essere di contribbuto al forum. Ciao








Rispondi


claistron

Staff
10144 interventi
15/03/2007 21:52:13
Esatto.
Quello da te citato è l'unico caso in cui il locatario abbia il diritto di prelazione, a meno che ciò non sia espressamente negato e sottoscritto nel contratto stesso.

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
16/03/2007 09:04:48
Sinceramente dubito molto che con una semplice postilla inserita nel contratto si posso negare all'inquilino di esercitare il diritto di prelazione nel caso specifico. A meno che non sia anche questo previsto dalla legge ma non ne conosco i riferimenti.
Secondo me è come mettere nel contratto che l'istat si aggiornerà del 20% annuo; non credo che abbia valenza legale.

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
16/03/2007 12:58:59
Errata corrige: intedevo dire aggiornamento ISTAt 200% annuo.

Rispondi


claistron

Staff
10144 interventi
16/03/2007 14:37:38
Nel contratto "tipo" redatto dalle associazioni di categoria degli inquilini e dei proprietari puoi trovare la clausola da citare che ti ho indicato sopra.

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
16/03/2007 18:54:32
Claistron, ho bisogno di un tuo consiglio in base ad un aggironalento della questione della vendita alla prima scadenza di un 4+4 e all'offerta di prelazionea all'inquilino.

Qualcuno mi ha detto di valutare bene la cosa in quanto il valore che dovra comparire sul roggito dovra essere quello proposto all'inquilino e no nquello catastale, e fin qui posso capire. Però poi le tasse le dovrei pagare su questo valore e non su quello catastale.

Qalcun altro mi ha detto che il valore da dichiarare è effettivamente quello di vendita ma le tasse vanno pagate su quello catastale. Dove sta la verità?

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