Discussione: Manutenzione parapetti balconi

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Messaggio iniziale:

Anonimo
Utente non registrato
16/02/2007
00:06:48
Buongiorno al Forum.
Ho letto nella risposta di Claistron al quesito di Green del 27/03/2006 che i parapetti dei balconi sono proprietà individuale e pertanto il rifacimento e/o manutenzuione della parte esterna compete totalmente al proprietario.
Ma se così è l'assemblea condominiale non ha alcuna autorità di decidere in merito e pertanto io proprietario posso optare, laddove non sussistano problemi alla sicurezza ed icolumità per i condomini( ed escludendo l'aspetto estetico che sul piano giuridico è molto eleatorio ,ed il deprezzamento del fabbricato anch'esso tutto da dimostrare), di intervenire su questa parte di fabbricato quando e come voglio.
Quindi in caso di sistemazione delle facciate del fabbricato, deliberata dall'assemblea condominiale, io posso escludere dall'intervento tutti i parapetti dei balconi di mia proprietà o sistemarli e tinteggiarli a mio piacimento( mantenendomi nell'ambito di quanto sopra tra parentesi), non essendo questi parte condominiale.
Posso sostenere questa posizione o precisi articoli del C.C. mi impongono di seguire le decisioni assembleari e mi vietano di intervenire su questa parte di mia proprietà liberamente?
Grazie per la cortese risposta e chiarimenti in merito



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
10180 interventi
16/02/2007 09:43:20
Leggendo la discussione che hai citato avrai trovato i riferimenti giurisprudenziali necessari per far valere i tuoi diritti.

Le limitazioni al "fai da te" sono quelle imposte dal decoro complessivo della facciata dell'edificio (uniformità di colore e foggia), il parapetto di un balcone non può essere "diverso" dagli altri.

Il "buon senso" impone la realizzazione dei lavori in contemporanea con tutta l'attività della facciata, i costi vengono sicuramente abbattuti ed il disagio per eventuali ponteggi viene limitato ad un periodo ben preciso.

Come sai gia, qui trovi i riferimenti:

http://www.condomini.altervista.org/BalconiProprieta.htm


Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
16/02/2007 10:54:20
Cavoli! e' senza dubbio giusto il tutto ma che ritinteggiando una facciata normale magari perche' dopo 40 anni ne ha proprio necessita', il fatto che qualche condomino decida di non tinteggiare, i suoi sottobalconi e le sue ringhiere. come minino mi sconcerta.
D'altronde leggendo i riferimenti le cose stanno cosi, ma chiedo : non c'e' proprio nessuana possibilta'... ?

Rispondi


claistron

Staff
10180 interventi
16/02/2007 11:26:46
I sottobalconi sono di competenza condominiale (la tinteggiatura), le ringhiere o parapetti pur entrando nella sfera privata della sicurezza del calpestio del proprietario, soggiaciono comunque al complesso architettonico della facciata condominiale.

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
19/02/2007 00:14:54
Innanzi tutto ringrazio CLaistron per la cortese risposta. Tengo comunque a precisare che l’indirizzo dato nella risposta a Green per accedere ai riferimenti giurisprudenziali non è accessibile in quanto cliccandolo compare un messaggio di errore( errore 404).

In merito ai parapetti dei balconi resto ancora piuttosto confuso per i seguenti motivi:

-Claistron mi parla di “decoro complessivo della facciata dell'edificio (uniformità di colore e foggia)”, ma se così è, la parte visibile dall’esterno dei parapetti/ringhiere incide nell’aspetto complessivo del fabbricato ed allora è onere condominiale perché concorre alla sua estetica e deve sottostare ai vincoli delle parti comuni.

-Leggendo le varie sentenze alcune considerano tutte le cose visibili all’esterno come cose comuni “in quanto tali elementi (frontalini, balaustre
ecc.) ineriscono alla facciata e concorrono a conferire all’immobile,
attraverso l’armonia e l’unità di linee e di stile, quel decoro
architettonico che costituisce bene comune”

Altre invece ritengono che “la spesa per la riparazione delle colonnine e dei pilastrini che fanno parte integrante del parapetto dei balconi e della terrazza a livello deve gravare esclusivamente sul proprietario dei beni medesimi, in
quanto il parapetto assolve alla funzione primaria di protezione dell'unità immobiliare del condomino ed è perciò soggetta all'autonomo diritto dominicale”

Ed è in merito a questa ultima affermazione che rimango disorientato.
Proviamo ad immaginare un fabbricato appena rimaneggiato, con la tinta esterna rifatta ma con i parapetti alcuni riattati, altri tinteggiati come le pareti, altri non tinteggiati e con l’intonaco fatiscente, altri ancora tinteggiati ma in colori diversi dal colore delle pareti e degli altri parapetti, perché i singoli proprietari, essendo loro esclusiva proprietà, così hanno deciso di fare. Sarebbe una autentica mascherata che vanificherebbe lo sforzo economico sostenuto per il rifacimento della tinta del fabbricato.
Sarebbe una aberrazione estetica.
Io non sono in grado di sostenere il concetto ” non fanno parte armonica della facciata”.

Nel caso di Green, se in sede di assemblea condominiale non venisse riconosciuto la condominialità dei parapetti dei balconi perché non incidenti sull’estetica del fabbricato e se il/i proprietari dei vari balconi che si devono accollare totalmente la spesa, per presa di posizione alla decisione assembleare, si tinteggiassero la parte esterna dei vari parapetti a scacchi o in varie colorazioni, i restanti condomini che hanno sborsato migliaia di euro per la tinta delle pareti del fabbricato sarebbero soddisfatti di come si presenta la loro palazzina?. Sarebbero soddisfatti di non aver dovuto accollarsi la quota millesimale per la tinta dei parapetti?
Sosterrebbero ancora con fermezza che i parapetti non sono parte condominiale perché non incidenti sull’estetica?
Io ho seri dubbi. E se ricorrono al giudice ed il giudice conferma la posizione dell’assemblea si dovranno tenere i parapetti a scacchi

Questo è quanto sarei tentato di fare se mi trovassi in una tale situazione sia per esercitare appieno l’imposizione assembleare,sia e soprattutto per far comprendere, seppure con una azione estrema,la logica di ritenere i parapetti quale proprietà condominiale

Alfry

Rispondi


claistron

Staff
10180 interventi
20/02/2007 08:54:12
Alfry.

Stai esagerando nelle congetture.

Quando l'assemblea decide con le maggioranze previste dal Codice che la facciata va rifatta, allora tutti devono partecipare alle spese, anche i dissenzienti.

L'impresa scelta consegnerà una relazione dettagliata sui lavori dove si rileverà quali siano le spese sostenute per le parti comuni e quali per le parti private imputabili ai singoli condómini.

Attenzione a inserire in un unico "calderone" eventuali frontalini e parapetti, sono pochi gli edifici che abbiano in realtà prospetti architettonici rilevanti, tali da attribuire ad eventuali particolari un ciaro contenuto aechitettonico da attribuirsi alla componente estetica dell'edificio (palazzi d'epoca).

Nei link che ho presentato vi sono riferimentti giurisprudenziali che spiegano questo concetto.

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
20/02/2007 16:09:20
Il problema non è la contestazione di ciò che decide l’assemblea condominiale per le parti comuni. Il problema è se l’assemblea condominiale possa decidere su una proprietà individuale.
Mi spiego meglio:
- se i parapetti o le ringhiere di protezione dei balconi sono considerati una mia proprietà, allora credo che l’assemblea non possa decidere in merito, e che soltanto io, proprietario, posso decidere cosa fare o cosa non fare sulla mia proprietà ( parapetti o ringhiere).
Quindi nel caso che in assemblea condominiale venisse deciso il rifacimento della tinteggiatura del fabbricato, incluse le eventuali opere di ripristino delle strutture, l’assemblea non ha autorità a trattare i parapetti e/o le ringhiere dei balconi perchè ritenuti dalla stessa non rientranti nelle parti comuni.
Ragione per cui, trattandosi di una spesa totalmente individuale io posso ometterla e nessuno quindi può farmi osservazione.
So benissimo che avere una fabbricato tinteggiato con i parapetti/ringhiere dei balconi ammalorate e non tinteggiate è una mostruosità, una aberrazione estetica, ma così ha voluto l’assemblea condominiale perché ha demandato la facoltà e l'onere dell’opera al proprietario .
E devo ritenere che in questo caso all’assemblea vada bene così e che forse solo io avrei preferito avere sistemati e tinteggiati i parapetti dei miei balconi( e anche di tutti gli altri) perché, diversamente dall’assemblea, li ritengo parte integrante all’estetica del fabbricato.

In merito poi alle varie sentenze sull’argomento, mi sembra di comprendere che esse si riferiscano ad opere già fatte e che quindi, a prescindere da chi debba accollarsi l’onere economico, l’aspetto estetico è comunque sempre garantito perché già posto in essere.
Ecco perché sostengo che il problema deve essere affrontato e sviscerato in sede assembleare quando viene presa la decisione di riattare l’esterno dell’edificio condominiale, perché solo in tale sede si riesce a far comprendere il problema in tutta la sua essenza.

Rispondi


claistron

Staff
10180 interventi
21/02/2007 21:24:28
Infatti ho ribadito che è l'assemblea a decidere.

Vivere in condominio presupone l'onere di subire le decisioni della maggioranza (come prevede il Codice).

Chi non vuole sottostare a quanto previsto dall'art. 1136 del c.c. va a vivere in una bella villetta singola (se ne ha le possibilità).

Rispondi

Anonimo
Utente non registrato
(0 risposte nel forum)
22/02/2007 22:37:37
Claistron mi scuso se mi sono spiegato male, ma tengo a precisare che io accetto nel modo più assoluto le decisioni dell’assemblea condominiale. Ma proprio perché assemblea condominiale ( luogo dove si riuniscono i partecipanti al condominio per decidere sulle sorti delle parti comuni della casa) ritenevo che essa avesse potere decisionale solo sulle parti condominiali( di proprietà di tutti) e non già sulle proprietà esclusive, ovvero non condominiali. Quindi io non dicevo che mi rifiutavo di pagare la mia quota millesimale per le parti in comune, dicevo solo che non intendevo sostenere io solo la totale spesa per i parapetti dei balconi perché, se sono i miei e non già condominiali, non vedo perché li debba tinteggiare esternamente a mie spese per il vantaggio di tutti. Se li vogliono tinteggiati, perché questo concorre all’estetica del fabbricato e a vantaggio di tutti i condomini, che la spesa relativa venga ripartita in quote millesimali tra tutti ed io ne sono ben felice. Altrimenti, se l’onere è solo mio, li tinteggio o meno secondo la mia scelta.

Comunque Claistron ho capito bene? Tu mi stai dicendo invece che se l’assemblea condominiale decide a maggioranza di rifare la tinta delle facciate( bene comune) e sulle facciate insistono dei balconi con i relativi parapetti in muratura o in ringhiere metalliche( proprietà privata), per il solo fatto che sia stato deliberato il rifacimento della tinta delle facciate io sono obbligato a tinteggiare a totali mie spese anche i parapetti/ringhiere dei miei balconi, che sono mia proprietà esclusiva? E questo per l’aspetto finale della facciata? E non mi posso sottrarre a questo obbligo di “tinteggiare e tutto a mio carico” pur essendo, e mi ripeto, una mia proprietà esclusiva?

I compiti e le attività dell’assemblea sono ( ex art. 1135 c.c.):
- …………
- all’uso o al godimento delle parti comuni con esclusione di qualsiasi ingerenza sulle parti in proprietà esclusiva.

Ho letto l’Art. 1136 ed anche altri. Rispetto ed accetto le decisioni dell’assemblea.
Ma dove sta scritto che L’ASSEMBLEA mi può imporre di fare interventi sulla mia proprietà esclusiva(parapetti /ringhiere)? E nel caso specifico, di tinteggiare esternamente i parapetti a totali mie spese?
Nella logica allora può anche impormi di tinteggiare la parte interna dei miei parapetti? E perché no, anche l’interno del mio appartamento!!

Scusami ancora Claistron ma vorrei una volta per tutte capirci qualcosa su questi benedetti parapetti




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