Discussione: Rimborso, al coniuge, delle spese sostenute per rifinire casa, partendo dalla struttura, donata.

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Messaggio iniziale:

Nicodemo
Utente registrato
31/03/2019
21:38:10
Salve Avvocati. Vorrei chiedervi qualcosa.
La mia storia è la seguente.
Mi sposo nel 1993 con la comunione dei beni.
Nel 1994 nasce il primo figlio maschio
Nel 1998 nasce mia figlia.
I miei genitori, muniti di tutte le autorizzazioni e permessi, avevano iniziato a costruire nel 1982 una struttura di una palazzina, fermandosi però dopo aver costruito un piano seminterrato e un piano rialzato.
Questo piano rialzato è stato utilizzato per molti anni come deposito merci per un corriere per il quale lavorava mio padre.
Nel 1995, i miei genitori, ottengono nuova licenza edilizia per completamento del fabbricato.
Nel 1996 i miei genitori fanno un atto di donazione del terreno, e della porzione di immobile già costruita, a tre figli, di cui io e una sorella già sposati, mentre ad un'altra figlia, è stato donato un immobile separato.
Poco dopo sempre nel 1996, otteniamo una variazione di intestazione della licenza edilizia dai genitori a 3 figli.
Genitori e tutti e 4 figli (quindi anche i coniugi) partecipano alle spese per finire la struttura, cioè un altro piano e un sottotetto lavatoio-stenditoio.
Poi i tre figli si dividono, con accordi verbali, l’immobile, con il benestare ad accettare il sottotetto da parte di uno dei figli
Il piano seminterrato viene diviso in tre parti, e ciascuno ricava un appartamento per piano, l’ultimo corrisponde al sottotetto.
Io e la mia ex moglie rifiniamo il nostro piano, che è quello rialzato, in una maniera sciagurata, cioè con una successione di prestiti e finanziarie, indebitandoci significativamente.
Nel 2005, inaspettatamente lei lascia il lavoro.
Alla fine del 2006 se ne va di casa e chiede la separazione con addebito, per motivazioni inventate, e chiede l’intestazione di mezza casa a lei o in seconda istanza il rimborso delle spese sostenute.
Io da subito, fornisco copia delle fatture dei lavori fatti sulla casa.
La mia ex rinuncia all'affidamento della casa coniugale, sperando che il giudice mi obblighi a pagarle l’affitto di un’altra abitazione, cosa non ottenuta.
All'inizio del 2007 con sentenza, il Presidente del Tribunale assegna il figlio maschio (minore) a me, assecondando le richieste di mio figlio, e la figlia minore alla madre perché “…, non può, allo stato, essere affidata al padre, che si troverebbe ad essere eccessivamente onerato, stante il gravoso impegno lavorativo”. All'epoca lavoravo in una città a circa 50 km da casa.
Dispone che io debba versare un assegno di mantenimento, in parte a mia figlia e in parte alla mia ex.
Nel 2013 il Tribunale pronuncia la separazione, e più o meno, dice che la questione della casa è da trattare con un procedimento separato.
Nel 2016 otteniamo il divorzio.
Nel 2018 mi arriva un invito dell’ente di mediazione, ma io ho frainteso pensando che fosse un organismo di parte e ho rifiutato la mediazione.
Successivamente nel 2018 la mia ex mi cita in giudizio, per ottenere una somma pari alla metà del valore della casa o alla somma corrisposta da lei.
Anche questa volta io ho rifornito la copia di tutte le fatture dei lavori eseguiti, riconoscendo che lei ha speso 1/10 delle spese per ultimare la struttura, ½ delle spese fatte sulla nostra casa, però di contro, quando lei è andata via di casa io mi sono trovato a dover continuare a pagare i prestiti contratti insieme, (con l’ulteriore peso dell’assegno di mantenimento), e quindi ho proposto di sottrarre quelle che avrebbe dovuto pagare lei, cioè metà dei prestiti, dall'importo che io devo a lei.
Ora mi chiedo se l’impostazione è corretta.
E mi chiedo, chissà se c’è qualche scappatoia, legale, per evitare di ridarle quei soldi.
Ad esempio se ci fosse qualche tipo di prescrizione, (separazione del 2007), o se io intestassi con diritto di usufrutto a vita, l’immobile ai miei due figli si estinguerebbe il mio debito verso la mia ex moglie?


Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

MartaM

Utente semplice
5 interventi
17/04/2019 11:49:45
Rivolgiti ad un avvocato esperto

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