Discussione: MAFIA CAPITALE! BANDE MAFIOSE E AVVOCATI ASSOCIATI AD ESSE!

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Messaggio iniziale:

fabionrg23561
Utente registrato
26/09/2017
12:49:03
FONTE:http://lenews2017.altervista.org/mafia-capitale-bande-mafiose-avvocati-associati-ad-esse/

Indagini Serbia preoccupanti per l’Italia, traffici illeciti, mafia, ora spunta un ‘ingegnere’


Seconda puntata dell’inchiesta che Progetto Italia News sta conducendo su noti avvocati romani, gestori di introiti provenienti da attività illecite di associazioni mafiose che spostano i fondi e li riposizionano utilizzando il sistema finanziario Serbo. Un’indagine appunto partita dalla Serbia, confermata da fonti interne del Viminale.

Ed è quindi Roma a quanto pare, il centro di tutte le attività finanziare losche, dove si ritrovano nomi di importanti professionisti che vivono nell’ombra, a lavoro per smistare e rimettere in circolazione beni, monetari e immobili, sembrerebbe anche della storica e ancora attuale Banda Della Magliana.

Ora, nell’inchiesta, sembrerebbe spuntare appunto la Seasif del sedicente ingegnere Franco Favilla, con sedi sparse in tutto il mondo, che si occupa di Oil & Gas, investimenti su immobili e attività finanziarie di vario genere.

Traid d’union con il filone serbo sono i suoi legali, Vinicio Viol e Salvo Pace, indagati proprio dagli investigatori serbi, come già raccontato da Progetto Italia News.

Fonti interne al Viminale confermano che Favilla è conosciuto in tutto il mondo per i suoi grandi progetti che non sono mai andati a buon fine, cosi come è conosciuto dai nostri politici, che già da tempo, utilizzano le capacità di Favilla per riqualificare immobili e denaro contante ed in cambio farlo rimanere nell’ombra. Gli addetti ai lavori confermano che questa persona è presente in tutte le black list finanziarie europee, segnalato da vari governi e dal 2012 monitorato dalle agenzie Interne ed esterne per la sicurezza della Repubblica Italiana, Aisi ed Aise, per non contare il numero di denunce fatte dai piccoli imprenditori truffati dallo staff di Favilla.

E proprio di qui, dalle denunce che non hanno mai raggiunto le aule dei tribunali, che sembrerebbe emersa la verità, i nomi dei faccendieri, e come funziona il sistema per ripulire i soldi della Banda e di alcuni politici Italiani.

La seasif grooup, diversificherebbe le attività e le risorse finanziarie utilizzando il sistema Bancario internazionale per rendere legittimi sia i contanti che i beni.

I contanti vengono raccolti e inseriti in programmi di investimento per tramite delle fiduciarie collegate sempre alla Seasif, una holding. Nella raccolta vengono inseriti dei piccoli imprenditori ignari del sistema e dei soldi della Banda e dei politici, tutto questo fino a qui è tutto quasi legale. Una volta raggiunta la cifra una banca sempre collegata alla Seasif emette un Titolo, che a sua volta viene materializzato da altro istituto bancario in forma di garanzia bancaria a favore sempre di una società facente parte delle Seasif e successivamente, sulla base della garanzia aprono una linea di credito che riemette gli stessi soldi in forma liquida, ma diventati legali.

A questo punto con quei soldi gestiti e controllati dalle banche stesse vengono approvati i contratti statali o, come avviene in Italia, vengono realizzate delle Ati con aziende che hanno già in pancia dei contratti con lo stato ma carenti di liquidi. A questo punto i soldi sporchi si puliscono e il controllo dei lavori appartiene alla Banda supportata dalla parte politica.

Questo sembrerebbe un piccolo esempio di operazioni che invece pare siano all’ordine del giorno in Italia.

Ma come funziona lo smistamento e la riqualificazione dei fondi sporchi di Roma.

La Banda della Magliana sembrerebbe viva e vegeta ancora e possiede il controllo di gran parte delle opere pubbliche romane, utilizzando il sistema descritto sopra, supportando le aziende che hanno già appalti contrattualizzati.

Ritroviamo sempre Favilla che frequenta i salotti importanti di Roma e con la sua maestria finanziaria e con l’aiuto politico identifica le aziende e le loro difficoltà, promettendogli di aprire posizioni e defiscalizzazioni e leve finanziarie in Serbia come in questo caso, dove vige ancora il segreto bancario per ovvie ragioni europee. A questo punto l’ingegnere si avvale di legali già noti che operano tra Italia e Serbia, come Salvatore Pace e Vinicio Viol. Sono loro che hanno il controllo sul da farsi in territorio Serbo. Come uomini ombra si muovono con lo staff di Favilla, appoggiandosi sempre sulla Seasif group serba. E’ da questi nomi piccoli e sconosciuti nel mondo degli avvocati ma rispettati dagli ambienti loschi e segreti della Banda che l’indagine ha preso piede.

Favilla è presente in tutto il mondo con uffici (inesistenti) ma regolari su carta, spazia a piede libero tra le commodities del Crud oil e la più alta finanza, accompagnato da politici e militari di alta gerarchia. Favilla è stato anche interdetto dal Governo del Sud Sudan, dove accompagnato dal suo consulente militare, il tenente colonnello dell’esercito Italiano Francesco Lopez, presentò un progetto per la costruzione di un porto commerciale per la gestione del petrolio sudanese, naturalmente non andato a buon fine perché il tutto era finalizzato alla truffa e al finanziamento del contratto stesso.

Fonti del Viminale ritrovano sempre gli stessi nomi attorno al Favilla. Il tenente colonello Lopez che a sua volta si avvale dello studio legale in Sicilia di Salvatore Pace, anche per agevolare i militari che richiedono risarcimenti e, guarda caso, lo stesso Lopez gestisce sia le liquidazioni che i pagamenti dei fornitori di servizi nonché lui stesso, per il comando dell’esercito in Sicilia, autorizza il registro fornitori. A loro volta Pace e Viol girano per le vie di Belgrado negli uffici del Favilla ad aprire fiduciarie e posizioni bancarie.

Su questi uomini ombra, finalmente, pare che qualche luce si sia accesa.

A seguire un altro articolo rilasciato questi giorni online che riguarda la stessa associazione a delinquere composta da AVVOCATI, MAFIA E BANDE CRIMINALI!

Clan Carminati, la Procura insiste: “Metodo mafioso”. E per la prima volta spunta Mokbel

Notificata la chiusura delle indagini sul Cecato e altre 27 persone. Tra i tanti nomi noti anche qualche nuovo entrato. Tra questi, sorprende quello dell’uomo vicino al terrorismo nero e alla Banda della Magliana

Se non è mafia è metodo mafioso. Così scrive la Procura di Roma nell’atto che notifica la conclusione delle indagini sul clan di Massimo Carminati. Tra le persone indagate Alessia Marini, compagna del Cecato, il suo braccio destro Riccardo Brugia e il ras delle cooperative Salvatore Buzzi. Per la prima volta compare il nome di Gennaro Mokbel, noto per i suoi contatti con l’eversione nera e la Banda della Magliana, finora mai accostato a Carminati. E c’è anche il giornalista Gian Marco Chiocci, direttore de “Il Tempo”, accusato di favoreggiamento. I pm contestano ad alcuni indagati l’utilizzo del metodo mafioso.

Le indagini fanno parte di un filone stralciato dall’inchiesta “Mafia Capitale” della Procura di Roma, che ha già avuto una prima sentenza. Lo scorso 20 luglio la Corte d’Assise di Roma ha inflitto 41 condanne per quasi 300 anni di carcere: le più pesanti a Carminati (20 anni), Buzzi (19), Alessandra Garrone (13 anni e 6 mesi), Fabrizio Testa (12), Riccardo Brugia (11), Franco Panzironi (10), Luca Odevaine (8) e Mirko Coratti (6). Nessuna delle condanne fu però per associazione mafiosa, tanto che in molti esultarono: «A Roma la mafia non esiste!».



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