Discussione: SERVITÙ PER CANNA FUMARIA E FINESTRA

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Messaggio iniziale:

cricribbiu
Utente registrato
06/10/2014
11:50:44
Salve e grazie,
scusandomi se questa non è la giusta sezione del forum dove intervenire porgo la questione:
Un vecchio fabbricato, di forma rettangolare ad un solo piano in muratura di pietra e mattoni, confina per due dei suoi quattro lati con altrettanti fabbricati. Nell’ottica di una nuova costruzione in aderenza, per ognuno dei due lati confinanti con gli altri fabbricati si riscontra un problema: 1) Lato su cui vi è una CANNA FUMARIA; 2) Lato su cui vi è una FINESTRA.
Se possibile vorrei chiedere dei chiarimenti dapprima per la canna fumaria e dopo per la finestra.
1) CANNA FUMARIA
Il vicino ha costruito in anni relativamente recenti, quasi certamente maggiori di venti (20), una nuova costruzione con muro perimetrale in aderenza al muro di nostra proprietà. In concomitanza, o forse successivamente, è sorta in aderenza al muro del confinante una canna fumaria. Tale canna fumaria, rivestita in elementi di laterizio, corre all’interno dell’appartamento confinante fino a tutto il piano terra e fuoriesce all’esterno a livello del primo piano ergendosi fino oltre il tetto dello stesso fabbricato.
Domande:
a) il vicino, se sono trascorsi più di venti anni, mi può usucapire la “servitù di passaggio e/o di esistenza” della canna fumaria ???.
b) il vicino, nonostante l’imposizione abusiva della canna e la conseguente (se ne ricorrono le condizioni) possibilità di costituzione di un diritto di servitù per usucapione, non avrebbe dovuto munirsi di sentenza passata in giudicato che ne accertasse l’esistenza ??????. ( noi proprietari non abbiamo mai ricevuto alcuna notifica da parte del Tribunale e non abbiamo mai sottoscritto per via contrattuale la costituzione di una servitù)
c) se il vicino non ha fatto niente per usucapire e noi si procede alla nuova costruzione in aderenza intimandogli la rimozione/spostamento della canna fumaria, c’è la possibilità che in eventuale sede di giudizio gli venga riconosciuto, sebbene non abbia lui promosso nessuna attività, il diritto di servitù per usucapione ?????.
d) se dobbiamo tenerci la canna fumaria così com’è, volendo noi fabbricare in aderenza (salvo giunto sismico) dobbiamo stare a filo canna fumaria (in aderenza alla canna), oppure possiamo stare a filo muro (in aderenza al muro) ed “incassare” la canna fumaria in una risega del costruendo fabbricato ????.
Se è possibile incassare la canna fumaria in una risega allora siamo costretti ad una servitù legata alla manutenzione della canna e ad eventuali sue riparazioni ?????.

Ringrazio anticipatamente,
roberto



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

cricribbiu

Utente semplice
4 interventi
06/10/2014 11:52:16
Ciao claistron e grazie per la risposta.
Avevo cercato di rispondere alle mie domande documentandomi anche sul vostro sito nella sezione da te raccomandata, ma, almeno per quello che sono riuscito, ho trovato discussioni con sentenze e altro che non raccoglievano la mia questione.
Devo guardare meglio, ma il fatto è che 1) io non sono in condominio 2) la canna fumaria esiste di già, indipendentemente se è a norma o meno, e se lui la può tenere (non saprei dire a quale titolo) mi impedisce la costruzione in aderenza (al suo muro).
Claistron, se mi dai riferimenti più specifici te ne sarei molto grato.
P.S.
Ho, intanto, indagato la questione della finestra lucifera, munendomi di varie sentenze ed articoli e penso di poter affermare che tale tipologia di finestra NON E’ USUCAPIBILE.
E’ anche per voi questione assodata in tale senso ????.

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
06/10/2014 14:44:50
La canna fumaria in oggetto ha usucapito il diritto ultraventennale ad esistere lì dove sta.

Per uno spostamento o rimozione coatta è necessaria la deliberazione di un giudice che valuterà i fatti, i tempi per l'usucapione e tramite perizia CTU eventuali emissioni non in regola rispetto alle altezze e alle distanze.

Se il camino della canna fumaria evaqua oltre il tuo tetto, penso che non vi siamo problematiche per la controparte.

Se ti viene permesso di elevare il tuo immobile in aderenza, puoi offrire la possibilità di incamerate la parte esterna della canna fumaria nel tuo muro perimetrale (tue spese), non dovresti trovare ostacoli.

Ricorda che l'usucapione di un bene o di un diritto si acquisisce di fatto trascorso il termine decennale o ventennale, la controparte può invocare l'eventuale abuso solo tramite un ricorso giudiziario, difficilissimo da portare a buon fine trascorsi i termini.

Ciò riguarda anche luci e finestre, se il ricorso non viene fatto entro i termini, anch'esse acquisiscono il diritto di stare dove sono.

Inserendo la canna fumaria nella tua proprietà, sarai soggetto a servitù, ma eventuali spese "ordinarie" saranno a carico dell'utilizzatore.

Rispondi


cricribbiu

Utente semplice
4 interventi
06/10/2014 18:26:44
Claistron grazie per le ulteriori risposte.

Mi hai comunque “devestato”…..!!

1) canna fumaria:
avevo dei dubbi sulla possibilità di essere stato usucapito e di dovermi adeguare allo stato di fatto, cercando semmai un “accordo/ aggiramento/ stratagemma ” con il vicino.
Tu hai spazzato via tutto e se ho “tradotto” bene mi hai detto: roberto sei stato usucapito, non fare niente a livello legale perché è molto facile che il vicino la vinca e che tu ti ricopra di spese (CTU, CTP, TRIBUNALE) …
ho capito bene ???? ………

2) finestre lucifere:
non mi ero ancora ripreso dalla canna fumaria ma quando ho letto:
“Ciò riguarda anche luci e finestre, se il ricorso non viene fatto entro i termini, anch'esse acquisiscono il diritto di stare dove sono.”

Sono tramortito…….

Come ti dicevo, avevo cercato di “approfondire” l’argomento e avevo tratto delle conclusioni di questo tono:
L'APERTURA DI LUCI NON CONFERISCE AL PROPRIETARIO NESSUN DIRITTO DI SERVITÙ SUL FONDO DEL VICINO
questa conclusione la traevo soprattutto dopo aver letto la Sentenza della Corte Suprema di Cassazione Civile Sezioni Unite N. 10285/1996 DEL 21 NOVEMBRE 1996 che, almeno a mio parere, chiarisce in maniera definitiva quello che fino ad allora era stato il comportamento non del tutto unitario della stessa Corte:
10285/1996
“Il principio affermato in ALCUNE sentenze di questa Corte - secondo cui la servitù di luce irregolare, che normalmente è negativa e non apparente e, come tale, non è suscettibile di acquisto per usucapione a norma dell'art. 1061 c.c., può in concreto atteggiarsi come servitù apparente, suscettibile quindi, di acquisto per usucapione, tutte le volte che essa abbia un oggetto e un aspetto tali da rilevare all'esterno l'imposizione di un peso a carico del fondo vicino, escludendo palesemente la mera funzione ordinaria della luce, la cui apertura sia fondata sulla tolleranza e la precarietà (sent. 8 luglio 1978 n. 3418; 7 dicembre 1981 n. 6478; 11 maggio 1983 n. 3258; 16 agosto 1993 n. 8744) - NON PUÒ PREVALERE SULL'ORIENTAMENTO DI GRAN LUNGA MAGGIORITARIO SOPRA RICORDATO.”

L’orientamento maggioritario a cui fa riferimento la Suprema corte, può essere rappresentato dalle sentenze sotto riportate, tutte ad escludere la possibilità di acquistare per usucapione o per destinazione del padre di famiglia la servitù di luce irregolare o regolare che sia:
Cassazione civile , sez. II, 10 febbraio 1979, n. 927, Cassazione civile, sez. II, 05 luglio 1979, n. 3854, Cassazione civile , sez. II, 07 maggio 1980, n. 3019, Cassazione civile , sez. II, 07 dicembre 1981, n. 648, Cassazione civile , sez. II, 09 luglio 1982, n. 4084, Cassazione civile , sez. II, 23 maggio 1988, n. 3570,
SUCCESSIVE AL 21/11/1996 E CONFORMI
Cassazione civile , sez. II, 17 maggio 1997, n. 4404, Cassazione civile , sez. II, 25 novembre 1997, n. 11812, Cassazione civile , sez. II, 05 luglio 1999, n. 6949, Cass. civile, sez. II numero 71 del 04/01/2002, Cass. civ., Sez. II, 17/06/2004, n. 11343, Tribunale di Milano, sez. IV, 5/10/2005, n. 10696…..

Avendo, io, così escluso la possibilità di acquisto con le forme sopradette, a dirla tutta avevo anche azzardato una “illusoria” analogia (da te poi bocciata) con la canna fumaria:
se con le LUCI la ratio è quella di salvaguardare il diritto del vicino di costruire in aderenza (appoggio-art. 904c.c.) allora perché questa possibilità dovrebbe essere preclusa dalla presenza di una canna fumaria ??? (che non è la stessa cosa dei tubi -non convogliando in forma continua sostanze -per i quali si usucapisce

Vero è che le vedute, se ne hanno i requisiti, possono essere usucapite ed è anche vero che ogni caso ha il suo percorso….. ma mi vorrei rispondere da solo, usando ancora l’analogia con le luci:
10285/1996
“Dalle decisioni anzidette si ricava il principio che la servitù di aria e luce - che ' negativa perché, come si è già notato, si risolve nell'obbligo del proprietario del fondo contiguo di non operarne la soppressione - non è una servitù apparente, perché l'apparenza non consiste soltanto nella esistenza di segni visibili ed opere permanenti, ma esige che queste ultime, come mezzo necessario all'acquisto della servitù siano indice non equivoco del peso imposto al fondo vicino in guisa da far presumere che il proprietario di questo ne sia a conoscenza (v. sent. 7 maggio 1984 n. 2768).”

Se faccio analogia con la canna fumaria sono ko (APPARENZA/PESO INEQUIVOCO):
a) la canna fumaria era fin dalla sua installazione facilmente visibile e quindi facilmente contestabile (non hai contestato nei tempi…… ora ti attacchi….);
b) la canna fumaria era lì e faceva, visibilmente, il suo lavoro di canna fumaria (quando in funzione si vedeva escire il fumo.
c) era chiaro che la sua presenza imponeva “un peso” al mio fondo perché la sua esistenza mi impediva la costruzione in aderenza (“segni visibili idonei a rilevare obiettivamente e in modo non equivoco la destinazione dell'opera all'esercizio della servitù”).

mi accorgo adesso, di essere stato un po’ lungo…
se ancora avrai pazienza ed interloquirai, gradirei molto, se di tua conoscenza, dei riferimenti a sentenze articoli e quanto altro sulla canna fumaria, ed un ulteriore chiarimento sulle luci.
saluti, grazie e buon lavoro
roberto

Rispondi


claistron

Staff
10215 interventi
06/10/2014 19:28:23
La finestra che citi doveva essere fatta chiudere entro i termini per l'usucapione se non rispettava le distanze previste:

http://www.condomini.altervista.org/distanze.htm

Se non è stato fatto, l'inerzia dell'avente diritto, può precludere la possibilità del ricorso o quantomeno la quasi sicurezza della soccombenza.

Spero almeno che la finestra in oggetto, su una parete a filo del confine, sia dotata di inferriate (a filo muro) che impediscano "l'affaccio", così che il proprietario non possa invadere la colonna d'aria che sorge dalla tua proprietà.

Rispondi


cricribbiu

Utente semplice
4 interventi
07/10/2014 10:26:25
Claistron grazie ancora e scusa se non ho risposto ieri a questa tua ultima.
1)
“ La finestra che citi doveva essere fatta chiudere entro i termini per l'usucapione se non rispettava le distanze previste: http://www.condomini.altervista.org/distanze.htm “

Devo precisare meglio. L’APERTURA di mio interesse non può essere classificata come prospetto:
“ ……. Per la configurabilità di una veduta è necessario che in concreto sia possibile sia la inspectio che la prospectio in alienum, non essendo sufficiente la possibilità di guardare sul fondo del vicino ma essendo richiesta anche la possibilità di affaccio. La giurisprudenza della Suprema Corte ha sempre sostenuto che tali attività (inspicere e prospiecere) devono potersi esercitare con una certa comodità e cioè in particolare, per quanto riguarda la prospectio, occorre che un osservatore di media altezza possa, senza pericolo, porsi col petto protetto dall'opera, in posizione tale da sporgere il capo oltre il livello massimo dell'opera stessa, così da vedere l'immobile altrui. …… “ (Trib. Salerno 12 aprile 2012 n. 818 – CONFORME: Cass. civ., sez. II, 16/11/1983, n. 6820; Cass. Civ., SS.UU., 28/11/1996 n. 10615 Cass. civ., sez. II, 17/01/2002, n. 480; Trib. Roma, Sez. V, 29/04/2010; Trib. Monza 23 maggio 2011)

La stessa apertura, non potendo essere una veduta, e non rispondendo ai dettami dell’art. 901 c.c. è da classificare (art. 902 c.c.) come LUCE IRREGOLARE.
In questo caso non si devono verificare le distanze (1.5m (905c.c.), 3m (873c.c.) o quella maggiore stabilita dai regolamenti locali) e SEMBREREBBE CHE LA LUCE IRREGOLARE SIA NON USUCAPIBILE (MI DAI UNA CONFERMA/SMENTITA A QUESTA MIA AFFERMAZIONE ??????)
2)
“Se non è stato fatto, l'inerzia dell'avente diritto, può precludere la possibilità del ricorso o quantomeno la quasi sicurezza della soccombenza. “

Si condivido, MA SOLO SE RIFERITO ALLE VEDUTE (O SBAGLIO ???)

3)
“Spero almeno che la finestra in oggetto, su una parete a filo del confine, sia dotata di inferriate (a filo muro) che impediscano "l'affaccio", così che il proprietario non possa invadere la colonna d'aria che sorge dalla tua proprietà.

Si è così come tu speri: l’apertura è a filo muro (senza sporgenze, davanzali ecc. ecc.) ed è munita di inferriata (non regolamentare secondo art. 901 c.c.). Come detto al punto 1 l’apertura è da considerarsi una luce irregolare (non conforme ad art. 901 c.c.) E NON CERTO UNA VEDUTA.

Infine, il tuo “silenzio” riguardo le mie ultime considerazioni fatte sulla canna fumaria “significa” che non ho più alcuna speranza ????
Qualche riferimento di giurisprudenza, di legge, di dottrina, potresti indicarmelo ????
(mi ha fatto molta impressione la perentorietà della tua risposta, e da ora cercherò di risalire (????!!!!) al tempo in cui questa canna/casa è stata costruita al fine di verificare il trascorso ventennale)

saluti
roberto

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