Discussione: Parente suicida e ripercussioni

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Messaggio iniziale:

babbomaria
Utente registrato
02/12/2011
17:55:23
Salve,
un mio parente (nipote, figlio di mio fratello a cui non sono mai rimasto vicino), dalla scomparsa dei genitori, soffre di depressione e probabilmente, è tendente al suicidio, tuttavia non vuole parlarne, anzi ci sta allontanando e non sappiamo cosa fare. Il nostro timore è che in tale attività possa coinvolgere altre persone. Vorremmo sapere come farlo forzatamente visitare(è possibile senza prove di atti contro se stesso?) e nel qualcaso non fosse davvero possibile agire in tale senso, come potremmo tutelarci nel caso il suo atto coinvolga qualcun altro ad esempio si faccia esplodere in casa col gas(frasi gia menzionate in alcune discussioni avute tempo orsono) Devo fare denuncia un mio amico carabiniere mi ha detto che facendolo senza prove potrei essere querelato e che se scoprissero che sapevo del suo stato sarei penalmente responsabile.


Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

AlessioStud.te

Utente semplice
1 interventi
05/12/2011 13:05:51
Ritengo che l'unica possibilità d'intervento sia quella di ricorrere ad una visita "forzata" che consiste in accertamenti obbligatori che la ASL può, o meno, ritenere di organizzare su segnalazione, informando l'interessato, qualora sussistano elementi di criticità o di rischio.

"[...] facendolo senza prove potrei essere querelato e che se scoprissero che sapevo del suo stato sarei penalmente responsabile"
Da cittadino in buona fede, la invito a riflettere sull'ultima frase e, convinto che sia stata la preoccupazione, a riformularla in maniera appropriata.

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ladottrinanoneacqua

Utente avanzato
10 interventi
18/12/2011 11:44:09
ciao
partendo dall'ultima analisi della questione , se lo segnali , egli può avanzare una contro-querele cd querela per calunnia(art 368 c.p.), nel caso in cui i documenti probatori su cui si fonda la prima querela non contraddicono in modo esaustivo l'innocenza ( che è garantita fino a prova contraria) .
ma rispondendo alla prima domanda , se il soggetto svolge attività che siano previste dalla legge come reato o nei casi eccezionali anche quando non sia un reato come previsto dall'art 202 c.p., tale che il medesimo sia da considerare pericoloso socialmente art 203 c.p. accertabile ai sensi dell'art 133 c.p.
è doveroso agire.
si rivolga ad un avvocato di fiducia prima di agire.

spero di essere stato di aiuto
distinti saluti
Vincenzo Esposito

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