Discussione: SUCCESSIONE EREDITARIA

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Messaggio iniziale:

alcenero
Utente registrato
12/07/2011
12:38:20
Quesito

La Famiglia è così composta
Gli anziani genitori: Padre (82), Madre (76)
I Figli (tra i 40 e i 60 anni): Marco, Francesca, Nicolina, Stella, Alberto, Danilo

I beni di famiglia in questione:
1. app.to via della Seta int. 1 di proprietà di Marco e Francesca al 50% - valore totale 400.000 euro

2. app.to via della Seta int. 2 di proprietà dei genitori – valore 600.000 euro

3. Mulino con annessa azienda sportiva di proprietà dei genitori – valore 300.000 euro

4. Villetta con uliveto di proprietà dei genitori – valore 100.000 euro

- I beni dei genitori sono stati acquistati in origine a nome del Padre dopo il matrimonio con la Madre in regime di separazione dei beni negli anni 60/70/80. Successivamente (anni 80/90) i genitori hanno optato per il regime in comunione dei beni.

5. Casale con bosco di proprietà di Marco – valore 180.000 euro

- Quest’ultimo è stato acquistato e ristrutturato da Marco negli anni 80 anche mediante una porzione dei soldi facenti parte di un finanziamento agrario (in parte a fondo perduto e il restante in conto interessi sul relativo mutuo agevolato decennale) ottenuto a nome di Marco ma in realtà e soprattutto a favore del Padre per il compimento dei lavori necessari alla realizzazione dell’azienda sportiva annessa al Mulino del Padre il quale negli anni seguenti ha restituito i soldi del mutuo a nome di Marco.

I due app.ti in via della Seta sono confinanti e comunicanti mediante una porta interna. Sono sempre stati abitati da tutta la famiglia e attualmente occupati entrambi dai genitori e dalla sorella Stella. L’interno 1 (occupato dai genitori e intestato a suo tempo in favore di Marco e Francesca quale acconto sull’eredità) è stato recentemente oggetto di una richiesta di sgombero della proprietà da parte di Marco che, trovandosi in gravi difficoltà abitative che lo costringevano a tornare ad occupare l’app.to in via della Seta int. 1 in comunione con i genitori, si è visto opporre il rifiuto di occupare anche una sola stanza dell’app.to a lui intestato.

I genitori si sono opposti allo sgombero e hanno prodotto un atto di citazione contro i figli Marco e Francesca per intraprendere una causa civile (promossa unitamente agli altri fratelli) per il riconoscimento di USUCAPIONE dell’immobile (udienza a breve). Gli atti e le testimonianze danno ragione a Marco e Francesca al 65% ma Francesca (indigente, separata con figli a carico e perciò aiutata economicamente dal Padre) ha deciso di non difendersi in tribunale rinunciando così, suo malgrado, alla propria parte di proprietà in favore dei genitori.

Quindi Marco si presenterà da solo nella causa per usucapione per rivendicare il suo 50% dell’app.to in via della Seta int. 1.

Considerato che:

- I rapporti tra Marco e Francesca e il restante della famiglia si sono irrimediabilmente deteriorati e non vi è più alcuna fiducia reciproca.

- Anche se la causa dovesse dare ragione a Marco, l’app.to diverrebbe per il 50% i comproprietà con i genitori con i quali la convivenza sarebbe seriamente compromessa e richiederebbe comunque il ripristino del muro divisorio tra i due app.ti.

- I genitori e gli altri fratelli e sorelle cercheranno in tutti i modi - consigliati dal proprio legale - di escludere il figlio/fratello Marco dalla comunione dei beni ereditari (ad es: vendita anticipata e spartizione coatta dei beni mobili, testamento con esclusione dalla disponibile, donazioni con dispensa ecc.)

- I fratelli e sorelle, con la complicità dei genitori, hanno peraltro espresso la futura intenzione (come chiara ritorsione) di intentare causa per rivendicare, quale parte legittima dell’eredità, anche la proprietà relativa al casale di Marco come corrispettivo della presunta donazione simulata del denaro (i documenti contabili purtroppo dimostrano che l’intero mutuo è stato restituito dal padre in nome e per conto di Marco) dovuto anche per l’acquisto del casale.

- Marco (che fin da ragazzo ha un buon impiego a tempo indeterminato che gli avrebbero permesso di acquistare un’immobile come prima casa e che per riconoscenza oltre che per non arrecare “disturbo” ai genitori donanti invece ha abitato in affitto per circa 20 anni – per una spesa viva di circa 200.000.000 di lire tolte le tasse dell’app.to di via della Seta) reclama giustizia essendo molto amareggiato per aver capito solo adesso che la sua tolleranza di questi anni vuole ora essere fatta valere come disinteresse e che il rifiuto da parte dei genitori di occupare una stanza del suo app.to in realtà era per nascondere il proposito di usucapire l’immobile.


Contestualmente alla comparsa si sta cercando una soluzione che soddisfi da una parte il desiderio di Marco di una tranquillità futura - per quanto riguarda sia l’opportunità di abitare nella sua parte dell’app.to in caso di necessità o poter disporre di altro bene in sostituzione, sia nell’evitare una eventuale rivendicazione del suo casale - ed una equa spartizione dell’eredità nella sua integrità senza che nulla gli possa essere negato (intendendo un’esclusione dalla divisione della quota di disponibile sia del padre che della madre), dall’altra che garantisca ai fratelli e sorelle che il 50% dell’app.to di via della Seta int. 1 rientrerà nell’asse ereditario e verrà ridistribuito in parti uguali. Inoltre i genitori vorrebbero continuare ad abitare indisturbati nei due app.ti come di consueto.

Quali soluzioni potrebbero eventualmente concretizzarsi con la volontà reciproca di una conciliazione giudiziale, senza possibilità di equivoci (e relativi ulteriori dissapori e azioni giudiziali future) a garanzia degli interessi attuali e futuri di tutte le parti in causa: genitori, Marco e gli altri fratelli e sorelle?

Grazie



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