Discussione: "Vicinia": un ente che rispetta la legalità ?

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Messaggio iniziale:

EnricoBach
Utente registrato
02/01/2009
15:25:26

Buongiorno,

non sono un addetto ai lavori e mi intrufolo in questo forum per porvi un quesito, forse un po' "difficile", sia da spiegare che da comprendere.

Ebbene, esistono ancora in (pochissimi) paesi della Vallecamonica (prov di BG e BS) alcuni enti che traggono origine da antichissime consuetudini (Sec. XIV). Sono le "vicinie", ognuna con proprio statuto e finalità.

Quella di cui vi parlo è detta "Vicinia di xxx per la dispensa del sale agli antichi originari". Vi partecipano solamente i capifamiglia maschi del paese di xxx, appartenenti a tre famiglie (intendo, cioè, solo tre cognomi). Detiene svariati beni immobili (terreni, case) e altro (diritti di enfiteusi, livelli, ecc...). Scopo dell'ente è la distribuzione ogni anno di una certa quantità di sale agli iscritti. Al di la di questo anacronistico scopo (perpetuato, credo, per pura tradizione), amministra i beni...
Non so (ovvero, non sono sicuro) se gli appartenenti possono alienare i beni stessi (e intascarsi del reddito, a parte il suddetto sale).

Non so come si configura l'ente (società semplice?, mah?)

Viene generalmente asserito che tali beni pervenirono nei secoli alla vicinia per via di legati testamentari, con la finalità sopra indicata (la distribuzione pubblica del sale). Ma comunque, nessuno oggi è più in grado di documentare gli atti di provenienza dei beni e fondazione dei legati.

Vi chiedo se tale ente agisca nel rispetto della costituzione e delle leggi italiane (le donne e i loro eredi sono esclusi dall'ente!) e se, teoricamente, esistono le condizioni per avviare una azione legale contro tale società, da parte degli eredi esclusi ad averci parte.

Tenete conto che tali enti furono soppressi già da Napoleone all'inizio del Sec. XIX, che li privò di personalità giuridica. I loro beni finirono poi incamerati nelle "congregazioni di carità" e negli ECA (ente comunale assistenza) comunali.
Solo in alcuni paesi, come quello sopra citato, dopo la soppressione degli ECA (anni 1970), gli interessati riuscirono a rifondare tali enti e a riappropriarsi dei beni, non so bene con quale stratagemma giuridico, e con che forma societaria rispetto all'attuale ordinamento.

Tenete poi conto che alcuni di questi enti "vicinia" hanno regolamenti molto diversi da quello sopra citato, che brilla per ingiustizia e poca trasparenza.


Grazie per i pareri che vorrete esprimere, che spero arrivino copiosi (l'argomento è talmente bizzarro... che temo dovrò fare una media fra le opinioni).















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