Discussione: Riscaldamento centralizzato, è corretto calcolare il 30% per i consumi involontari?

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Messaggio iniziale:

gio123bg
Utente registrato
02/03/2018
11:35:01
Buongiorno,
nel mio condominio risulta la voce quota fissa di circa 24.000 euro, oltre il costo dei consumi.
Nel condominio gemello, con una diversa amministrazione, questa voce di quota fissa non compare.
Ho trovato in rete questo link http://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/casa/domande-e-risposte/2017/11/30/news/contabilizzatori_spese_consumi_involontari-182604018/
ma non sono riuscito a compredere questa voce.
Se intuisco sia per appartamenti non abitati, devo dire che tutti abitano il condominio, che io sappia.
Chiedo pertanto un vostro supporto per la comprensione visto che la cifra non è indifferente.
Grazie.

Giovanni



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Risposte alla discussione: (Pagina: 1 )

claistron

Staff
9988 interventi
02/03/2018 17:01:44
Il professionista che prepara i calcoli da sottoporre all'assemblea considera i "consumi involontari" con una apposita percentuale calcolata sulla struttura dell'edificio.

Questa può essere normalmente del 30%, ma può variare in funzione di particolari parametri. In qualche condominio i tubi "passanti" potrebbero essere "a vista" e quindi contribuire considerevolmente al riscaldamento dell'unità immobiliare in questione. (la Cassazione si è recentemente espressa su questo concetto).

I calcoli li fa il professionista, ma è sempre l'assemblea che li approva con le maggioranze previste dal Codice.

Può quindi accadere che un condominio decida di calcolare solo i consumi volontari certificati dalle valvole di ogni unità immobiliare, oppure tenere conto anche dei consumi involontari.

Ci sono le norme UNI per tentare di uniformarsi il più possibile.

Un proprietario che rilevi anormalità nei conteggi, può sempre rivolgersi ad un proprio professionista che faccia nuovi calcoli più corretti per poi sottoporli all'assemblea per la loro approvazione, oppure tentare la via giudiziaria (pericolosa finanziariamente) dopo aver esperito la "mediazione obbligatoria" i cui costi non sono però recuperabili dal proponente.

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