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SENTENZA
Diritto penale della circolazione stradale: l’omicidio colposo

Pubblicata da: Avv. Alessandro Amaolo


Corte di cassazione penale
sentenza 37606/07 del 12/10/2007

La vita moderna è caratterizzata da rischi e pericoli e, pertanto, non a torto oserei definire la nostra società civile come una sorta di“società del rischio”. In sintesi, ritengo chele innovazioni tecnologiche e le acquisizioni scientifiche abbiano innegabilmente migliorato la qualità della vita per le persone, ma, al contempo, anche aumentato i lati oscuri della modernità, cioè i rischi ed i pericoli collegati alle decisioni umane.

In via preliminare, fatta questa breve premessa, la fattispecie in oggetto concerne un omicidio colposo (art. 589 c.p.) conseguente ad incidente stradale, in cui l’imputato, che viaggiava con una velocità superiore a quella imposta, ha investito un altro veicolo che aveva effettuato un’improvvisa svolta a sinistra attraversando repentinamente la carreggiata.

In questo contesto, così mutevole, anche la colpa ossia l’imprudenza, l’imperizia, la negligenza e l’inosservanza di leggi, regolamenti, usi e discipline assume uno spessore e dei contorni diversi. La sentenza in esame, tuttavia, coglie ancora con chiarezza espositiva il substrato materiale della colpa che si fonda sulla prevedibilità ed evitabilità dell’evento. Infatti, la colpa, che si caratterizza per la non volontà dell’evento, è stata riscontrata dai giudici di legittimità nella fattispecie in oggetto poiché la violazione di una fra le più elementari norme cautelari della circolazione stradale da parte di un conducente di un autoveicolo è stata in condizione di provocare un sinistro stradale con esito mortale.

A mio modesto avviso, nel caso in oggetto, è riscontrabile la cd. colpa specifica in quanto c’è stata una violazione di una regola cautelare tassativa in quanto prevista e disciplinata con norme di legge all’interno del Codice della Strada (Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285). Aggiungo che tale condotta, proprio per il nesso eziologico di causalità materiale, è stata ritenuta idonea e sufficiente, di per sé, a cagionare la morte di una persona. Infatti, ritengo che, sulla base di un giudizio controfattuale di causalità materiale e di alta probabilità logica, l’imputato è stato in colpa nel caso de quo “per avere tenuto il soggetto, mentre era alla guida di un autoveicolo, uno velocità non conforme a quella prevista dal codice della strada”. Infatti, la colpa si configura non solo quando il comportamento diligente avrebbe sicuramente evitato l’esito antigiuridico, ma anche quando una condotta appropriata avrebbe avuto apprezzabili, significative probabilità di scongiurare il danno.

Infine, a nulla può rilevare, per l’affermazione della colpevolezza dell’imputato, che anche l’altro conducente del veicolo coinvolto nel sinistro stradale aveva violato anch’esso le norme giuridiche previste dal codice della strada effettuando una manovra non conforme alla segnaletica orizzontale e verticale.

In conclusione, affermo che la semplice violazione di regole cautelari di condotta è, ancora oggi, uno dei fondamentali pilastri su cui poggia la nozione di colpa nel diritto penale della circolazione stradale che è sempre più orientato verso la tutela della persona nella circolazione stradale.





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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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