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SENTENZA
Detenzione di stupefacenti: l'onere della prova con la legge Fini (L. 49/2006)

Pubblicata da: Avv. Carlo Alberto Zaina


Tribunale Rimini
sentenza del 01/06/2006

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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI RIMINI

SEZIONE DEI GIUDICI PER LE INDAGINI PRELIMINARI E PER L'UDIENZA PRELIMINARE

IL GIUDICE

Dott. LUCIO ARDIGO'

Ha pubblicato e pronunciato mediante lettura del dispositivo la seguente

SENTENZA

Nel processo penale

C O N T R O

D.D.M. nato il omissis ad omissis

Elett. Dom.to Via omissis

Difeso dall'avv.to Manuel Maggioli del Foro di Rimini, presente

IMPUTATO

del reato p. e p. dall'art. 73 d.p.r. 309/90 perchè deteneva a fine di spaccio sostanza stupefacente del tipo cannabis per un totale di 77,81 grammi con 0,36 grammi di Delta9 THC.

Accertato in Riccione il 1.9.2004.

** ** **

Con l'intervento del Pubblico Ministero dr. Franco Battaglino e dell'avv.to Manuel Maggioli

Le parti hanno concluso come segue:

Il Pubblico Ministero: chiede l'assoluzione

il difensore: chiede sentenza di assoluzione perchè il fatto non costituisce reato

MOTIVAZIONE

La presente vicenda processuale trae origine dalla perquisizione domiciliare effettuata dalla Guardiadi Finanza di Rimini in data 1\9\2004 presso l'abitazione del prevenuto, operazione che permetteva il sequestro, fra le altre cose, di complessivi grammi 86,6 di sostanza stupefacente del tipo marijuana: parte della quale consegnata spontaneamente dal prevenuto e la restante all'interno di una zuccheriera, di un barattolo di plastica e di un vaso di vetro.

Quindi il PM, disposta CTU sulla sotanza stupefacente in giudiziale sequestro, con richiesta di rinvio a giudizio in data 9\8\2005 esecitava l'azione penale nei confronti di D.D.M. formulando l'imputazione riportata in epigrafe.

Si perveniva così all'udienza preliminare del 16\2\2006, svoltasi in presenza dell'imputato che nell'occasione formulava richiesta di giudizio abbreviato condizionato alla sua audizione.

Il giudice, ritenuto che l'integrazione probatoria richiesta fosse necessaria ai fini della decisione e compatibile con le finalità di economia processuale ammetteva il rito speciale richiesto.

Alla successiva udienza del 1\6\2006 veniva così sentito il D.D.M. e di seguito aveva luogo la discussione al temrine della quale le parti concludevano come da verbale.

All'esito del giudizio abbreviato condizionato s'impone sentenza di asosluzione con formula piena di D.D.M. In adesione alla concorde richiesta delel parti.

Osserva infatti il giudicante come in atti mancano sicuri indici dai quali desumere la finalità illecita della detenzione della sostanza stupefacente in sequestro, finalità illecita non evidenziata né dalla sua qualità – sicuramente modesta, avendo il CTU accertato la presenza nei reperti, significativamente degradati ed in cattivo stato di conservazione, della percentuale irrisoria di principio attivo pari a soli grammi 0,360 di Delta9THC, inferiore al limite massimo di cui alla lettera a) del comma 1 bis dell'art. 73 dpr 309/90 così come modificato dalla legge 21\2\2006 n. 49 indicato con Decreto del Ministero della Salute 11\4\2006 pubblicato in GU del 24\4\2006 nella misura di 0,500 grammi – né da altri elementi di prova (quali dichiaraizoni di soggetti cessionari, servizi di osservazione di p.g. concludenti sul punto) , dovendosi osservare a tale riguardo come l'imputato, in sede di esame, ne abbia rivendicato in modo assolutamente convincente e plausibile l'esclusivo uso personale : circostanza questa avvalorata in modo indubbio dalle modalità scoperte di conservazione della droga all'interno della abitazione.

In definitiva l'assunto difensivo non appare adegutamente superabile sulla base del materiale probatorio in atti, inidoneo, dunque, a fondare una pronuncia di condanna, richiamando sul punto la più recente giursiprudenza della Suprema Corte (Cass. Pen. Sez. VI n. 26709 del 29\4-19\6\2003 riv. n. 22676) che ha affermato come, in tema di detenzione di sostanza stupefacente, la destinazione allo spaccio rappresenti un elemento costitutivo della fattispecie e che tale specifica finalità della illecita detenzione debba essere provata dalla pubblica accusa, non potendosi far carico all'imputato dell'obbligo di provare la diversa destinazione: prova di spaccio assolutamente carente nel caso di specie.

Pertanto nei confronti di D.D.M. Va emessa sentenza ampiamente liberatoria.

Ai sensi dell'art. 240 pcv CP va comunque disposta la confisca e distruzione di quanto in sequestro.

Il rilevante carico dei ruoli giustifica il termine di giorni 31 per la redazione della motivazione.

P.Q.M.

Visti gli artt. 442, 530 CPP

ASSOLVE

D.D.M. dal reato ascritto perchè il fatto non sussiste.

Confisca e distruzione di quanto in sequestro.

Motivazione in giorni trentuno.

Rimin, lì 1\6\12006

Il Giudice

Dott. LUCIO ARDIGO'





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