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SENTENZA
Professori di religione: risarcimento danno per precarietà lavorativa

Pubblicata da: Dott.ssa Fabrizia Gaia Postiglione


Tribunale Milano
sentenza del 10/02/2012

I Professori di religione ottengono un risarcimento danno circa la loro condizione di precarietà lavorativa

Nel marzo 2012 il Tribunale di Milano per la seconda volta 1 (la prima è stata con sentenza del 10 febbraio 2012) ha stabilito che ai professori di religione, che hanno presentato ricorso circa la loro situazione di precarietà, spetta un risarcimento 2

La richiesta, accolta dai Giudici, concerne la stabilizzazione dei contratti e la loro trasformazione a tempo indeterminato infatti, come emerge dalla prima decisione del Tribunale di Milano, ai ricorrenti spetta “il diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative”.

E' oltremodo opportuno far presente che nessuna decisione ha modificato la tipologia contrattuale ma, ha stabilito che la precarietà dei professori determina un danno oggettivo che deve appunto essere risarcito.

Il Giudice del Tribunale di Milano per valutare il danno dal punto di vista economico, ha considerato non solo quelli che sono i parametri nazionali ma, anche quelli comunitari e, mediante un calcolo effettuato in via equitativa, ha preso in considerazione - nella decisione del febbraio 2102 - il risarcimento fondato sulle 6 mensilità (circa 9.000 euro), oltre la cifra derivante tra la retribuzione percepita e quella che ogni ricorrente avrebbe percepito in virtù della maggiore anzianità e professionalità di volta in volta raggiunta ( calcolata su un periodo di 4 anni ammonta a circa 2.000 euro), oltre agli interessi previsti dalla legge.

L'importanza di queste decisioni riguarda l'applicazione della normativa comunitaria che concerne appunto la non discriminazione e, di conseguenza, in ossequio alle disposizioni non solo nazionali, il risarcimento ai professori di religione precari trova il fondamento nella Direttiva europea 1999/70/CE.

I precari infatti ad oggi non vogliono ottenere solo il riconoscimento del risarcimento del danno (fermo restando che è un traguardo molto importante) ma vogliono la riqualificazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

Per il predetto motivo, g li insegnanti di religione con molta probabilità presenteranno un ricorso alla Corte europea di Strasburgo poichè, si ravvisa una violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo .

La finalità della siffatta azione giudiziaria, sarà quella di far recepire allo Stato italiano le normative comunitarie volte a tutelare gli insegnanti di religione precari.

 

1Il Tribunale di Saluzzo si è pronunciato invece nella prima decade di giugno ma ha valutato il danno in modo differente prendendo in considerazione la differenza tra quanto percepito e quanto i Professori avrebbero percepito qualora fossero stati assunti a tempo indeterminato.

2Entrambe le sentenze fanno riferimento ai ricorsi promossi dallo S. e presentati nel 2011 da alcuni docenti di religione precari  della Lombardia e del Piemonte.





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