Condividi su Facebook | Segnala | Errore | Stampa | Zoom
SENTENZA
Falsificazione polizza contrassegno assicurazione: falso in scrittura privata

Pubblicata da: Luigi Del Giudice


Corte di cassazione penale
sentenza 22917/12 del 12/06/2012

LA FALSIFICAZIONE DELLA POLIZZA E DEL CONTRASSEGNO ASSICURATIVO INTEGRA IL REATO DI FALSO IN SCRITTURA PRIVATA

 

Secondo la Corte di Cassazione la falsificazione del contratto assicurativo integra il delitto di cui all'art. 485 (1) del codice penale (falsità in scrittura privata),e non il reato di cui all'art. 642 (2) del codice penale , il quale presuppone invece l'esistenza di un valido contratto di assicurazione.

Infatti, l'integrale falsificazione della polizza e del contrassegno assicurativo, siccome impedisce l'instaurazione del rapporto tra l'autore della condotta tipica e la compagnia di assicurazione, rende l'azione inidonea a ledere il bene protetto dalla norma incriminatrice , potendosi però configurare, in ordine a tale condotta, il delitto di falsità in scrittura privata. (Cass. Sez. 2^ sent. n. 12210 del 20.2.2007 dep. 22.3.2007 rv 236132). 

•  Articolo 485 .   Falsità in scrittura privata.

Chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o altera una scrittura privata vera, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Si considerano alterazioni anche le aggiunte falsamente apposte a una scrittura vera, dopo che questa fu definitivamente formata.

•  Articolo 642. Fraudolenta distruzione della cosa propria e mutilazione fraudolenta della propria persona.

Chiunque, al fine di conseguire per sè o per altri il prezzo di un'assicurazione contro infortuni, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa fino a lire due milioni.

Alla stessa pena soggiace chi, al fine predetto, cagiona a sè stesso una lesione personale, o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta dall'infortunio.

Se il colpevole consegue l'intento, la pena è aumentata.

Le disposizioni di questo articolo si applicano anche se il fatto è commesso all'estero, in danno di un assicuratore italiano, che eserciti la sua industria nel territorio dello Stato; ma il delitto è punibile a querela della persona offesa.

Cassazione, sez. II, 12 giugno 2012, n. 22917 
(Pres. Esposito – Rel. Davigo) 

Ritenuto in fatto


Con sentenza in data 1.2.2007, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione distaccata di Aversa, dichiarò A.S. responsabile del reato di cui all'art. 642 cod. pen. (consistito nel falsificare il contratto di assicurazione ed il relativo contrassegno) e lo condannò alla pena di anni 2 di reclusione. L'imputato fu altresì condannato al risarcimento dei danni ed alla rifusione delle spese a favore della parte civile Società Cattolica di Assicurazione Soc. Coop. 

Avverso tale pronunzia l'imputato propose gravame ma la Corte d'appello di Napoli, con sentenza del 19.4.2011, confermò la decisione di primo grado e condannò l'imputato alla rifusione a favore della parte civile delle ulteriori spese di giudizio. 

Ricorre per cassazione l'imputato deducendo: 

1. vizio di motivazione in relazione all'affermazione i responsabilità trascurando le giustificazioni fornite dall'imputato, il quale aveva indicato l'agenzia di pratiche automobilistiche dove aveva stipulato la polizza e dedotto l'assenza dell'elemento soggettivo del reato; 

2. violazione di legge in quanto il reato di cui all'art. 642 cod. pen. presuppone l'esistenza di un valido contratto di assicurazione, nella specie inesistente atteso che la contestazione riguarda la falsificazione del contratto che, al più, potrebbe integrare il delitto di cui all'art. 485 cod. pen.; 

3. vizio di motivazione ed omessa assunzione di una prova decisiva in relazione alla mancata escussione del Comandante la Stazione Carabinieri di Aversa circa le indagini esperite a seguito delle dichiarazioni dell'imputato; 

4. vizio di motivazione in relazione al diniego delle attenuanti generiche ed alla misura della pena. 

Considerato in diritto


Il secondo motivo di ricorso è fondato. 

In tema di reato di frode in assicurazione, l'integrale falsificazione della polizza e del contrassegno assicurativo, siccome impedisce l'instaurazione del rapporto tra l'autore della condotta tipica e la compagnia di assicurazione, rende l'azione inidonea a ledere il bene protetto dalla norma incriminatrice, potendosi però configurare, in ordine a tale condotta, il delitto di falsità in scrittura privata. (Cass. Sez. 2^ sent. n. 12210 del 20.2.2007 dep. 22.3.2007 rv 236132). 

La sentenza impugnata deve pertanto essere annullata senza rinvio, perché il fatto non sussiste, impregiudicato l'eventuale esercizio dell'azione penale per il diverso delitto di cui all'art, 485 cod. pen. sempre che sia stata sporta tempestiva querela e non sia intervenuta prescrizione

La decisone assunta rende superfluo esaminare gli altri motivi di ricorso. 

P.Q.M.


Annulla senza rinvio lai sentenza impugnata perché il fatto non sussiste





Visite:

Siti di interesse per l'argomento: penale
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading