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SENTENZA
Valutazioni tecniche effettuate dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI)

Pubblicata da: Avv. Ramona Cavalli


Tar Milano
sentenza 1730/11 del 27/06/2011

Ai sensi dell’art. 52, comma 2, L.R. 12/2005 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari all’aumento del valore venale dell’immobile o sua parte, oggetto di mutamento di destinazione d’uso, accertato in sede tecnica e comunque non inferiore a mille euro, nell’ipotesi in cui il mutamento di destinazione d’uso senza opere edilizie, ancorché comunicato ai sensi dell’articolo 52, comma 2, risulti in difformità dalle vigenti previsioni urbanistiche comunali.

Nello specifico, la determinazione dell’entità della sanzione pecuniaria avviene utilizzando le valutazioni tecniche effettuate dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (O.M.I.) tenuto dall’Agenzia del Territorio. Tale determinazione è espressione della discrezionalità tecnica dell’amministrazione, sindacabile soltanto sotto l’aspetto dell’attendibilità delle operazioni tecniche, ed in particolare, sotto il duplice profilo della correttezza del criterio tecnico individuato e della correttezza del procedimento applicativo seguito dalla autorità per l’applicazione dello stesso (cfr. la nota decisione del Consiglio di Stato, sez. IV, del 09.04.1999 n. 601 che, innovando l’orientamento preesistente, ha riconosciuto la possibilità di un sindacato “forte” sulla discrezionalità tecnica).

Alla luce di tali considerazioni, l’orientamento ad oggi senz’altro prevalente a proposito del sindacato giurisdizionale sulle valutazioni connotate da discrezionalità tecnica, ritiene che il giudice amministrativo possa censurare dette valutazioni solo laddove risultino tecnicamente inattendibili o affette da evidenti illogicità (cfr. Consiglio Stato, sez. VI, 21.03.2011, n. 1699).  Pertanto, l’organo giudicante nel caso de quo è chiamato ad accertare non se quella cui è giunta l'Amministrazione sia l'unica soluzione possibile (perché il carattere elastico ed opinabile dei parametri utilizzati implica che non esiste un unico risultato esatto), ma se quella soluzione sia, pur nella sua fisiologica opinabilità, tecnicamente attendibile (cfr. Consiglio Stato, sez. VI, 21.03.2011, n. 1712).

Il TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 27.06.2011 n. 1730, applicando i suddetti principi di diritto, ha ritenuto che il giudizio espresso dall’Agenzia del Territorio non possa essere considerato inattendibile, atteso che:

- promana da un soggetto avente personalità giuridica di diritto pubblico a cui istituzionalmente compete la “gestione dell’osservatorio del mercato immobiliare e di servizi estimativi che può offrire sul mercato” (cfr. art. 4, lett. g, dello Statuto definitivo, di cui al “Testo deliberato nella riunione del Comitato Direttivo del 13.12.2000, coordinato con le modifiche ed integrazioni deliberate nella riunione del Comitato Direttivo del 19.01.2001”);

- la determinazione del “valore complementare”, ovvero dell’“aumento di valore venale dell’immobile” conseguente al cambio di destinazione d’uso, effettuata sulla base dei listini dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, tenuto dalla stessa Agenzia, risulta esente da vizi sia con riguardo ai parametri utilizzati che alla loro concreta applicazione al caso che qui occupa.

Va rimarcato come, non solo il valore attribuito dall’Agenzia corrisponda a quello degli uffici in ottimo stato conservativo, sia pure individuato, nell’intervallo tra una soglia minima e massima, in prossimità della prima anziché della seconda, ma anche che il raffronto debba essere operato fra i valori assegnati agli immobili in relazione al medesimo stato di conservazione, così come correttamente operato da parte dell’amministrazione in causa.

In conclusione, l’attendibilità  della stima, che non viene contraddetta da elementi in grado di infirmarla (che nel caso di specie, non sono ricavabili dai contratti di compravendita prodotti dalla ricorrente, e che non risultano riferiti ad unità residenziali di “eguali caratteristiche … ubicazionali” a quelle di che trattasi) esclude la necessità di disporre, al riguardo, una C.T.U.





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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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