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SENTENZA
Scuola: i servizi prestati all'estero non si computano ai fini della quiescenza

Pubblicata da: www.laprevidenza.it


Corte dei conti
sentenza 61/2005 del 02/02/2005

REPVBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DEI CONTI

SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE TOSCANA
***

Visto il ricorso iscritto al numero 10682/PC del registro di Segreteria;

Vista la fissazione dell'udienza di discussione per il giorno 2 febbraio 2005;

Rilevato - nella pubblica udienza del 2 febbraio 2005 - che non sono rappresentate in giudizio la parte ricorrente, né il resistente Provveditorato agli Studi di Firenze ( ora: Centro Servizi Amministrativi di Firenze );

Visti gli atti di causa;

ha pronunciato

SENTENZA
(numero 65/PC)

nel giudizio introdotto con il ricorso in premessa, proposto da P.C., rappresentata e difesa dall'avv. Francesca Baregi, presso il cui studio di Pisa sito in via Pascoli n.8 è elettivamente domiciliata - avverso il provvedimento pensionistico provvisorio n.011323 del 25.7.1992, emesso dal Provveditorato agli Studi di Firenze/ Ufficio Pensioni.

FATTO

Con il ricorso in esame parte attrice - ex docente di scuola elementare in pensione per dimissioni volontarie - ha chiesto l'annullamento del provvedimento in epigrafe, con cui il resistente Provveditorato agli Studi di Firenze, nel liquidare il trattamento pensionistico provvisorio, non ha attribuito le maggiorazioni per servizio all'estero ( previste dall'art.24 del dpr n.1092 del 1973 ), con riferimento al servizio pre-ruolo continuativo espletato dal 18.10.1971 al 9.9.1981 presso la circoscrizione consolare di S. Gallo.

Deduce in particolare la ricorrente che l'art. 24 dpr n.1092 del 1973 [ cui rimanda anche l'art. 598 del decreto legislativo n. 297 del 1994] non opera alcuna distinzione fra servizio di ruolo e servizio pre-ruolo ai fini della maggiorazione in questione; mentre l'art.673 dello stesso decreto legislativo n. 297 del 1994 ( ritenuto nella specie applicabile dall'amministrazione della scuola ) regolerebbe solo il servizio di ruolo all'estero; si tratterebbe in sostanza di due norme aventi diverso ambito applicativo: l'art.598 si riferirebbe alla determinazione del trattamento di quiescenza e alla valutazione dei servizi, richiamando le disposizioni recate dal dpr n.1092 del 1973; mentre l'art.673, di portata specifica, regolerebbe solo il servizio di ruolo all'estero; si richiama infine la C.M. n.36 del 9.2.1977 favorevole alla maggiorazione anche per servizi non di ruolo, nonché una nota del Ministero della Pubblica Istruzione del 1997 favorevole alla postulata interpretazione.

Con nota n.3949/B3/98del 18.5.1998, il Provveditorato agli Studi di Firenze/Divisione I/Ufficio 4, ha rappresentato che attribuisce le maggiorazioni per servizio all'estero solo per servizi di ruolo e pre-ruolo equiparati ( utili ex se ) e non per servizi assoggettati a ritenuta a favore dello Stato estero con posizione assicurativa regolamentata dal regime pensionistico di quello Stato ( nella specie trattandosi di rapporto di lavoro instaurato con lo Stato estero che ha dato luogo ad iscrizione all'ordinamento pensionistico estero ).

In esito ad ordinanza istruttoria di questa Corte n.081/2004PC, il Centro Servizi Amministrativi di Firenze, con note del 25.5.2004 e del 22.12.2004, ha ribadito le deduzioni di cui alla memoria del 18.5.1998, precisando che le maggiorazioni per servizio all'estero sono esplicitamente previste dall'art.673 del d.lgs n.297 del 1994, ed in particolare dal comma 2, letto in correlazione con il comma 1, che si riferisce al solo servizio di ruolo prestato all'estero; norma che ha confermato l'interpretazione corrente adottata dall'amministrazione con riferimento all'art.24 del dpr n.1092 del 1973; interpretazione peraltro condivisa anche dalla Ragioneria provinciale dello Stato di Firenze, nonché dalla stessa Corte dei conti con recente decisione della Sezione giurisdizionale per la regione Lazio n.2522 del 2004.

DIRITTO

Il ricorso è infondato.

L'art. 24 del Dpr n.1092 del 1973 prevede testualmente che “ Sono aumentati della metà per i primi due anni e di un terzo per il tempo successivo i servizi prestati: a) nelle scuole e nelle altre istituzioni educative e culturali italiane all'estero…”.

Tuttavia, il d.lgs n. 297 del 1994 - [ recante: Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, emanato in attuazione della delega di cui alla legge n.121 del 1991 ( modificata dalla legge n.126 del 1993), il cui art. 1 autorizzava il Governo ad emanare, entro il 30 aprile 1994, un testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, esclusa quella universitaria, relative alle scuole di ogni ordine e grado, ivi comprese le scuole italiane all'estero, e all'ordinamento dell'amministrazione scolastica centrale e periferica, apportando le modifiche necessarie per il coordinamento delle disposizioni stesse ] - all'articolo 673 ( intitolato: Valutazione del servizio prestato all'estero ), dispone espressamente “ 1. Il servizio di ruolo prestato all'estero è calcolato, agli effetti degli aumenti periodici dello stipendio, per i primi due anni il doppio e per i successivi con l'aumento di un terzo. 2. Il servizio stesso è valutato ai fini del trattamento di quiescenza con la maggiorazione della metà per i primi due anni e d'un terzo per gli anni successivi”.

E' vero che il precedente articolo 598 ( intitolato: Trattamento di quiescenza ) dello stesso d.lgs n. 297 del 1994, inserito nel Capo II (Trattamento di quiescenza e previdenza) prevede che: “1. Ai fini della determinazione del trattamento di quiescenza, nonché per la valutazione dei servizi e periodi ai fini medesimi, si applicano, per quanto non previsto dal presente capo, le disposizioni recate dal testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza del personale civile e militare dello Stato, approvato con dpr n.1092 del 1973, e successive modificazioni ed integrazioni.”.

Ma la ( coeva ed ovviamente equiparata sul piano formale) disposizione di cui all'articolo 673 - disponendo espressamente, quanto alla specifica materia del trattamento di quiescenza, che “Il servizio stesso ( id est: di ruolo, visto l'inequivoco riferimento al comma precedente ) è valutato ai fini del trattamento di quiescenza con la maggiorazione della metà per i primi due anni e d'un terzo per gli anni successivi” - è chiaramente disposizione (di interpretazione autentica della materia oggetto della fattispecie de qua, e dunque con valenza retroattiva, trattandosi come già visto di delega al governo per il mero coordinamento della normativa di settore) di carattere specificativo e dunque speciale, rispetto alla previsione di carattere generale recata dall'articolo 598, e dunque di necessaria applicazione nel caso in questione, come peraltro adeguatamente dedotto dall'amministrazione resistente nelle memorie difensive versate in atti.

Ne consegue il rigetto della pretesa, stante la avvenuta corretta applicazione nella specie del disposto di cui all'art.24 del dpr n.1092 del 1973, come autenticamente interpretato dall'art.673 del d.lgs n. 297 del 1994.

Sussistono tuttavia motivi apprezzabili per dichiarare compensate le spese di giustizia.

Per Questi Motivi

LA CORTE DEI CONTI

SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE TOSCANA

***

RESPINGE

il ricorso in epigrafe, proposto da P.C..

Spese compensate.

Così deciso in Firenze, nell'udienza del 2 febbraio 2005.

IL GIUDICE

F.to Consigliere Enrico Torri



DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 17/02/2005

IL DIRIGENTE

F.to G. BADAME





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