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SENTENZA
Risarcimento danno: art. 149 codice delle Assicurazioni private.

Pubblicata da: Avv. Fabio Sesti


Corte costituzionale
sentenza 180/09 del 19/06/2009

Con la recentissima pronuncia n. 180 dello scorso 19 giugno, la Corte Costituzionale ha fornito un’interpretazione rilevante, della quale sarà interessante cogliere gli eventuali precipitati nella quotidiana pratica forense, del già ampiamente discusso art. 149 del D. Lgs. 7 settembre 2005 n. 209 (Codice delle assicurazioni private).

La Consulta è stata nella specie adita da ordinanza di rimessione depositata il 20 marzo 2008 dal Giudice di Pace di Palermo, il quale ha sostanzialmente ritenuto che la norma, nel prevedere un’azione diretta del danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, abbia di fatto eliminato il diritto del danneggiato di agire anche contro il responsabile del danno, con tanto, si legge nella esaminanda sentenza, “sostituendo alla legittimazione passiva dell’assicuratore per la r.c.a. di quest’ultimo quella dell’assicuratore dello stesso danneggiato”. E ciò a cagione della stessa espressione letterale della norma, la quale sostenendo che “i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento all’impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato” e che in caso di mancata o insufficiente offerta, “il danneggiato può proporre l’azione diretta di cui all’articolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione” configurerebbe per lo stesso l’obbligo, senza alternative, di agire contro la propria compagnia assicuratrice. E ciò comporterebbe, preminentemente, la violazione dell’art. 3 della Costituzione per la disparità di trattamento che si manifesterebbe tra ipotesi di diversa entità dei danni: come noto, la procedura di indennizzo diretto è utilizzabile finchè la persona del conducente non responsabile abbia subito lesioni inabilitanti fino al 9%. Inoltre, verrebbe a ledersi il principio di cui all’art. 24 della Costituzione, vista la sostanziale sostituzione, quale legittimato passivo dell’azione risarcitoria, dell’assicuratore del veicolo utilizzato dal danneggiato al responsabile civile e all’assicuratore di questi. Con lesione, in questa prospettiva, anche delle possibilità processuali a favore del danneggiato, il quale non potrebbe avvalersi di strumenti probatori quali l’interrogatorio formale o la richiesta di ordine di esibizione della perizia comparativa effettuata anche sul veicolo assicurato o delle fotografie che lo riproducano.

La Corte è partita, nel dichiarare infondata la questione di legittimità costituzionale, proprio dall’interpretazione della norma impostata sul “significato proprio delle parole, secondo la loro connessione (art. 12 disposizioni sulla legge in generale)”, da cui invece dovrebbe discendere che “l’azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno”. D’altronde, questa soluzione ermeneutica deriverebbe anche da una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 149, il quale non escluderebbe la persistenza della tutela tradizionale nei confronti del responsabile civile, anche perché il nuovo Codice delle Assicurazioni avrebbe inteso “rafforzare la posizione dell’assicurato rimasto danneggiato, considerato soggetto debole, legittimandolo ad agire direttamente nei confronti della propria compagnia assicuratrice, senza peraltro togliergli la possibilità di fare valere i suoi diritti secondo i principi della responsabilità civile dell’autore del fatto dannoso” (così, ordinanza n. 441 del 2008). Sicchè, “nulla autorizza a ritenere che siano stati stravolti i principi in tema di responsabilità civile”. Ed anzi, “Allo stesso modo in cui fu pacificamente ritenuto che l’introduzione, con l’art. 18 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, dell’azione diretta contro l’assicuratore non elideva l’ordinaria azione di responsabilità civile nella circolazione stradale (art. 2054 cod.civ.: v, da ultimo, Cass., sentenza 11 giugno 2008, n. 15462), parimenti, la disciplina confermativa dell’azione diretta (art. 144 Cod. ass.) e l’introduzione di un’ipotesi speciale di essa, quella contro il proprio assicuratore (art. 149), non può aver precluso l’azione di responsabilità civile”.

 





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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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