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SENTENZA
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - luogo di notificazione - presso il procuratore costituito

Pubblicata da: Dott. Filippo Li Causi


Corte di cassazione civile
sentenza 3818/09 del 18/02/2009

IMPUGNAZIONI CIVILI - IMPUGNAZIONI IN GENERALE - NOTIFICAZIONE - DELL'ATTO DI IMPUGNAZIONE - LUOGO DI NOTIFICAZIONE - PRESSO IL PROCURATORE COSTITUITO

Sezioni unite civile sentenza del 13.01.2009, depositata il 18.02.2009

 

Il quesito di diritto cui la S.C. è chiamata a rispondere è il seguente:

 

in difetto di idonea ed inequivoca comunicazione del trasferimento del procuratore costituito o domiciliatario della parte dallo studio da lui dichiarato nel giudizio, la notificazione con esito negativo dell’atto di impugnazione di una sentenza presso detto studio soddisfa o no gli oneri imposti al notificante ex art. 330 cpc(1) e, se li soddisfa, con quali modalità può essere consentito alla parte cui tale esito negativo non sia imputabile, il perfezionamento della notifica dopo la scadenza dei termini stabiliti per l’impugnazione?

 

Motivi della decisione

Costituisce orientamento consolidato della S.C. quello secondo cui l’esito negativo della notifica dell’impugnazione per mutamento del domicilio del procuratore presso cui è stata richiesta, non produce alcun effetto, con la conseguenza che sarà a carico del notificante il rischio che le nuove modalità da adottare per la notifica non consentano il rispetto dei termini perentori stabiliti per l’impugnazione dagli artt. 325 e 327 cpc(2).

Va tuttavia detto che in ordine al momento di verifica del rispetto dei termini di impugnazione, la giurisprudenza di legittimità si è gradatamente adeguata agli interventi della Corte Costituzionale (si vedano in particolare sentenze nn. 477/2002 – 28/2004 e ordinanza n. 97/2004), che hanno introdotto fra le norme generali sulle notificazioni degli atti il principio secondo cui, relativamente alla funzione che sul piano processuale la notificazione è destinata a svolgere, occorre distinguere il momento in cui la notifica si deve considerare perfezionata per il notificante da quello in cui la stessa si intende perfezionata per il destinatario.

Così, pur restando fermo che la produzione degli effetti che alla notificazione stessa sono ricollegati è condizionata al perfezionamento del procedimento notificatorio anche per il destinatario, ove a favore o a carico di costui la legge preveda termini o adempimenti o comunque conseguenze dalla notificazione decorrenti, gli stessi debbono calcolarsi o correlarsi al momento in cui la notifica si perfeziona nei suoi soli confronti.

Ed è proprio con riferimento a tale principio che le SS.UU. ritengono debba essere verificato se, nel caso di notifica dell’atto di impugnazione presso il procuratore, l’indicazione nella relativa richiesta del domicilio effettivo del destinatario della notifica incida sul momento perfezionativo del procedimento per il notificante (in tal caso l’assunto della rilevanza del caso fortuito o della forza maggiore sul mancato completamento della notifica verrebbe ad incidere sul rispetto dei termini per l’impugnazione, scalfendo la natura perentoria e la funzione decadenziale di cui agli artt. 326 e 327 cpc) ovvero incida sul perfezionamento dello stesso procedimento per il destinatario (ed in tal caso il caso fortuito o la forza maggiore non potrebbero interferire sulla tempestività dell’impugnazione).

Orbene, la previsione di cui all’art. 330 comma 1° cpc della sussidiaria proposizione dell’impugnazione mediante notificazione presso il procuratore costituito o nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto per il giudizio, identificando nel procuratore il destinatario della notifica, salvo espressa e diversa dichiarazione di residenza o elezione di domicilio, e contenendo un riferimento unicamente personale, comporta che debbano intendersi implicitamente richiamate per la notificazione dell’atto le modalità di cui agli artt. 138 e 139 cpc, in forza delle quali la notifica deve essere effettuata mediante consegna di una copia a mani proprie del destinatario ovvero, tra gli altri, nel luogo in cui il professionista risiede per ragioni del suo ufficio, ex artt. 10(3) e 17(4) comma 1 n. 7 r.d.l. n. 1578/1933.

Poiché l’indicazione del luogo di consegna dell’atto, oltre che indispensabile al buon esito della notifica, costituisce requisito essenziale per l’identificazione del destinatario di essa, nel caso in cui venga richiesto all’ufficiale giudiziario di notificare l’impugnazione nel domicilio di un procuratore esercente l’attività nell’ambito della circoscrizione di assegnazione, tale requisito deve essere assicurato con l’indicazione del domicilio professionale (art. 17 r.d.l. 1578/1933) o della sede dell’ufficio (così art. 68 r.d. n.37/1934) del procuratore.

L’accertamento di tali luoghi, in quanto essenziale alla validità ed alla astratta efficacia della richiesta, costituisce un adempimento preliminare, che sarà ad esclusivo carico del notificante e che potrà essere soddisfatto con il suo previo riscontro presso l’albo professionale (il quale rappresenta la fonte legale di conoscenza del domicilio degli iscritti ed in cui il procuratore ha l’obbligo di fare annotare i mutamenti della sua sede).

Tale onere, peraltro, non può ritenersi escluso o attenuato dal dovere che il procuratore ha di dichiarare nel giudizio il proprio domicilio ed i suoi mutamenti; le norme professionali, infatti, prevedono l’obbligo del procuratore di eleggere domicilio e comunicarne i mutamenti solo nel caso di svolgimento di attività al di fuori della circoscrizione di assegnazione (art. 82 r.d. 37/1934) e la ratio della disposizione, costituita dall’adeguatezza delle annotazioni nell’albo professionale a soddisfare in ambito locale le esigenze processuali di conoscenza del domicilio del procuratore, esclude che, ove il procuratore abbia dichiarato all’atto della costituzione un proprio domicilio, la mancata comunicazione del mutamento di esso possa contrastare con i doveri di lealtà e probità imposti alle parti ed ai loro difensori.

All’onere di verificare anteriormente alla notifica dell’impugnazione presso l’albo professionale il domicilio del procuratore presso cui notificare l’impugnazione, corrisponde l’assunzione da parte del notificante del rischio dell’esito negativo della notifica richiesta in un domicilio diverso da quello effettivo, dovendosi ritenere manifestamente infondati i dubbi di costituzionalità in tal senso sollevati per l’impossibilità che ne deriverebbe al notificante di fruire per l’intero dei termini di impugnazione, e ciò in quanto l’accertamento del domicilio effettivo del procuratore risultante dall’albo professionale non può comportare alcun significativo pregiudizio temporale alla parte, considerata l’agevole consultazione degli albi nonché la loro attuale informatizzzazione ed accessibilità telematica.

Continuano ancora le SS.UU. affermando che la notifica presso il procuratore invece deve presupporsi perfezionata per il notificante ma non per il destinatario nelle ipotesi in cui la stessa non abbia raggiunto il suo scopo per caso fortuito o forza maggiore (es. mancata o intempestiva comunicazione del  mutamento del domicilio all’ordine professionale o ritardo della sua annotazione, ovvero morte del procuratore e tutte le altre ipotesi nelle quali l’ufficiale giudiziario o postale, nonostante la corretta indicazione del domicilio, non abbiano completato la notifica e ne abbiano attestato l’esito negativo per fatto non imputabile al richiedente).

In situazioni del genere deve ritenersi costituzionalmente imposta dai predetti interventi della corte costituzionale nonchè dal principio di ragionevolezza, una interpretazione delle disposizioni regolanti i tempi e i modi di notifica delle impugnazioni che consenta di superare l’ostacolo che, non per colpa della parte, si sia frapposto in concreto all’esercizio del suo diritto di agire per la riforma o la cassazione di una sentenza o di altro provvedimento, mediante il rinvenimento nell’ordinamento di uno strumento processuale che risulti compatibile con i principi della certezza delle situazioni giuridiche e della celerità del processo.

Così, in ossequio al principio di eguaglianza di difesa sancito dagli artt. 3 e 24 cost., il procedimento di notificazione dell’impugnazione potrà rendersi riattivabile, nonostante il superamento dei relativi termini perentori e decadenziali e la perfezionabilità tardiva della notifica nei confronti del destinatario.

Tale strumento della riattivazione potrà esercitarsi rivolgendo una istanza al giudice ad quem, con la quale si chiederà la fissazione di un termine perentorio per il completamento della notifica, istanza questa sostanzialmente comune nell’ordinamento processuale a tutti i casi in cui il giudizio non può essere proseguito senza la costituzione o ricostituzione del contraddittorio tra le parti (artt. 102, 299 e ss., 291, 331 cpc).

Per quanto concerne i tempi e i modi, il rispetto della dinamica del processo impone che l’istanza venga depositata unitamente all’atto contenente l’attestazione della mancata notifica nel termine stabilito per la costituzione della parte nel caso di regolare instaurazione del contraddittorio; ove la tardiva notifica dell’atto di impugnazione possa comportare la nullità per mancato rispetto dei termini di comparizione, l’istanza dovrà anche contenere la richiesta al giudice di fissare, ex art. 164 cpc, un termine perentorio per la rinnovazione dell’impugnazione.

 

 

(1) Art. 330 (Luogo di notificazione dell'impugnazione)
Se nell'atto di notificazione della sentenza la parte ha dichiarato la sua residenza o eletto domicilio nella circoscrizione del giudice che l'ha pronunciata, l'impugnazione deve essere notificata nel luogo indicato; altrimenti si notifica presso il procuratore costituito o nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto per il giudizio.
L'impugnazione puo' essere notificata nei luoghi sopra menzionati collettivamente e impersonalmente agli eredi della parte defunta dopo la notificazione della sentenza.
Quando manca la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio e, in ogni caso, dopo un anno dalla pubblicazione della sentenza, l'impugnazione, se e' ancora ammessa dalla legge, si notifica personalmente a norma degli articoli 137 e seguenti.

(2) Art. 325 (Termini per le impugnazioni)
Il termine per proporre l'appello, la revocazione e l'opposizione di terzo di cui all'art. 404, secondo comma, e' di trenta giorni. E' anche di trenta giorni il termine per proporre la revocazione e l'opposizione di terzo sopra menzionata contro le sentenze delle corti di appello (1).
Il termine per proporre il ricorso per cassazione e' di giorni sessanta.
(1) Comma sostituito dall'art. 47, L. 26 novembre 1990, n. 353 e successivamente cosi' sostituito dall'art. 32, L. 21 novembre 1991, n. 374.
Art. 327 (Decadenza dall'impugnazione)
Indipendentemente dalla notificazione, l'appello, il ricorso per cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 dell'art. 395 non possono proporsi dopo decorso un anno dalla pubblicazione della sentenza.
Questa disposizione non si applica quando la parte contumace dimostra di non avere avuto conoscenza del processo per nullita' della citazione o della notificazione di essa, e per nullita' della notificazione degli atti di cui all'art. 292.

(3) Articolo 10 R.d.l. n. 1578/1933
[Il procuratore deve risiedere nel capoluogo del circondario del Tribunale al quale è assegnato, ma il Presidente del Tribunale, sentito il parere del Consiglio dell'ordine, può autorizzarlo a risiedere in un'altra località del circondario (1), purché egli abbia nel capoluogo un ufficio presso un altro procuratore] (2).
(1) Leggasi circoscrizione.
(2) Il termine "procuratore legale", contenuto nel presente articolo deve intendersi sostituito con il termine "avvocato" per effetto dell'art. 3, l. 24 febbraio 1997, n. 27 (di soppressione dell'albo dei procuratori legali).

(4) Art. 17 R.d.l. n. 1578/1933.
Per l'iscrizione nell'albo dei procuratori è necessario:
1° essere cittadino italiano o italiano appartenente a regioni non unite politicamente all'Italia;
2° godere il pieno esercizio dei diritti civili;
3° essere di condotta specchiatissima ed illibata;
4° essere in possesso della laurea in giurisprudenza conferita o confermata in una università della Repubblica;
5° avere compiuto lodevolmente e proficuamente un periodo di pratica, frequentando lo studio di un procuratore ed assistendo alle udienze civili e penali della Corte d'appello o del Tribunale almeno per due anni consecutivi, posteriormente alla laurea, nei modi che saranno stabiliti con le norme da emanarsi a termini dell'art. 101, ovvero avere esercitato, per lo stesso periodo di tempo, il patrocinio davanti alle Preture ai sensi dell'art. 8 (1);
6° essere riuscito vincitore, entro il numero dei posti messi a concorso, nell'esame preveduto nell'art. 20;
avere la residenza o il proprio domicilio professionale nella circoscrizione del tribunale nel cui albo l'iscrizione è domandata (2) ;
Per l'iscrizione nel registro speciale dei praticanti occorre il possesso dei requisiti di cui ai numeri 1), 2), 3) e 4).
Non possono conseguire l'iscrizione nell'albo o nel registro dei praticanti coloro che abbiano riportato una delle condanne o delle pene accessorie o si trovino sottoposti ad una delle misure di sicurezza che, a norma dell'art. 42, darebbero luogo alla radiazione dall'albo e coloro che abbiano svolto una pubblica attività contraria agli interessi della Nazione (3).
(1) Vedi l'articolo 1 del D.LGS. C.P.S. 5 maggio 1947, n. 374 per la riduzione del periodo di pratica ad un anno, e successivamente, l'articolo 2 della legge 24 luglio 1985, n. 406 che ha riportato a due gli anni richiesti.
(2) Numero sostituito dall'articolo 5 della legge 24 febbraio 1997, n. 27, e successivamente, così modificato dall'articolo 18 della legge 3 febbraio 2003, n. 14.
(3) Il termine «procuratore legale», contenuto nel presente articolo, deve intendersi sostituito con il termine "avvocato" per effetto dell'articolo 3 della legge 24 febbraio 1997, n. 27 (di soppressione dell'albo dei procuratori legali).





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