Determine dirigenziali: Pubblicazione e termini di impugnazione
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Articolo del 03/04/2006 Autore Avv. Emanuele Traversa Altri articoli dell'autore


Il Consiglio di Stato , Sezione V, con la Sentenza 15 marzo 2006 n. 1370 , ha riformato la Sentenza del T.A.R. Toscana, Sezione II, 28 luglio 2004 n. 2833, con riguardo al termine iniziale per l'impugnazione delle Determine dei Dirigenti dei Servizi comunali.

1. L'impugnazione della Determina del Dirigente in primo grado

Il Comune di Vinci (FI), con deliberazione del Consiglio Comunale del 2001, stabiliva l' affidamento a terzi della gestione dei 12 cimiteri in esercizio, ai fini del miglioramento della qualità del servizio e della riduzione dei costi a carico dell'amministrazione.

In attuazione della prefata delibera il Dirigente del Servizio n. 5 – Lavori Pubblici, con determinazione ad hoc, affidava alla Alfa S.r.l. il servizio cimiteriale, compreso quello delle lampade votive che, fino ad allora, era stato gestito, previa licitazione privata, dalla Ditta Beta.

Il gestore uscente del servizio lampade votive proponeva ricorso al T.A.R. Toscana avverso la predetta determinazione dirigenziale.

Il Comune e la controinteressata Società affidataria resistevano in giudizio presentando apposite controdeduzioni. In particolare quest'ultima osservava la tardività dell'atto introduttivo del processo in relazione alla data della sua notificazione.

Il Giudice amministrativo di prime cure ha ritenuto infondata l'eccezione sul presupposto che il dies a quo per la decorrenza dei 60 giorni non va computato dal primo giorno successivo all'avvenuto compimento del periodo di pubblicazione all'albo pretorio comunale della determinazione in questione.

Osservano i giudici come: « Invero al caso di specie non si applica il principio secondo il quale la pubblicazione degli atti all'albo pretorio costituisce mezzo di conoscenza legale (anche ai fini dell'impugnazione) in quanto prescritta da apposita disposizione legislativa o regolamentare: infatti la detta pubblicazione, invocata dalla controinteressata, è prevista dall ' art. 124 del decreto leg.vo n. 267/2000 (1), testo unico sugli enti locali, per le delibere degli organi di governo dell'ente territoriale, quali Consiglio e Giunta municipali, e costituisce - tra l'altro - segmento procedurale il cui adempimento è preordinato - tra l'altro - a far conseguire l'esecutività all'atto stesso, mentre - come è noto - il quadro normativo non contempla tale genere di pubblicità per le determinazioni dirigenziali »

La ratio decidendi sta nel fatto che il provvedimento amministrativo - determinazione del dirigente - non è ricompreso tra le deliberazioni degli organi del vertice politico/amministrativo dell'ente locale e inoltre esso non ha natura di atto generale, ergo il termine per l'impugnazione decorre dal momento dell'effettiva conoscenza del provvedimento stesso.

Con la Sentenza 28 luglio 2004 n. 2833, il T.A.R. Toscana, Sez. II , respingeva l'eccezione di tardività, accoglieva parzialmente il ricorso in epigrafe e di conseguenza annullava gli atti impugnati.

2. Pubblicità degli atti e provvedimenti amministrativi

Prima di addentrarci nell' iter argomentativo del Consiglio di Stato, vorrei premettere qualche nozione sulla pubblicità degli atti nel nostro ordinamento.

Tra le fasi del procedimento amministrativo, vi è quella cd. integrativa dell'efficacia. In questa fase l'atto è oramai formato ma onde poter spiegare i suoi effetti giuridici, necessita di ulteriori adempimenti e formalità (si parla in proposito di atti recettizi )

In merito possiamo distinguere, senza inoltrarci nelle diverse forme di pubblicità esistenti, tra:

pubblicità – notizia : tale forma non condiziona l'efficacia dell'atto, tuttavia la sua omissione determina l'irrogazione di sanzioni, si pensi alle pubblicazioni di matrimonio;

pubblicità – costitutiva : in questo caso la pubblicità va ad inserirsi nella sequenza procedimentale che porta il provvedimento amministrativo ad esplicare i suoi effetti nell'ordinamento giuridico.

In relazione alla pubblicazione all' Albo Pretorio Comunale, nel momento in cui tale formalità viene posta in essere, viene a determinarsi una presunzione di conoscenza legale dell'atto, ragion per cui da quel momento decorrerà il dies a quo per l'impugnazione dell'atto pubblico.

Occorre precisare che tale principio di conoscenza legale si applica agli atti che, pubblicati all'albo pretorio, non necessitano di notificazione individuale o di altra forma di pubblicità finalizzata all'effettiva conoscenza degli stessi.

In particolare, l'art. 21 della Legge 6 dicembre 1971 n. 1034, istitutiva dei Tribunali Amministrativi Regionali, dispone in tal senso con riguardo alla decorrenza dei termini per l'impugnazione degli atti amministrativi, operando una distinzione tra atti per il quali è prevista l'effettiva conoscenza e atti per i quali tale formalità non è necessaria.

In breve la formalità della pubblicazione è condizione di efficacia e non di validità delle deliberazioni comunali, ragion per cui non potrà essere pronunciato l'annullamento di quest'ultime, in relazione alla mancata pubblicazione.

La pubblicazione deve avvenire con copia integrale, ovvero per estratto, purché vi sia la trascrizione integrale del dispositivo.

La tecnologia ha condotto di recente all'istituzione dell' Albo Pretorio Elettronico , per mezzo del quale la Pubblica Amministrazione può ottemperare agli obblighi stabiliti dalla Legge in materia di pubblicazioni, nell'ottica dell'integrazione dei sistemi tradizionali cartacei, sempre validi, con quelli digitali. Con l' “Albo Pretorio Virtuale”, si velocizzano i rapporti e si offre la possibilità ad ogni utente di accedere, anche da casa, agli atti che sono di pubblico interesse, come bandi e avvisi di gara.

3. Davanti al Consiglio di Stato: la Sentenza 15 marzo 2006 n. 1370

La Società Alfa S.r.l. adiva il Giudice amministrativo di secondo grado per ottenere la riforma della Sentenza di cui sopra.

Con l'appello la Società eccepiva l'inaccettabilità dell' iter logico-giuridico seguito dal Tribunale Amministrativo Regionale, in relazione all'inapplicabilità della disposizione di cui all' art. 124 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 anche alle determinazioni dirigenziali, posto che la pubblicità legale di cui all'art 124 del T.U. sugli Enti Locali deve ritenersi afferente anche alle determinazioni dirigenziali, indicando la parola “deliberazione” una decisione individuale o collettiva effettuata ponderatamente con la libertà di scelta tra più vie da seguire e, comunque, la parola deliberazione viene adottata dal legislatore non solo con riferimento agli atti collegiali ma anche in relazione ai provvedimenti di organo monocratico.

Il Supremo Consesso amministrativo, con la Sentenza ha ritenuto meritevole di adesione tale tesi, infatti, nella sentenza leggiamo che: « L'art. 21, comma primo, L. 6.12.1971 n. 1034 (2), nel testo novellato dalla L. 21.7.2000 n. 205 ha chiarito definitivamente che in tutti i casi in cui non sia necessaria la notificazione individuale del provvedimento e sia al contempo prescritta da una norma di legge o di regolamento la pubblicazione dell'atto in un apposito albo , il termine per proporre l'impugnazione decorre dal giorno in cui sia scaduto il periodo della pubblicazione ».

Il Collegio richiama e conferma la sua precedente giurisprudenza in tema di termini per ricorrere contro gli atti amministrativi soggetti a pubblicazione necessaria. Nella specie si fa riferimento alla Sentenza del Consiglio di Stato 23 aprile 2001 n. 2428 ove si evidenziava che « … il normale termine decadenziale per ricorrere avverso atti amministrativi non può essere fatto decorrere dalla data di pubblicazione o di esecutività dell'atto impugnato nel caso in cui gli interessati siano direttamente contemplati , con conseguente necessità della notifica o comunicazione ai fini della decorrenza dei termini » .

A contrario si evince che il termine in oggetto, nell'ipotesi di soggetti non espressamente nominati decorre dalla pubblicazione del provvedimento, non essendo necessaria la notificazione individuale o in ogni caso la piena conoscenza (3).

I Giudici osservano inoltre come la pubblicazione all'Albo Pretorio, prescritta dall'art. 124 T.U. n. 267 del 2000 per tutte le deliberazioni degli organi di governo del Comune e della Provincia, non sia relativa alle sole deliberazioni degli organi di governo, quali il Consiglio e Giunta Comunali, ma riguardi « anche le determinazioni dirigenziali , esprimendo la parola “deliberazione” ab antiquo sia risoluzioni adottate da organi collegiali che da organi monocratici ed essendo l'intento quello di rendere pubblici tutti gli atti degli Enti locali di esercizio del potere deliberativo, indipendentemente dalla natura collegiale o meno dell'organo emanante ».

4. In sintesi

Il Consiglio di Stato, intervenendo in riforma della Sentenza di primo grado, ha statuito in ordine alla decorrenza del termine per l'impugnazione delle determinazioni dirigenziali, ancorandolo alla pubblicazione delle stesse all'Albo pretorio, purché ricorrano due condizioni :

1. una norma di legge o di regolamento che prescrive la pubblicazione all'Albo Pretorio;

2. non sia necessaria la notificazione individuale del provvedimento o altra forma di conoscenza effettiva dello stesso.

Avv. Emanuele Traversa


Note:

1 ) L' art.124 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 , fa parte del Titolo V, relativo ai controlli sugli atti e dispone:

1. Tutte le deliberazioni del Comune e della Provincia sono pubblicate mediante affissione all'albo pretorio, nella sede dell'ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge.

2. Tutte le deliberazioni degli altri enti locali sono pubblicate mediante affissione all'albo pretorio del comune ove ha sede l'ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni.

2) L'art. 21 della Legge n. 1034 del 1971 (nel testo modificato dalla Legge n. 205 del 2000) recita:

« Il ricorso deve essere notificato tanto all'organo che ha emesso l'atto impugnato quanto ai controinteressati ai quali l'atto direttamente si riferisce, o almeno ad alcuno tra essi, entro il termine di sessanta giorni da quello in cui l'interessato ne abbia ricevuta la notifica, o ne abbia comunque avuta piena conoscenza, o, per gli atti di cui non sia richiesta la notifica individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione, se questa sia prevista da disposizioni di legge o di regolamento …»

3) Vedi anche, nello stesso senso, Cons. St., Sez. V, 15 settembre 1999 n. 1076, nonché Cons. St., Sez. V, 11 maggio 1998 n . 453.


Avv. Emanuele Traversa
Praticante legale
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