Pubblicità ingannevole: disciplina statale ed autodisciplina (tesi di laurea)
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Articolo del 23/03/2006 Autore Dott. Antonio Marinelli Altri articoli dell'autore


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA   “ LA SAPIENZA “ 

Facoltà di Giurisprudenza

Tesi di Laurea in Diritto Industriale

"DISCIPLINA STATALE ED AUTODISCIPLINA IN MATERIA DI
PUBBLICITA' INGANNEVOLE"
  

Relatore : Prof. Mario LIBERTINI

Correlatore :Prof. Michael Joachim BONELL

Candidato: Antonio MARINELLI

ANNO ACCADEMICO 2004-2005


INDICE
(cliccare sui titoli dei capitoli per consultarli)

CAPITOLO 1: LA PUBBLICITÀ

•  Scopo della pubblicità

•  Prime forme di tutela contro la pubblicità ingannevole

•  Organi competenti in materia pubblicitaria

•  Cosa prevede la legislazione

CAPITOLO 2: RAPPORTO TRA AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA E CONCORRENZA SLEALE

•  Compatibilità del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria con l'ordinamento positivo e suo possibile inquadramento nell'art. 2598 c.c.

•  Inottemperanza alle decisioni del Giurì di Autodisciplina Pubblicitaria

•  Efficacia delle decisioni del Giurì sui rapporti contrattuali

•  Approvazione della direttiva 2005/29 avente ad oggetto le pratiche commerciali sleali

CAPITOLO 3: ANALOGIE, DIFFERENZE, RELAZIONI TRA GLI ORGANI COMPETENTI IN MATERIA DI PUBBLICITÀ INGANNEVOLE

•  Rapporto tra il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria e l'ordinamento statuale

•  Il sindacato del giudice ordinario sul sistema autodisciplinare

•  Confronto tra sistema autodisciplinare e quello dell'Autorita ̀ Garante della Concorrenza e Mercato

•  Il raccordo tra i due sistemi: l'art. 8 d. lgs. 74/1992


INTRODUZIONE

L'importanza del fenomeno pubblicitario è evidente a tutti coloro che, magari anche distrattamente, ascoltano la radio, navigano in Internet, guardano la televisione oppure sfogliano un quotidiano o una rivista.

Anche quella minoranza di persone che cerca di fuggire dai mass media difficilmente potrà non rilevare le varie forme di pubblicità presenti nelle città moderne ( sui mezzi di trasporto, pubblici o privati che siano; cartellonistica; volantinaggio; ecc. ).

Questa tesi non ha però né lo scopo di parlare delle varie modalità di promozione di beni e servizi, né quello di analizzare la variegata casistica della pubblicità ingannevole ( mendacio, cioè omissione di informazioni idonea ad indurre in errore il destinatario della pubblicità; appropriazione di pregi; comparazione omissiva, quando i risultati di un test fra due o più prodotti vengono diffusi isolando arbitrariamente solo alcuni valori; falsità dell'origine geografica e commerciale; ingannevolezza nella presentazione negli effetti del prodotto; falsità nella composizione del prodotto e nelle modalità di assunzione di quest'ultimo; falsità nel prezzo, nelle condizioni del contratto, e nell'identità dell'impresa ).

Fine di questo scritto è piuttosto quello di mostrare alcune delle problematiche connesse alla disciplina della pubblicità ingannevole.

Sarebbe tuttavia improprio parlare di questo tema senza aver fatto cenno al fenomeno pubblicitario né dal punto di vista storico-comparato, né da quello normativo.

Ciò avviene nel Capitolo 1: La pubblicità.

Nel settore pubblicitario ha sempre avuto grande importanza l'autodisciplina, anzi è stata proprio quest'ultima a disciplinarlo attraverso il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria ( CAP ), prima dell'avvento della normativa di settore: d. lgs. 74/1992.

Sarebbe allora interessante capire se il CAP possa essere inquadrato nella logica dell'art. 2598 c.c. n. 3, ovvero in quella disposizione residuale, che considera concorrenza sleale l'uso di ogni mezzo “… non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l'altrui azienda “ .

Non si possono però trascurare altre tematiche inerenti il CAP, quali: l'inottemperanza alle decisioni del Giurì di Autodisciplina e l'efficacia di queste ultime sui soggetti non vincolati.

Cercare di approfondire questi argomenti è l'obiettivo del Capitolo 2: Rapporto tra Autodisciplina Pubblicitaria e concorrenza sleale.

Altro aspetto complesso riguardante la pubblicità ingannevole è quello dei rapporti fra Autodisciplina, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e giurisdizione.

Per meglio comprendere questo tema occorrerà però anche mostrare le analogie e le differenze fra gli organi competenti in materia pubblicitaria, e parlare di quella modalità di raccordo fra autodisciplina e ordinamento positivo costituita dall'art. 8 del d. lgs. 74/1992.

Sono questi gli scopi del Capitolo 3: Analogie, differenze, relazioni tra gli organi competenti in materia di pubblicità ingannevole.


Dott. Antonio Marinelli
Praticante avvocato
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