Codice di procedura penale aggiornato alla legge 20 febbraio 2006 n. 46
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Articolo del 15/03/2006 Autore Avv. Giorgio Rossi Altri articoli dell'autore


Testo vigente del codice di procedura penale coordinato, modificato, aggiornato ed impostato graficamente a cura dell’avv. Giorgio Rossi in base alla legge 20 febbraio 2006, n. 46, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2006 .

La legge 20 febbraio 2006, n. 46 ha apportato modifiche rilevanti al codice di procedura penale in tema di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento.

Ritenendo di fare cosa utile ai Colleghi, ai Magistrati ed a quanti sono interessati all’argomento si riporta il testo in “bozza” integrale degli articoli interessati ed oggetto di variazioni, a seguito della novella legislativa, con evidenziazione in giallo delle parti aggiunte, sostituite e/o modificate a seguito dell’introduzione della succitata legge.

ATTENZIONE - RACCOMANDAZIONE: Naturalmente, in sede di applicazione e quotidiana operatività, si dovrà necessariamente far riferimento ai testi ufficiali poiché la presente “bozza” potrebbe contenere refusi o involontari errori, e per la qualcosa quindi non è possibile assumere responsabilità. La raccomandazione è pertanto quella di verificare esattamente le singole norme raccordandole con i testi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Avv. Giorgio Rossi


Legge 20 febbraio 2006, n. 46

"Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento"

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2006

Art. 1.

1. L’articolo 593 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:

«Art. 593. – (Casi di appello). – 1. Salvo quanto previsto dagli articoli 443, comma 3, 448, comma 2, 579 e 680, il pubblico ministero e l’imputato possono appellare contro le sentenze di condanna.

2. L’imputato e il pubblico ministero possono appellare contro le sentenze di proscioglimento nelle ipotesi di cui all’articolo 603, comma 2, se la nuova prova è decisiva. Qualora il giudice, in via preliminare, non disponga la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale dichiara con ordinanza l’inammissibilità dell’appello. Entro quarantacinque giorni dalla notifica del provvedimento le parti possono proporre ricorso per cassazione anche contro la sentenza di primo grado.
3. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell’ammenda
».

Art. 2.

1. All’articolo 443 del codice di procedura penale, al comma 1, le parole: «, quando l’appello tende ad ottenere una diversa formula» sono soppresse.

Art. 3.

1. All’articolo 405 del codice di procedura penale, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

«1-bis. Il pubblico ministero, al termine delle indagini, formula richiesta di archiviazione quando la Corte di cassazione si è pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ai sensi dell’articolo 273, e non sono stati acquisiti, successivamente, ulteriori elementi a carico della persona sottoposta alle indagini».

Art. 4.

1. L’articolo 428 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:

«Art. 428. – (Impugnazione della sentenza di non luogo a procedere). – 1. Contro la sentenza di non luogo a procedere possono proporre ricorso per cassazione:
a) il procuratore della Repubblica e il procuratore generale;

b) l’imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso.

2. La persona offesa può proporre ricorso per cassazione nei soli casi di nullità previsti dall’articolo 419, comma 7. La persona offesa costituita parte civile può proporre ricorso per cassazione ai sensi dell’articolo 606.

3. Sull’impugnazione decide la Corte di cassazione in camera di consiglio con le forme previste dall’articolo 127».

Art. 5.

1. All’articolo 533 del codice di procedura penale, il comma 1 è sostituito dal seguente:

« 1. Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio. Con la sentenza il giudice applica la pena e le eventuali misure di sicurezza».

Art. 6.

1. Al comma 1 dell’articolo 576 del codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo, le parole: «, con il mezzo previsto per il pubblico ministero,» sono soppresse;

b) al secondo periodo, le parole: «Con lo stesso mezzo e negli stessi casi può» sono sostituite dalle seguenti: «La parte civile può altresì».

Art. 7.

1. L’articolo 580 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:

«Art. 580. – (Conversione del ricorso in appello). – 1. Quando contro la stessa sentenza sono proposti mezzi di impugnazione diversi, nel caso in cui sussista la connessione di cui all’articolo 12, il ricorso per cassazione si converte nell’appello».

Art. 8.

1. Al comma 1 dell’articolo 606 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) la lettera d) è sostituita dalla seguente:


«d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell’istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall’articolo 495, comma 2»;


b) la lettera e) è sostituita dalla seguente:

«e) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame».

Art. 9.

1. L’articolo 577 del codice di procedura penale è abrogato.

2. All’articolo36, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n.274, le parole: «e contro le sentenze di proscioglimento per reati puniti con pena alternativa» sono soppresse.

Art. 10.

1. La presente legge si applica ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della medesima.

2. L’appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dall’imputato o dal pubblico ministero prima della data di entrata in vigore della presente legge viene dichiarato inammissibile con ordinanza non impugnabile.

3. Entro quarantacinque giorni dalla notifica del provvedimento di inammissibilità di cui al comma 2 può essere proposto ricorso per cassazione contro le sentenze di primo grado.

4. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche nel caso in cui sia annullata, su punti diversi dalla pena o dalla misura di sicurezza, una sentenza di condanna di una corte di assise di appello o di una corte di appello che abbia riformato una sentenza di assoluzione.

5. Nei limiti delle modificazioni apportate dall’articolo 8 della presente legge possono essere presentati i motivi di cui all’articolo 585, comma 4, del codice di procedura penale entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

*****

BOZZA” TESTO VIGENTE DEGLI ARTICOLI DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE COORDINATO, INTEGRATO E MODIFICATO GRAFICAMENTE CON EVIDENZIAZIONE DELLE PARTI SOSTITUITE, AGGIUNTE O SOPPRESSE.

LIBRO V - TITOLO VIII

CHIUSURA DELLE INDAGINI PRELIMINARI

Art. 405 (Inizio dell’azione penale. Forme e termini)

1. Il pubblico ministero, quando non deve richiedere l’archiviazione, esercita l’azione penale, formulando l’imputazione, nei casi previsti nei titoli II, III, IV e V del libro VI ovvero con richiesta di rinvio a giudizio.

1-bis. Il pubblico ministero, al termine delle indagini, formula richiesta di archiviazione quando la Corte di cassazione si è pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ai sensi dell’articolo 273, e non sono stati acquisiti, successivamente, ulteriori elementi a carico della persona sottoposta alle indagini.

2. Salvo quanto previsto dall’art. 415 bis, il pubblico ministero richiede il rinvio a giudizio entro sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito il reato è iscritto nel registro delle notizie di reato. Il termine è di un anno se si procede per taluno dei delitti indicati nell’art. 407, comma 2, lett. a).

3. Se è necessaria la querela, l’istanza o la richiesta di procedimento, il termine decorre dal momento in cui queste pervengono al pubblico ministero.

4. Se è necessaria l’autorizzazione a procedere, il decorso del termine è sospeso dal momento della richiesta a quello in cui l’autorizzazione perviene al pubblico ministero.

(1) Il comma 1-bis è stato aggiunto dall’art. 3 della legge 20 febbraio 2006.

Art. 428. – (Impugnazione della sentenza di non luogo a procedere).

1. Contro la sentenza di non luogo a procedere possono proporre ricorso per cassazione:

a) il procuratore della Repubblica e il procuratore generale;

b) l’imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso.

2. La persona offesa può proporre ricorso per cassazione nei soli casi di nullità previsti dall’articolo 419, comma 7. La persona offesa costituita parte civile può proporre ricorso per cassazione ai sensi dell’articolo 606.

3. Sull’impugnazione decide la Corte di cassazione in camera di consiglio con le forme previste dall’articolo 127

(1) L’articolo 428 è stato sostituito integralmente nell’attuale versione dall'art. 4 della legge 20 febbraio 2006, n. 46.

Art. 443. Limiti all’appello .

1. L’imputato e il pubblico ministero non possono proporre appello contro le sentenze di proscioglimento. (cfr. nota n. (1) [ parole soppresse ]

[2. L’imputato non può proporre appello contro le sentenze di condanna a una pena che comunque non deve essere eseguita ovvero alla sola pena pecuniaria.] [abrogato].

3. Il pubblico ministero non può proporre appello contro le sentenze di condanna, salvo che si tratti di sentenza che modifica il titolo del reato.

4. Il giudizio di appello si svolge con le forme previste dall’art. 599.

(1) L’art. 2 della legge 20 febbraio 2006 ha soppresso, al primo comma dell’art. 443, le seguenti parole: “, quando l’appello tende ad ottenere una diversa formula.

SEZIONE II

SENTENZA DI CONDANNA

Art. 533 ( Condanna dell’imputato)

1. Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio. Con la sentenza il giudice applica la pena e le eventuali misure di sicurezza.(1)

2. Se la condanna riguarda più reati, il giudice stabilisce la pena per ciascuno di essi e quindi determina la pena che deve essere applicata in osservanza delle norme sul concorso di reati e di pene o sulla continuazione. Nei casi previsti dalla legge il giudice dichiara il condannato delinquente o contravventore abituale o professionale o per tendenza.

3. Quando il giudice ritiene di dover concedere la sospensione condizionale della pena o la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, provvede in tal senso con la sentenza di condanna.

3 bis. Quando la condanna riguarda procedimenti per i delitti di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), anche se connessi ad altri reati, il giudice può disporre, nel pronunciare la sentenza, la separazione dei procedimenti anche con riferimento allo stesso condannato quando taluno dei condannati si trovi in stato di custodia cautelare e, per la scadenza dei termini e la mancanza di altri titoli, sarebbe rimesso in libertà. (1)

(1) Il comma1 è stato sostituito dall’art. 5 della legge 20 febbraio 2006.

Art. 576 (Impugnazione della parte civile e del querelante)

1. La parte civile può proporre impugnazione [parole soppresse (1)] contro i capi della sentenza di condanna che riguardano l’azione civile e, ai soli effetti della responsabilità civile, contro la sentenza di proscioglimento pronunciata nel giudizio. La parte civile può altresì con lo stesso mezzo e negli stessi casi può proporre impugnazione contro la sentenza pronunciata a norma dell’art. 442, quando ha consentito alla abbreviazione del rito.

2. Lo stesso diritto compete al querelante condannato a norma dell’art. 542.

(1) L’art. 6 della legge 20 febbraio 2006 ha apportato le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo le parole “, con il mezzo previsto per il pubblico ministero , ” sono soppresse.

b) al secondo periodo, le parole “Con lo stesso mezzo e negli stessi casi può” sono sostituite dalle seguenti: “La parte civile può altresì”.

Art. 577 (Impugnazione della persona offesa per i reati di ingiuria e diffamazione)[ abrogato] (1).

[1. La persona offesa costituita parte civile può proporre impugnazione, anche agli effetti penali, contro le sentenze di condanna e di proscioglimento per i reati di ingiuria e diffamazione.]

(1) L’articolo 577 è stato abrogato dall’art. 9 della legge 20 febbraio 2006 n. 46.

Art. 580 (Conversione del ricorso in appello)

1. Quando contro la stessa sentenza sono proposti mezzi di impugnazione diversi, nel caso in cui sussista la connessione di cui all’art. 12, il ricorso per cassazione si converte nell’appello.

cfr. nota (1).

(1) L’articolo 580 è stato sostituito integralmente nell’attuale versione dall'art. 7 della legge 20 febbraio 2006, n. 46.

APPELLO

Art. 593 (Casi di appello)

1. Salvo quanto previsto dagli articoli 443, comma 3, 448, comma 2, 579 e 680, il pubblico ministero e l’imputato possono appellare contro le sentenze di condanna.

2. L’imputato e il pubblico ministero possono appellare contro le sentenze di proscioglimento nelle ipotesi di cui all’articolo 603, comma 2, se la nuova prova è decisiva. Qualora il giudice, in via preliminare, non disponga la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale dichiara con ordinanza l’inammissibilità dell’appello. Entro quarantacinque giorni dalla notifica del provvedimento le parti possono proporre ricorso per cassazione anche contro la sentenza di primo grado.

3. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell’ammenda.

cfr. nota (1).

(1) L’articolo 593 è stato sostituito integralmente nell’attuale versione dall'art. 1 della legge 20 febbraio 2006, n. 46.

TITOLO III

RICORSO PER CASSAZIONE

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 606 (Casi di ricorso)

1. Il ricorso per cassazione può essere proposto per i seguenti motivi:

a) esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge a organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita ai pubblici poteri;

b) inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche, di cui si deve tener conto nell’applicazione della legge penale;

c) inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza;

d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell’istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall’articolo 495, comma 2; (1)

e) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame. (2)

2. Il ricorso, oltre che nei casi e con gli effetti determinati da particolari disposizioni, può essere proposto contro le sentenze pronunciate in grado di appello o inappellabili.

3. Il ricorso è inammissibile se è proposto per motivi diversi da quelli consentiti dalla legge o manifestamente infondati ovvero, fuori dei casi previsti dagli artt. 569 e 609 comma 2, per violazioni di legge non dedotte con i motivi di appello.

(1) La lettera d) del comma 1 dell’articolo 606 del codice di procedura penale è stato sostituito dall’art. 8 della legge 20 febbraio 2006, n. 46 nella versione aggiornata sopra riportata.

(2) La lettera e) del comma 1 dell’articolo 606 del codice di procedura penale è stato sostituito dall’art. 8 della legge 20 febbraio 2006, n. 46 nella versione aggiornata sopra riportata.

Inoltre è necessario rammentare che:

L’art. 9 della legge 20 febbraio 2006, n. 46 ha modificato l’art. 36, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, nel seguente modo:

2. All’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n.274, le parole: «e contro le sentenze di proscioglimento per reati puniti con pena alternativa» sono soppresse.

L’art. 10 della legge 20 febbraio 2006, n. 46 detta le disposizioni transitorie nel seguente modo:

Art. 10.

1. La presente legge si applica ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della medesima.

2. L’appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dall’imputato o dal pubblico ministero prima della data di entrata in vigore della presente legge viene dichiarato inammissibile con ordinanza non impugnabile.


3. Entro quarantacinque giorni dalla notifica del provvedimento di inammissibilità di cui al comma 2 può essere proposto ricorso per cassazione contro le sentenze di primo grado.


4. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche nel caso in cui sia annullata, su punti diversi dalla pena o dalla misura di sicurezza, una sentenza di condanna di una corte di assise di appello o di una corte di appello che abbia riformato una sentenza di assoluzione.

5. Nei limiti delle modificazioni apportate dall’articolo 8 della presente legge possono essere presentati i motivi di cui all’articolo 585, comma 4, del codice di procedura penale entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.



Avv. Giorgio Rossi
Avvocato
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