Riforma processo civile: nuove notifiche alle persone giuridiche
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Articolo del 14/03/2006 Autore Avv. Emanuele Traversa Altri articoli dell'autore


Indice:

Premessa

La miniriforma del processo civile è stata da ultimo ritoccata dalla Legge 28 dicembre 2005 n. 263 , con la quale sono stati apportati alcuni interventi correttivi alle modifiche in materia processuale civile introdotte con il D.L. 14 marzo 2005 n. 35 , convertito, con modificazioni, dalla Legge 14 maggio 2005 n. 80 .

Tra le modifiche di maggior rilievo, vi è stata una rivisitazione dell'istituto della notificazione, con particolare riferimento alle persone giuridiche.

Cominciamo con leggere le nuove norme (1): 

Articolo 145
Notificazione alle persone giuridiche

1. La notificazione alle persone giuridiche si esegue nella loro sede, mediante consegna di copia dell'atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa ovvero al portiere dello stabile in cui è la sede. La notificazione può anche essere eseguita, a norma degli articoli 138, 139 e 141, alla persona fisica che rappresenta l'ente qualora nell'atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale.

2. La notificazione alle società non aventi personalità giuridica , alle associazioni non riconosciute e ai comitati di cui agli articoli 36 e seguenti del codice civile si fa a norma del comma precedente, nella sede indicata nell'articolo 19 , secondo comma, ovvero alla persona fisica che rappresenta l'ente qualora nell'atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale .

3. Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti, la notificazione alla persona fisica indicata nell'atto, che rappresenta l'ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143 (2); 

Articolo 147
Tempo delle notificazioni
(3)

Le notificazioni non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21 .

Articolo 149
Notificazioni a mezzo del servizio postale

1. Se non è fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi anche a mezzo del servizio postale.

2. In tal caso l' ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull'originale e sulla copia dell'atto, facendovi menzione dell'ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento. Quest'ultimo è allegato all'originale. La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della consegna del plico all'ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza dell'atto .

La novella ha codificato una serie di principi giurisprudenziali e dottrinali che erano da tempo considerati come facenti parte del patrimonio giuridico comune.

1. La notificazione: concetto e pensiero della giurisprudenza

La notificazione è un'attività che si risolve in una sequela di attività (cd. procedimento notificatorio), volte a portare un determinato atto nella sfera di conoscenza del destinatario. Tali attività vengono poste in essere da soggetti specificamente individuati dalla Legge ed hanno come obiettivo finale la cd. conoscenza legale dell'atto oggetto della notificazione in capo al destinatario, a prescindere da ogni ulteriore indagine circa l'effettiva conoscenza dell'atto da parte dello stesso (presunzione legale di conoscenza) (4).

Il procedimento notificatorio si compone di tre fasi:

1. impulso , rientra nella disponibilità del notificante che consegna l'atto all'Ufficiale Giudiziario;

2. trasmissione - esecuzione , l'Ufficiale Giudiziario potrà avvalersi del servizio postale ex art 149 c.p.c. ed eventuali ritardi dovranno essere imputati all'Ufficiale Giudiziario o all'Agente Postale (a quest'ultimo se il disservizio è causato da un suo comportamento anche omissivo);

3. documentazione , si tratta della fase in cui viene redatta la cd. relata di notifica (5) che nel caso di invio a mezzo posta dovrà essere scritta sull'originale e sulla copia dell'atto, facendo menzione dell'ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento.

Il codice di rito contempla diverse tipologie di notificazione, ciascuna con proprie forme peculiari, il rispetto delle quali è condizione per la validità della stessa.

Il tema oggetto di questa disamina è quello della notifica alla persona giuridica, con riguardo alla quale la norma di cui al nuovo art. 145 comma 1, primo periodo, prevede expressis verbis il criterio della sede dell'ente. Su quest'ultimo punto è intervenuta di recente la Corte di Cassazione , la quale, con la Sentenza, Sez. III, 14 giugno 2005 n. 12754 ha statuito la parificazione della sede legale a quella effettiva, intendendo per « sede effettiva quella dove abbiano concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell'ente ed operino i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti con poteri direttivi … » (6).

Occorre precisare che ai fini della regolarità della notificazione di atti alla persona giuridica ex art. 145 c.p.c., è «... sufficiente che il consegnatario sia legato alla persona giuridica stessa da un particolare rapporto che, non dovendo necessariamente essere di prestazione lavorativa, può risultare anche dall'incarico, eventualmente provvisorio o precario, di ricevere la corrispondenza (...) la prova dell'insussistenza di un rapporto siffatto non è adempiuto con la sola dimostrazione dell'inesistenza d'un rapporto di lavoro subordinato tra la persona in questione ed il destinatario della notifica, attesa la configurabilità di altri rapporti idonei a conferire la richiesta qualità ...» (7) .

In primo luogo dobbiamo rilevare come nella precedente versione della norma era previsto in via principale il criterio della sede e, in via subordinata, quello della rappresentanza dell'ente . Con la nuova disciplina viene introdotta un'equiordinazione dei criteri suddetti, per cui « la notificazione alle persone giuridiche si esegue nella loro sede » e « qualora nell'atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale » la notifica può essere effettuata anche con le modalità di cui agli articoli 138 (notificazioni in mani proprie), 139 (notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio) e 141 (notificazione presso il domiciliatario).

In via subordinata , recependo quanto già affermato dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, la notificazione alla persona fisica indicata nell'atto, che rappresenta l'ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143 .

In merito si può osservare come l'utilizzo nell'art. 145 del c.p.c. della congiunzione copulativa “anche” (comma 1) sia indice della voluntas legislatoris di porre un'equivalenza tra le due forme di notificazione, a differenza della congiunzione condizionale “se” (comma 3) che indica chiaramente la subordinazione di tale modalità di notifica alle precedenti.

Il legislatore ha voluto dirimere un contrasto giurisprudenziale in seno allo stesso Giudice di legittimità che, in differenti occasioni, si era pronunciato a volte a favore altre contro tali modalità di notificazione (8).

Occorre sottolineare che la Suprema Corte, nell'intento di pervenire ad una composizione di tale contrasto, con la Sentenza Corte di Cassazione , Sezioni Unite, 4 giugno 2002 n. 8091 , ha statuito che: «... se la notificazione non può essere eseguita con le modalità di cui all'art. 145 comma 1, c.p.c. e nell'atto è indicata la persona fisica che rappresenta l'ente, si osservano ... le disposizioni degli artt. 138, 139 e 141 del c.p.c. ; se neppure l'adozione di tali modalità consente di pervenire alla notificazione, si procede con le formalità dell'art. 140 c.p.c. (...); ove neppure ricorrano i presupposti per l'applicazione di tale norma (...), e nell'atto sia indicata la persona fisica che rappresenta l'ente (la quale tuttavia risulti di residenza, dimora e domicilio sconosciuti), la notificazione è eseguibile, nei confronti di detto legale rappresentante, ricorrendo alle formalità dettate dall'art. 143 c.p.c.».

Il Supremo Consesso aveva così stabilito i diversi momenti del procedimento notificatorio e, in particolare, si era soffermata sulla possibilità di applicare anche gli articoli 140 e 143 del c.p.c., questi ultimi non espressamente richiamati dalla norma nel testo previgente la riforma.

L'intento legislativo va ravvisato nella semplificazione dell'attività notificatoria, recependo e superando le istanze che la giurisprudenza e la dottrina avevano rilevato nell'applicazione delle norme in oggetto, nell'ottica del contemperamento degli interessi in gioco.

Da un lato infatti vi è l'interesse ad un celere procedimento di notificazione degli atti per ragioni di semplificazione, efficacia ed economicità dell'attività stessa, dall'altro vi è l'interesse del destinatario dell'atto ad una seppur formale conoscenza dello stesso, di modo che quest'ultimo possa esercitare il suo diritto al contraddittorio in ordine al contenuto dell'atto che gli viene notificato.

In definitiva occorre assicurare la conoscenza legale dell'atto notificato, evitando, al contempo, che comportamenti meramente dilatori e strumentali, da parte del destinatario, impediscano il raggiungimento dello scopo della notifica.

2. Il tempo delle notificazioni.

Il legislatore ha delimitato il cd. tempo delle notifiche con il precipuo scopo di tutelare l'interesse al riposo e alla quiete dei soggetti interessati alla consegna dell'atto medesimo. Tuttavia, per ragioni di adattamento delle norme alla nuova realtà sociale, non si è posta più con il nuovo articolo 148 del c.p.c. la distinzione tra il periodo invernale e quello estivo, individuando un unico arco temporale durante il quale possono eseguirsi le notifiche.

Con la nuova norma la notifica potrà essere effettuata validamente dalle ore 7 alle ore 21 durante tutto l'anno; resta valida la disposizione di cui all' art. 47 disp. att. c.p.c. , che prevede l'obbligo di indicare l'ora dell'eseguita notificazione, da parte dell'Ufficiale Giudiziario, nel caso che la parte faccia istanza in tal senso.

3. Il Servizio Postale come strumento per la realizzazione della notifica

L'art. 149 del c.p.c. prevede la possibilità di avvalersi del servizio postale per l'esecuzione delle notifiche degli atti processuali. In particolare, va precisato che la disciplina delle notificazioni degli atti a mezzo posta è contenuta nella Legge 20 novembre 1982 n. 890 che all'art. 1, comma 1, stabilisce: « In materia civile, amministrativa e penale, l'ufficiale giudiziario può avvalersi del servizio postale per la notificazione degli atti , salvo che l'autorità giudiziaria disponga o la parte richieda che la notificazione sia eseguita personalmente ».

L'ermeneutica combinata delle due norme ci conduce ad un sistema ove il servizio postale diviene un modulo condizionato e generalizzato di notificazione. Infatti, salvo che la legge non vieti espressamente il ricorso a detta modalità, gli atti da notificare potranno, con il rispetto di alcune formalità ( speciali buste e moduli, per avvisi di ricevimento, entrambi di colore verde, conformi al modello prestabilito dall'Amministrazione postale), essere portati a conoscenza del destinatario, avvalendosi del predetto servizio.

3.1. Dall'unità al dualismo dei momenti notificatori

Il sistema previgente prevedeva, quale momento perfezionativo della notifica, la data di ricevimento dell'atto da parte del destinatario, determinando, nella prassi quotidiana, una serie di problematiche legate al fatto che molte notifiche venivano invalidate in conseguenza di eventi esterni alla sfera di azione del soggetto notificante (es. i ritardi del servizio postale). Infatti, in palese violazione dei principi costituzionalmente rilevanti di uguaglianza e di difesa, di cui agli articoli 3 e 24 della Costituzione, veniva penalizzato colui che, pur avendo agito nel rispetto dei termini previsti dalla legge, subiva le conseguenze negative di un procedimento notificatorio intempestivo, parzialmente sottratto ai suoi poteri d'impulso.

In merito è intervenuta la Corte Costituzionale , con la Sentenza 4 dicembre 2002 n. 477 , con la quale ha statuito che: « … gli effetti della notificazione a mezzo posta devono, dunque, essere ricollegati - per quanto riguarda il notificante - al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia alla consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, essendo la successiva attività di quest'ultimo e dei suoi ausiliari (quale appunto l'agente postale) sottratta in toto al controllo ed alla sfera di disponibilità del notificante medesimo …». La Consulta ha sancito così la scissione soggettiva del momento perfezionativo del procedimento notificatorio, sancendo l'illegittimità costituzionale delle norme in oggetto laddove « prevedono che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anziché alla data, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario ».

Il Giudice Costituzionale ha realizzato con il suo intervento additivo una maggiore equità nell'ambito del procedimento notificatorio, enunciando un principio sicuramente applicabile anche alle altre modalità di notificazione degli atti previste dal codice di rito. Infatti, il Giudice delle Leggi, è tornato a pronunciarsi in materia di notificazioni con la Sentenza 23 gennaio 2004 n. 28 , ove si precisa che: « gli artt. 138, 139, 140, 141, 143, 144, 145 e 146 - adoperando a proposito dell'attività di notificazione i verbi <<eseguire>>, <<fare>>, <<consegnare>> ed altri di portata equivalente - di certo non enunciano espressamente una regola contraria alla scissione fra i due momenti di perfezionamento e nemmeno mostrano di accogliere per implicito il principio del momento di perfezionamento unico »

La Corte ha infine precisato che, per il destinatario, resta fermo il principio del perfezionamento della notificazione solo alla data di ricezione dell'atto, attestata dall'avviso di ricevimento (9), con la conseguente decorrenza da quella stessa data di qualsiasi termine imposto al destinatario medesimo.

Recependo in toto le indicazioni della Corte Costituzionale, il Legislatore del nuovo art. 149 del c.p.c. ha previsto la scissione soggettiva dei momenti notificatori nell'ottica di un sistema volto al contemperamento dei diversi interessi in gioco, nel rispetto dei diritti costituzionalmente tutelati.

4. Conclusioni

Questo breve panorama sul procedimento notificatorio nei confronti delle persone giuridiche, senza pretese di esaustività, vuol essere un modesto contributo volto a far chiarezza su un istituto oggetto di una serie di interventi sia di natura legislativa (si pensi al disposto di cui all'art. 174 del D.Lgs. n. 196/2003) che giurisprudenziale.

L'esigenza di raggiungere un punto di equilibrio nella ponderazione degli interessi in contesa ha portato all'emanazione dei nuovi articoli 145, 147 e 149 del c.p.c., con i quali il Legislatore ha adeguato il diritto oggettivo alle necessità del fatto, che ancora una volta viene diacronicamente rilevato prima come mero fatto, poi come diritto vivente e infine come diritto positivo.

Avv. Emanuele Traversa


Note:

(1) Le modifiche sono evidenziate in grassetto.

(2) Il comma 3 è stato completamente riscritto, si riporta la versione precedente: « Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti e nell'atto è indicata la persona fisica che rappresenta l'ente, si osservano le disposizioni degli artt. 138, 139 e 141»

(3) Questo articolo è stato completamente riscritto, il testo previgente così disponeva: «Le notificazioni non possono farsi dal 1º ottobre al 31 marzo prima delle ore 7 e dopo le ore 19; dal 1° aprile al 30 settembre prima delle ore 6 e dopo le ore 20».

(4) Cfr. L. Montesano – G. Arieta , Diritto Processuale Civile, Vol. I, Giappichelli, Torino, 1999.

(5) La relazione di notifica è scritta dall'Ufficiale Giudiziario sia sull'originale che sulla copia consegnata. Le attestazioni ivi contenute fanno piena prova fino a querela di falso in relazione all'estrinseco.

(6) Vedi, nello stesso senso, anche Sentenza Corte di Cassazione, 24 febbraio 2004 n. 3620;

Sentenza Corte di Cassazione, 19 novembre 2003 n. 17512; T.A.R. Puglia, Sez. II, 15 giugno 2001 n. 1195.

(7) Così Corte di Cassazione, Sentenza 13 dicembre 1999 n. 13935.

(8) In merito si veda, per la tesi a favore della consegna nelle mani del legale rappresentante dell'ente ,con analogica estensione del principio di cui all'art. 138 del c.p.c, la Sentenza Corte di Cassazione 22 agosto 2002 n. 12373. Contra Sentenze Corte di Cassazione nn. 13409/2003 e 3549/2002.

(9) Nel caso che la data non risulti dall'avviso di ricevimento, o sia comunque incerta, occorre fare riferimento al bollo apposto dall'ufficio postale sull'avviso stesso.


Avv. Emanuele Traversa
Praticante legale
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