Nuovo Processo Civile: la scrittura privata è titolo esecutivo
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Articolo del 03/03/2006 Autore Avv. Emanuele Traversa Altri articoli dell'autore


1. Il nuovo art. 474 c.p.c.

Nulla executio sine titulo, recita il brocardo latino, rilevando che per poter procedere all'esecuzione coattiva di un'obbligazione occorre essere in possesso di un titolo, cioè di un documento dal quale risulti con precisione chi è il soggetto titolare del diritto incorporato nel titolo stesso.

Quest'ultimo avrà la possibilità di agire in via esecutiva, nel rispetto delle formalità previste dalla Legge.

Il 1° marzo 2006 sono entrate in vigore le nuove norme sul processo civile, introdotte dal Decreto-Legge 14 marzo 2005, cd. Decreto competitività, convertito, con modificazioni, dalla Legge 14 maggio 2005 n. 80. In primis va segnalato che ancor prima di entrare in vigore, le nuove disposizioni hanno subito qualche ritocco ad opera della Legge n. 263 del 28 dicembre 2005.

Tra le molteplici novità che andranno a mutare la fisionomia delle procedure esecutive, vorrei soffermarmi sul nuovo articolo 474 del c.p.c , il quale ha inserito, tra i titoli esecutivi prodromici all'esecuzione, la scrittura privata autenticata.

Il nuovo articolo recita: « L'esecuzione forzata non può avere luogo che in virtù di un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile.

Sono titoli esecutivi:

1) le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;

2) le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute , le cambiali, nonché gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la sua stessa efficacia;

3) gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli.

L'esecuzione forzata per consegna o rilascio non può aver luogo che in virtù dei titoli esecutivi di cui ai numeri 1) e 3) del secondo comma. Il precetto deve contenere trascrizione integrale, ai sensi dell'art. 480, secondo comma, delle scritture private autenticate di cui al numero 2) del secondo comma ».

Occorre stabilire che cosa s'intende per scrittura privata autenticata, onde capire qual è il nuovo titolo esecutivo di cui ci si potrà avvalere con la nuova disciplina.

2. La scrittura privata autenticata: brevi riflessioni

Il sintagma scrittura privata indica un documento contenente dichiarazioni di scienza o di volontà, firmato da una o più parti (sottoscrizione), il quale può essere redatto sia su un tradizionale supporto cartaceo, che avvalendosi delle nuove tecnologie informatiche.

L'autenticazione consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive.

In merito occorre precisare che nel concetto di scrittura privata rientrerà anche il cd. documento informatico , cioè l'estrinsecazione elettronica di atti, fatti ed altri elementi giuridicamente rilevanti. In particolare, va rilevato come già l'art. 15 della Legge 15 marzo 1997 n. 59 (cd. Bassanini I), avesse proceduto ad una sostanziale parificazione del documento informatico al documento cartaceo, considerandolo valido e rilevante a tutti gli effetti di legge.

Successivamente, è stato introdotto, nel nostro ordinamento, l'art. 10 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, come modificato dal D.Lgs. 10 gennaio 2002 n. 10, che al comma 3 dispone: « Il documento informatico, quando è sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica avanzata, e la firma è basata su di un certificato qualificato ed è generata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura, fa inoltre piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritto »

Con riguardo all'autenticazione, l'art. 24 del precitato D.P.R. n. 445/2000, prevede la possibilità che anche la firma digitale possa essere autenticata da un notaio o altro pubblico ufficiale. In concreto, quest'ultimo attesterà che la firma digitale è stata apposta in sua presenza apponendo, a sua volta, la propria firma digitale.

Ma qual è il valore della scrittura privata autenticata ?

Essa fa piena prova, fino a querela di falso , della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, ciò vuol dire che per contestarne la provenienza (profilo estrinseco) o le dichiarazioni contenute (profilo intrinseco), occorre instaurare un procedimento di querela di falso, nel quale si potrà contestare sia la provenienza che il contenuto della scrittura stessa. Tale procedimento rientra tra quelli di competenza esclusiva del Tribunale (art. 9 comma 2 del c.p.c.) e richiede l'intervento del Pubblico Ministero (art. 221 c.p.c.).

3. L'Unione Europea e i titoli esecutivi stragiudiziali

Al fine di consentire « la libera circolazione delle decisioni giudiziarie, delle transazioni giudiziarie e degli atti pubblici in tutti gli Stati membri senza che siano necessari, nello Stato membro dell'esecuzione, procedimenti intermedi per il riconoscimento e l'esecuzione » il Legislatore Comunitario ha emanato il Regolamento 21 aprile 204 n. 805, con il quale ha istituito un titolo esecutivo europeo.

In particolare, con la locuzione “titolo esecutivo europeo” , s'intende un atto rientrante nella fattispecie di cui all'art. 474 del c.p.c. italiano, il quale può essere utilizzato ai fini dell'esecuzione coattiva, a prescindere da qualsiasi dichiarazione di esecutività (si vedano gli articoli 24, comma 2 e 25 comma 2 del Regolamento CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004).

In merito è degna di nota anche una decisione, non più recente ma pur sempre valida, della Corte di Giustizia delle Comunità Europee , mi riferisco alla Sentenza 17 giugno 1999, Causa C260-97, Unibank A/S contro Flemming G. Christensen. Nella specie, la Corte di Giustizia si è pronunciata su due questioni pregiudiziali sollevate dalla Corte Federale Tedesca (Bundesgerichtshof) con ordinanza del 26 giugno 1997, statuendo che: « Un titolo di credito esecutivo in base al diritto dello Stato d'origine la cui autenticità non sia stata attestata da un'autorità pubblica o da qualsiasi altra autorità a ciò legittimata da tale Stato non costituisce un atto autentico ai sensi dell'art. 50 della Convenzione 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, come modificata dalla Convenzione 9 ottobre 1978, relativa all'adesione del Regno di Danimarca, dell'Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e dalla Convenzione 25 ottobre 1982, relativa all'adesione della Repubblica Ellenica ».

Risulta evidente alla luce di quanto appena riportato che l'orientamento italiano si discosta da quello prevalente in ambito europeo, infatti quest'ultimo è orientato nel senso del riconoscimento del valore di titolo esecutivo all'atto pubblico piuttosto che alla scrittura privata sebbene autenticata. Tuttavia, è noto come nel rispetto generale dei criteri individuati a livello sopranazionale, il diritto interno presenti delle zone di movimento più o meno ampie.

4. Sulle formalità necessarie per ottenere la soddisfazione del credito

Abbiamo visto come una volta in possesso della scrittura privata autenticata, il creditore possa procedere all'instaurazione di un processo esecutivo nei confronti del proprio debitore, occorre però che vengano correttamente poste in essere alcune operazioni di rito, onde condurre la procedura verso il suo obiettivo fisiologico: la soddisfazione del credito.

Il nuovo art. 474 c.p.c., dispone che la scrittura privata autenticata è un valido titolo esecutivo solo con riferimento alle obbligazioni di somme di denaro, quindi la stessa non potrà essere utilizzata, ad esempio, per la consegna di una cosa o per il rilascio di un immobile, tuttavia il Legislatore concede uno strumento in più per poter accedere all'esecuzione coattiva in ambito civile.

Inoltre la norma ha previsto l'onere della trascrizione integrale del titolo de quo sull'atto di precetto, rinviando all'art. 480 comma 2 del c.p.c., che dispone: « Il precetto deve contenere a pena di nullità l'indicazione delle parti , della data di notificazione del titolo esecutivo se questa è fatta separatamente, o la trascrizione integrale del titolo stesso, quando è richiesta dalla legge. In quest'ultimo caso l' ufficiale giudiziario , prima della relazione di notificazione, deve certificare di avere riscontrato che la trascrizione corrisponde esattamente al titolo originale ».

Alla luce di quanto sopra, occorrerà la trascrizione integrale della scrittura privata nell'atto di precetto e l'Ufficiale Giudiziario dovrà certificare la corrispondenza tra l'atto trascritto e quello in possesso dell'intimante (certificazione di conformità all'originale), analogamente a quanto era già previsto in materia di cambiale.

In sintesi:

• dal 1° marzo 2006 anche la scrittura privata autenticata avrà efficacia di titolo esecutivo;

• la validità di titolo esecutivo sarà limitata alle obbligazioni di somme di denaro;

• la scrittura privata deve essere integralmente trascritta nell'atto di precetto.


Avv. Emanuele Traversa
Praticante legale
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