Il subcontratto
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Articolo del 26/02/2006 Autore Dott.ssa Michela Berzeri Altri articoli dell'autore


Il subcontratto è una figura giuridica distinta rispetto alla cessione del contratto. Infatti, nel subcontratto avviene un “reimpiego” dalla posizione contrattuale derivante dal contratto base, nel senso che il titolare della posizione passiva nel contratto base assume la posizione attiva nei confronti del subcontrante. Ad esempio, nel caso della locazione colui che figura come conduttore diviene locatore rispetto al subconduttore.

La stipulazione del subcontratto non comporta l'automatico venir meno del contratto base, per cui permane il rapporto contrattuale originario; ne consegue che il sublocatore, ad esempio, è conduttore del contratto base di locazione.

Il codice civile prevede espressamente la sublocazione all'art. 1594, la cui disciplina specifica si rinviene nella legge 27 luglio 1978, n° 392, il subappalto all'art. 1656, la subenfiteusi, peraltro per vietarla, all'art. 968 e il subaffitto all'art. 1624. La dottrina ritiene che il legislatore abbia ammesso, seppure non esplicitamente, anche il submandato all'art. 1717 c.c. e che sia possibile stipulare altri subcontratti sia nell'ambito dei contratti ad effetti obbligatori, come il subdeposito o il subtrasporto, sia nell'ambito dei contratti innominati e atipici quali il subleasing.

L'elemento caratterizzante di queste figure giuridiche consiste nel legame inscindibile con il contratto base, nel senso che il subcontratto non sopravvive ad esso qualora sia invalidato o risolto oppure sia giunto a scadenza, in quanto sussiste un rapporto di stretta dipendenza e derivazione. La giurisprudenza ha affermato che dalla natura di contratto derivato propria del subcontratto, deriva quale conseguenza inevitabile che la sorte di detto contratto è condizionata a quella del contratto principale; ne proviene che in caso di subappalto, con riguardo all'opera eseguita dal subappaltatore, l'accettazione senza riserve da parte dell'appaltatore resta comunque condizionata dal fatto che anche il committente accetti a sua volta l'opera senza riserva (Cass. Civ., II sez., 11 agosto 1990, n° 8202) .

Inoltre, tra il contratto base e il subcontratto sussiste una coincidenza di natura oggettiva tra il contenuto del primo e quello del secondo, ciò a prescindere dal fatto che il subcontraente ne sia o meno consapevole; infatti, il subcontratto è un contratto di natura derivata che discende dall'incontro di volontà tra i contraenti originari, in quanto non si realizza alcun incontro di volontà tra il titolare della posizione attiva del contratto base (ad es. il mandante) e il subcontraente titolare della posizione passiva (ad es. il submandatario). Qualora venga meno il rapporto contrattuale base, come in caso di morte del mandatario, si verifica l'estinzione anche del subcontratto, perché viene meno il soggetto nei cui confronti il mandante aveva riposto la sua fiducia (Cass. Civ, sez. III, 11 luglio 1987, n° 6061) .

Il subcontratto non opera il trasferimento della posizione contrattuale da un soggetto ad un altro come avviene nella cessione, ma al contratto base se ne aggiunge un altro che però ha ad oggetto le posizioni giuridiche che derivano dal primo.

Elemento comune tra il subcontratto e la fattispecie negoziale della cessione di contratto è il necessario consenso del creditore della prestazione nel primo caso o del ceduto nel secondo; tuttavia, in caso di subcontratto il consenso ha rilevanza esterna, nel senso che ha solo la funzione di evitare che il comportamento del debitore costituisca inadempimento.

Dal codice civile l'unica norma di carattere generale che si ricava in materia di subcontratto è l'azione diretta che spetta al creditore della prestazione nel contratto base nei confronti del titolare della posizione passiva nel subcontratto. Infatti, il locatore ha azione diretta contro il subconduttore per ottenere il pagamento del prezzo della sublocazione e per costringerlo ad adempiere tutte le altre obbligazioni derivanti dal contratto di sublocazione (art. 1595 c.c); anche nel mandato il mandante può agire direttamente contro la persona sostituita dal mandatario (art. 1717, 4° comma).

Il fondamento di questa azione diretta sta nella circostanza che è il subcontraente ad eseguire la prestazione nell'interesse del mandante ed è il subconduttore che si sostituisce al conduttore originario nel godimento del bene di proprietà del locatore.

Il caso della rialienazione di un bene non rientra nella fattispecie del subcontratto; in questa ipotesi il compratore conclude un altro contratto di compravendita avente ad oggetto il medesimo bene; alcuni hanno ritenuto che al primo venditore potrebbe spettare azione diretta contro il subacquirente per ottenere il pagamento del prezzo almeno nei limiti in cui sia inadempiente l'acquirente originario. Ma si è obiettato che la compravendita è un contratto ad effetti reali immediati, per cui il trasferimento avviene al momento della manifestazione del consenso e la seconda alienazione è un autonomo atto dispositivo del diritto rispetto alla precedente.


Bibliografia.

Bianca, Diritto Civile vol. III , 715-730.

Gazzoni, Manuale di diritto privato , 1013-1018.

Scialoja Branca, Comm. Cod. Civ. art. 2558, 2559 e 2560 .


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