Finanziaria 2006: condoni fiscali e nodi da sciogliere
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Articolo del 07/01/2006 Autore Andrea Vetrano Altri articoli dell'autore


Nel sistema normativo che regola il nuovo istituto dell'adeguamento è previsto, in particolare, una norma determinante nella scelta di convenienza sull'adesione o meno dell'istituto in oggetto.

Tale disposizione è contenuta nel comma 516 della finanziaria 2006. Il comma 516 recita testualmente: l'accettazione della proposta di adeguamento di cui al comma 510 esclude la rilevanza a qualsiasi effetto delle eventuali perdite risultanti dalla dichiarazione. E' pertanto escluso e, comunque inefficace il riporto a nuovo delle perdite. E' altresì escluso il riporto al periodo d'imposta successivo del credito d'imposta sul valore aggiunto risultante dalle dichiarazioni relative ai periodi d'imposta oggetto di definizione, nonché il rimborso risultante dalle medesime dichiarazioni.

In sostanza la disposizione in esame fa decadere il contribuente dalla possibilità di usufruire dei vantaggi fiscali che scaturiscono dalle perdite fiscali e dal credito Iva.

Perdite fiscali

Preliminarmente, si ritiene opportuno chiarire sinteticamente le diverse modalità di utilizzo delle perdite fiscali. All'uopo occorre distinguere:

•  persone fisiche titolari di reddito d'impresa in regime di contabilità semplificata e utilizzabile per compensare redditi di altre categorie;

•  persone fisiche titolari di reddito d'impresa che possono aver compensato la perdita con reddito derivante da partecipazione in società di persone o in società di capitali trasparenti in regime di contabilità ordinaria;

•  contribuenti titolari di reddito d'impresa in regime di contabilità ordinaria che possono aver utilizzato la perdita secondo l'art.84 del TUIR.

Fatta questa dovuta premessa vediamo di schematizzare i principali effetti derivanti “dall'irrilevanza delle perdite fiscali”. Nel corso del biennio 2003-2004, il contribuente potrebbe trovarsi in una delle seguenti situazioni:

•  utilizzo di perdite di periodi precedenti;

•  perdite realizzati nei periodi oggetto di definizione e utilizzati nei periodi medesimi;

•  perdita generata nel 2003 e utilizzata nel 2004;

•  perdite riportabili a nuovo e utilizzabile dal periodo d'imposta 2005;

Riguardo a quest'ultimo caso le disposizioni sanciscono l'inefficacia del riporto a nuovo delle perdite, pertanto, chi aderisce perde la possibilità di utilizzare le perdite nei periodi successivi.

Più problematica risulta inquadrare correttamente gli altri casi sopra individuati. Si possono individuare due diverse ipotesi:

•  1° ipotesi: rideterminazione delle imposte relative ai periodi in cui si sono utilizzate le perdite. Se per esempio nell'Unico 2004 è stato dichiarato un reddito di euro 30.000 e sono state utilizzate perdite per 20.000, bisognerà rideterminare le imposte in base ad un reddito di 50.000 euro e versare la differenza in base alle ordinarie aliquote, oltre alle imposte sostitutive sui maggiori ricavi fissati nella proposta dell'Agenzia delle Entrate.

•  2° ipotesi: sommare le perdite fiscali utilizzate nei periodi di definizione ai maggiori ricavi determinando la base di calcolo su cui applicare le aliquote dell'imposta sostitutive; riprendendo l'esempio di sopra i 20.000 euro della perdita fiscale andranno sommati ai maggiori ricavi.

Quest'ultima ipotesi si ritiene la più realistica, oltre che la più indolore e la più semplice, infatti evita al contribuente di rivedere le dichiarazioni degli anni precedenti.

Credito Iva

Per quanto concerne il credito Iva scaturito dalle dichiarazioni dei periodi d'imposta oggetto di definizione, le disposizione in esame escludono il riporto del credito al periodo d'imposta successivo. In concreto, il contribuente che accetta di adeguarsi perde il credito Iva e il diritto di rimborso se è stato chiesto. Le dichiarazione interessate sono l'Unico 2004 e l'Unico 2005.

Quindi il credito Iva scaturito nell'Unico 2004 se è stato utilizzato a compensazione nel corso del 2004 o a scomputo dei debiti Iva 2004 dovrà essere riversato. Alle stesse conclusioni si perviene relativamente al credito Iva dell'Unico 2005. L'eventuale residuo del credito verrà definitivamente perso.

Conclusioni

L'esame delle disposizioni evidenziano dei vincoli penalizzanti per i contribuenti che intendono aderire all'adeguamento dei redditi 2003-2004, principalmente per coloro che hanno dichiarato in tali periodi un credito Iva. Si vuole sottolineare, che spesso il credito Iva origina da investimenti produttivi volti magari al rinnovamento della propria capacità produttiva, pertanto molte aziende si vedranno costrette a rinunciare alla definizione dei redditi pregressi. Certamente un celere intervento dell'Agenzia delle Entrate risulta necessario per tracciare le linee guida dei nuovi istituti, ma un intervento normativo volto ad escludere la perdite del credito Iva originato da acquisti di beni strumentali avrebbe favorito l'accesso all'istituto dell'adeguamento ad una maggiore platea di contribuenti.


Andrea Vetrano
Consulente d'impresa

a.vetrano@libero.it
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