Commissione tributaria regionale del Veneto: giurisprudenza
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Articolo del 25/10/2005 Autore Redazione Altri articoli dell'autore


Commissione tributaria regionale del Veneto
Rassegna giurisprudenziale del 25 ottobre 2005


Estremi: n. 41/01/05 del 10 giugno 2005, depositata il 24 settembre 2005
Argomento: Riscossione - Ici - Mancata comunicazione dell'avvenuto sgravio al Concessionario

La controversia trae origine da una cartella di pagamento contenente la richiesta di pagamento dell'Ici relativa alle annualità 1995, 1996 e 1997. L'atto in parola, impugnato dal contribuente per nullità derivante dalla mancanza di sottoscrizione, di motivazione e di indicazione dell'organo cui ricorrere, oltre che per inesistenza della pretesa in esso contenuta, veniva successivamente annullato in autotutela dal Comune, che, però, non dava tempestiva notizia dell'avvenuto sgravio al Concessionario per la riscossione.
La sentenza con cui i giudici di primo grado avevano accolto il ricorso del contribuente - disponendo la restituzione delle somme nel frattempo pagate dallo stesso, al quale venivano altresì riconosciute le spese del giudizio - è stata impugnata da tutte le parti convenute in primo grado e, precisamente, dal Comune per vedere riconosciuta la cessazione della materia del contendere e riformata la condanna alle spese, e dal Concessionario per il riconoscimento della legittimità del proprio operato.
Investita della descritta problematica, la Commissione tributaria regionale del Veneto, in parziale riforma della pronuncia di primo grado, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a motivo dell'intervenuto sgravio del ruolo contenuto nella cartella di pagamento, condannando il Comune al pagamento delle spese di giudizio, giustificate dalla grave carenza formale consistente nella mancata comunicazione al Concessionario dello sgravio disposto.

Estremi: n. 43/03/05 del 14 luglio 2005, depositata il 31 agosto 2005
Argomento: Condono ex articolo 16, legge n. 289/2002 - Definizione del ricorso avvero avviso di rettifica - Estensione degli effetti sulle sanzioni richieste agli amministratori
Nel caso in cui una società si avvalga della definizione di una lite originatasi a seguito dell'impugnativa promossa avverso un avviso di rettifica, gli effetti della sanatoria si estendono anche sulle sanzioni, al cui pagamento erano obbligati in solido gli amministratori a norma dell'articolo 98 del Dpr n. 602/1973 (nel testo in vigore all'epoca dei fatti).
Sulla base di tale assunto, la Commissione tributaria regionale del Veneto ha dichiarato estinto per cessata materia del contendere il giudizio promosso dagli amministratori di una società destinataria di un avviso di rettifica ai fini Iva, ai quali era stato notificato lo stesso atto limitatamente agli aspetti sanzionatori. Ciò, in quanto la società destinataria dell'atto - che lo aveva impugnato ricorrendo alle commissioni tributarie - si era avvalsa della definizione della lite di cui all'articolo 16 della legge n. 289/2002, con conseguente perdita di efficacia dell'avviso di rettifica originariamente impugnato e delle obbligazioni a esso connesse, ivi comprese quella - posta a carico anche degli amministratori - relativa al pagamento delle sanzioni.

Estremi: n. 39/08/05 dell'8 giugno 2005, depositata il 12 ottobre 2005
Argomento: Irpef - Accertamento in capo ai soci di maggior reddito per distribuzione di utili

Qualora a carico di una società di capitali a ristretta base azionaria vengano accertati redditi superiori a quelli dichiarati, è legittima la presunzione che gli stessi siano stati distribuiti ai soci in proporzione alla rispettiva quota di partecipazione, restando ai soci provare l'eventuale diversa destinazione di tali maggiori introiti accertati in capo alla società.
Tale assunto, sostenuto dall'Agenzia delle Entrate e più volte affermato da autorevole giurisprudenza, è stato condiviso dalla Commissione tributaria regionale del Veneto, che, con la sentenza in esame, ha ritenuto legittimo l'accertamento con cui l'ufficio aveva rettificato il reddito di partecipazione dichiarato da una contribuente, imputando alla stessa quota parte del maggior reddito d'impresa accertato in capo alla partecipata società di cui la contribuente era socia al 25 per cento; il tutto in considerazione del riscontrato carattere di ristretta base azionaria della società in parola.

Estremi: n. 51//03/05 del 22 settembre 2005, depositata il 13 ottobre 2005
Argomento: Condono ex articolo 16, legge n. 289/2002 - Applicazione della sanatoria al giudizio promosso avverso un avviso di rettifica e liquidazione delle imposte afferenti la donazione della nuda proprietà di un immobile di interesse storico

L'avviso di rettifica e liquidazione delle imposte dovute in relazione a un atto di donazione della nuda proprietà di un immobile di interesse storico artistico, con cui l'ufficio non ha ritenuto applicabile, ai fini della quantificazione delle imposte dovute, la disciplina prevista in tema di immobili storici costituisce un atto impositivo suscettibile di definizione ai sensi dell'articolo 16 della legge n. 289 del 2002.
La Commissione tributaria regionale del Veneto ha, pertanto, ritenuto legittima l'impugnativa promossa dal contribuente avverso il diniego di condono emesso dall'ufficio (sul presupposto che l'atto fosse di mera liquidazione dei tributi dovuti), dichiarando conseguentemente estinto il giudizio.

Manuela Norcia

Fonte: Manuela Norcia - www.fiscooggi.it


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