Gli appalti privati
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Articolo del 11/09/2005 Autore Dott. Alessandro Allaria Altri articoli dell'autore


Del dott. Alessandro Allaria
Giurista di impresa
www.contrattiesocieta.com



L’attività di impresa può avere una duplice funzione e cioè essere finalizzata alla produzione di bene e servizi onde soddisfare le esigenze del mercato in generale, ovvero può riguardare la richiesta di un singolo cliente. Nella seconda ipotesi una delle fattispecie negoziali maggiormente adoperate è quella dell’ appalto che rientra nella categoria dei contratti di lavoro, avente per oggetto la prestazione di una attività professionale.

Precisamente viene definito dal codice civile come quel contratto mediante il quale un parte assume, con l’organizzazione dei mezzi necessari propri e gestendone il relativo rischio, il compimento di un opera o di un servizio in cambio di un corrispettivo in denaro.

La prestazione a cui si obbligo l’appaltatore è di risultati, a differenza di quella del professionista che è di mezzi. Il principale rischio che l’impresa appaltatrice si assume è di non riuscire a coprire mediante il corrispettivo pattuito i costi di realizzazione dell’opera o del servizio. Il corrispettivo può essere determinato “a corpo” e cioè per l’opera nella sua complessità ovvero “a misura” qualora la prestazione dell’appaltatore risulti frazionabile in unità che soddisfano autonomamente un interesse per le esigenze del committente : per entrambe condizione imprescindibile è il superamento della fase c.d. di collaudo avente ad oggetto la verifica e l’accettazione dell’opera. La verifica rappresenta contemporaneamente un diritto ed un onere per il committente, in quanto ha la facoltà di accertare la conformità dell’opera o servizio alle indicazioni fornite e, qualora tralasci di avvalersi di questa sua prerogativa senza giustificato motivo, tale comportamento equivale ad accettazione con la consequenziale perdita di ogni garanzia.

Una peculiare tipologia di tale negozio si riscontra nel c.d. “appalto a regia” dove l’appaltatore svolge l’incarico sotto la direzione del committente, che in tal modo ne assume anche la relativa responsabilità ed i rischi connessi.

L’appalto si differenzia dalla vendita per quel che concerne l’oggetto della prestazione che costituisce un “facere” anziché un “dare”: nella prassi sorgono delle problematiche ermeneutiche in presenza di situazioni non immediatamente inquadrabili in una delle due fattispecie per la contemporanea presenza dei rispettivi elementi rappresentativi. Il criterio di discernimento adottato dalla giurisprudenza è quello di ricercare la soluzione nella individuazione di quelli che sono gli elementi di prevalenza.
Dott. Alessandro Allaria
Formazione e consulente legale

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