Scambio banners e scambio links: profilo IVA
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 02/08/2005 Autore Paolo Malagoli Altri articoli dell'autore


La vasta diffusione dell'accesso ad internet presso imprese e famiglie ha evidenziato quale ampia arena pubblicitaria sia la rete web, dotata peraltro di particolari veicoli suoi propri per la diffusione dei messaggi di promozione commerciale.

In primis i c.d. “banners” inseriti nelle pagine dei siti web, che possono essere paragonati agli ordinari manifesti o striscioni pubblicitari, con l'ulteriore possibilità, rispetto a questi ultimi, di deviare la navigazione dell'utente direttamente verso la “vetrina virtuale” dell'inserzionista, nell'arco di pochi secondi.

Il presente scritto vuole soffermarsi su di una particolare fattispecie frequentemente utilizzata per attuare campagne pubblicitarie: il c.d. “scambio banners”.

In concreto sono coinvolti almeno due soggetti imprenditori (poniamo A, proprietario del sito web A, e B, proprietario del sito web B), che vicendevolmente inseriscono i rispettivi “banners” in appositi spazi messi a disposizione sui propri siti web (“banner” di B sul sito di A e “banner” di A sul sito di B) generando un traffico di navigatori reciproco.

Spesso tali scambi vengono attuati “1:1” (una apparizione contro una apparizione), cioè senza conguagli in denaro, ma nulla vieta che nelle condizioni contrattuali ciò possa essere previsto, ad esempio nel caso in cui i due siti web abbiano diverso “peso” in termini di traffico generato, o lo scambio venga effettuato in proporzioni diverse da quella 1:1, od ancora gli striscioni abbiano dimensioni e/o visibilità differente.

Valutare questa fattispecie, alla luce delle vigenti disposizioni del D.P.R. 633/72, significa prioritariamente capire quale sia il contratto scaturente da uno scambio di tal specie.

Nel caso di perfetta reciprocità (quanto sopra definito con “1:1”) ci si trova di fronte ad un contratto per la prestazioni di servizi con prestazioni corrispettive di carattere permutativo.

Un'apposita norma disciplina l'imponibilità ad I.V.A. del descritto negozio giuridico:

“ Art. 11, c.1, D.P.R. 633/72 (Operazioni permutative e dazioni in pagamento).

Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in corrispettivo di altre cessioni di beni o prestazioni di servizi, o per estinguere precedenti obbligazioni, sono soggette all'imposta separatamente da quelle in corrispondenza delle quali sono effettuate”.

Viene dunque implicitamente stabilito il divieto di compensazione, sotto il profilo I.V.A., delle operazioni reciproche componenti la fattispecie contrattuale. Ogni operazione è dunque autonomamente soggetta all'imposta: il servizio di ospitalità del “banner” di B sul sito di A e viceversa.

Assodato dunque che tale negozio giuridico rientri pienamente nel campo di applicazione dell'imposta, residua ora da determinare con quali modalità.

L'individuazione della base imponibile è disciplinata dalla stessa normativa che recita:

“ Art. 13, D.P.R. 633/72 (Base imponibile).

La base imponibile delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi è costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o prestatore secondo le condizioni contrattuali, compresi gli oneri e le spese inerenti all'esecuzione e i debiti o altri oneri verso terzi accollati al cessionario o al committente, aumentato delle integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti da altri soggetti.

Agli effetti del comma precedente i corrispettivi sono costituiti:

d) per le operazioni permutative di cui all'art. 11, dal valore normale dei beni e dei servizi che formano oggetto di ciascuna di esse;

…”

Dunque anche in questo caso il Legislatore dispone un riferimento specifico, per quanto possibile vista l'ovvia generalità dei casi che una norma deve saper regolare,: il riferimento al c.d. “valore normale” dei servizi prestati (la pubblicazione del “banner”).

Approfondendo quale sia il concetto di valore normale ai fini dell'Imposta sul valore aggiunto, viene in soccorso anche in questo caso un articolo del citato testo legislativo:

“ Art. 14, D.P.R. 633/72 (Determinazione della base imponibile).

Per valore normale dei beni e dei servizi si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per beni o servizi della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui è stata effettuata l'operazione o nel tempo e nel luogo più prossimi. Per la determinazione del valore normale si fa riferimento, in quanto possibile, ai listini o alle tariffe dell'impresa che ha fornito i beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini della camera di commercio più vicina, alle tariffe professionali e ai listini di borsa.”

L'applicazione concreta del principio del valore normale non può che fare riferimento ai prezzi normalmente praticati dai rispettivi proprietari dei siti internet per ospitare (senza reciprocità e quindi senza scambio) “banner” di uguale dimensione, nella medesima ubicazione (home page, pagina interna, header, footer, colonna sinistra o destra) sul proprio sito web.

Se l'attuazione di scambi “banner” fosse invece la sola modalità in cui un sito ospitasse gli striscioni pubblicitari di terzi inserzionisti, non si potrebbe che fare riferimento ai prezzi mediamente praticati da siti web che abbiano le medesime caratteristiche del sito ospitante e con attenzione ad eguali modalità e frequenza espositiva.

Per determinare il momento impositivo ai fini dell'imposta sul valore aggiunto si può infine fare utile riferimento alla prassi ministeriale che, nella ris. Min. n. 361107 del 24 luglio 1986, lo ha individuato nel momento in cui si verifica l'adempimento dell'obbligazione (atto di pubblicazione del “banner”).

Dunque, esaminati i contenuti del D.P.R. 633/72, discende che le due operazioni contenute nel negozio giuridico di “scambio banners” sono assoggettate ad I.V.A. autonomamente, la base imponibile di ciascuna operazione è data dal “valore normale” della prestazione, cioè con riferimento al prezzo normalmente praticato dal proprietario del sito web ospitante per analoghi inserimenti di “banner” pubblicitari. Da ciò discende consequenzialmente che devono essere adempiuti in modo ordinario tutti le altri obblighi previsti dal testo regolamentare I.V.A. (fatturazione, registrazione…).

Volendosi soffermare nell'ambito degli strumenti web di promozione commerciale, resta infine da chiedersi se al pari dello “scambio banners” anche lo “scambio links” sia da considerarsi quale servizio di natura pubblicitaria (o di sponsorizzazione) e dunque debba rientrare a pieno titolo nella medesima disciplina ai fini dell'Imposta sul valore aggiunto.

E' bene esaminare prioritariamente cosa sia un link.

Semplificando, un “link” è un collegamento ipertestuale, cioè un collegamento attivabile con semplice pressione del mouse che rimanda ad un'altra pagina web od ad una parte della stessa.

A differenza del “banner”, un “link” è privo del contenuto grafico-artistico, risultando unicamente composto da una serie di parole scritte in modo ordinario, eventualmente in forma di slogan.

Evidente è dunque la comune capacità di “banner” e “link” di rimandare alla vetrina virtuale (sito web) di un inserzionista che abbia posizionato tale collegamento su di una pagina di terzi, attuando lo scambio.

Si è dunque di fronte alla medesima capacità di reindirizzamento riconosciuta ad un “banner”. E' invece meno presente la capacità di stimolo emozionale che riesce ad essere meglio veicolato dal contenuto grafico-artistico proprio del “banner”.

Non mi sembra quindi che possano essere individuate differenze particolari o comunque sufficienti a delineare una differente disciplina I.V.A. rispetto a quella precedentemente esposta per il normale scambio “banner”.

Sarebbe comunque auspicabile un intervento dell'Agenzia delle Entrate che affronti organicamente e con la dovuta attenzione la vasta materia del business on line, di cui lo “scambio banners o links” è solo una piccola parte.

 

Paolo Malagoli
Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Como www.commercialistacomo.com



Paolo Malagoli
Dottore Commercialista e Revisore Contabile

www.commercialistacomo.com
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: fisco

» Tutti gli articoli su overlex in tema di fisco

Siti di interesse per l'argomento: fisco

» Visure camerali on line
Visure, bilanci, protesti on line

» www.legalefiscale.it
News e articoli in materia fiscale






Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading