Assegno di mantenimento: libri scolasciti - spese straordinarie
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Articolo del 29/03/2013 Autore Avv. Francesca Vecchiato Altri articoli dell'autore


 I libri scolastici rientrano nel novero delle cosiddette spese straordinarie?


Uno dei principali problemi in sede di separazione e/o divorzio riguarda senz’altro la corretta individuazione di cosa intendano i giudici, quando nei provvedimenti temporanei ed urgenti ex art. 708 c.p.c. o nella sentenza che definisce il procedimento, fissano oltre a un determinato contributo al mantenimento la corresponsione delle cosiddette spese straordinarie nella diversa misura del 50%, 75% o 100% tra i coniugi.

Problema che sorge anche in conseguenza del silenzio del legislatore, il quale, non detta alcuna disposizione destinata ad elencare e distinguere precisamente le spese attinenti al soddisfacimento dei bisogni della prole, differenziando tra “spese ordinarie” e “spese e straordinarie”.

Invero gli artt. 147 e 155 del Codice Civile  impongono ai genitori separati l’obbligo di provvedere al mantenimento dei figli, adempiendo alle prestazioni volte al soddisfacimento di tutte le loro esigenze e i loro bisogni.

Tale obbligo impone ai genitori di far fronte ad una molteplicità di esigenze dei figli, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma inevitabilmente estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla adeguata predisposizione – fin quando la loro età lo richieda – di una stabile organizzazione domestica idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

In assenza di uno specifico accordo tra i genitori, è pertanto il Giudice a statuire, tramite un provvedimento, che ciascuno di essi dovrà provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito (si veda a tal proposito una per tutte la sentenza Cass. Civ. sez. I n. 19040/2003), corrispondendo anche la somma relativa alle cosiddette spese straordinarie, di norma suddivise al 50% tra i coniugi.

È infatti evidente che tali spese non possano mai ritenersi comprese in modo forfettario all’interno della somma da corrispondersi con l’assegno periodico, ciò andrebbe certamente ad arrecare pregiudizio al minore  (si veda sul punto Cass. Civ. n. 9372/2012).

Soltanto nei casi in cui le parti o il Tribunale non abbiano previsto le spese di natura straordinaria, l’assegno di mantenimento deve ritenersi comprensivo anche di queste.

Ciò nonostante, poiché ad oggi, non esiste ancora né in dottrina né in giurisprudenza una esatta determinazione di quelle spese che possono ritenersi “straordinarie”, la questione nelle aule di tribunale è quanto mai dibattuta.

L’interpretazione giurisprudenziale conduce a qualificare straordinarie le spese che non rientrano nella corresponsione mensile imposta dal Giudice, in quanto scaturenti da “necessità occasionali” o “imprevedibili” frutto in ogni caso di reali talvolta straordinarie esigenze della prole.

Copiosa giurisprudenza di legittimità (ex multis Cass. Civ. 7672/1999; Cass. Civ. 6201/2009; Cass. Civ. 23411/2009)  individua come spese ordinarie tutte quelle spese necessarie per soddisfare i bisogni quotidiani dei minori, mentre  per  straordinarie  tutte  quelle  spese  non  prevedibili, che non rientrano nella consuetudine e nelle normali esigenze di vita dei figli e di non lieve entità rispetto ai redditi dei genitori.

Sulla base di queste specifiche pronunce  si potrebbe quindi affermare che le spese scolastiche, con preciso riferimento all’acquisto dei testi,  non dovrebbero rientrare tra le spese cosiddette straordinarie in quanto non derivano esplicitamente da “avvenimenti o scelte che trascendono le normali e prevedibili esigenze di vita quotidiana” della prole.

Infatti secondo una recente ordinanza di un Giudice di Milano, rientra nella definizione di “spesa scolastica” e quindi ordinaria,  ogni spesa che riguarda in modo diretto l’attività scolastica, intesa in senso ampio.

Si deve trattare di spese imposte dall’istituto scolastico,  per finalità scolastiche, rientrando in tale accezione anche le occasioni di istruzione (viaggi) con partecipazione totale.

Le spese scolastiche straordinarie dovrebbero ricomprendere esclusivamente  l’acquisto di materiale del tutto eccezionale rispetto a quello che ordinariamente viene utilizzato per lo svolgimento dell’attività scolastica.

Vi potrebbe rientrare,  ad esempio,  il pagamento della tassa per l’eventuale   mezzo di trasporto, la tassa della mensa, il prezzo di un eventuale vacanza di studio all’estero e sicuramente le tasse relative all’Università.

Laddove i libri scolastici, invece, riguardino un indirizzo di studi già concordato e prescelto dai genitori, difficilmente si potrà parlare di spese imprevedibili o frutto di necessità occasionali.

Analogamente  la Suprema Corte di Cassazione (Cass. Civ. 925/2005) si è espressa  in tema di spese mediche.

Infatti secondo  la Corte le spese mediche ordinarie sono ricompresse nell’assegno di mantenimento, quelle determinate da eventi eccezionali della vita, attinenti dunque a patologie mediche imprevedibili o molto costose, rientrano tra quelle straordinarie.

La giurisprudenza ha tuttavia elaborato anche un orientamento del tutto opposto, sulla base del quale la somma versata per l’acquisto dei testi scolastici dovrebbe rientrare nel novero delle spese straordinarie posto il fatto che si tratterebbe di acquisto si necessario, ai fini dell’istruzione della prole, ma particolare e non suscettibile, anticipatamente, di esatta determinazione.

Una sentenza del Tribunale di Bologna (22 maggio 2006 n. 1210) ha infatti obbligato un padre a rimborsare alla madre – o eventualmente anticipare – il 50% delle spese straordinarie da intendersi come “spese mediche non mutuabili, spese scolastiche (testi scolastici, gite ed eventuale fondo di classe) …”.

 

 

 

 

 

 

Tuttavia secondo un costante orientamento della Suprema Corte laddove nella sentenza di separazione venga espressamente indicato l’obbligo per il coniuge non affidatario di versare la metà o i due terzi delle spese straordinarie mediche, scolastiche e sportive, sicuramente l’acquisto dei testi scolastici non può rientrare nel quantum dell’assegno mensile.

 

Ciò nonostante la questione attinente l’esatta determinazione delle spese straordinarie in sede di separazione e/o divorzio rimane ancora una questione aperta, molto spesso lasciata alla mera discrezionalità dello stesso Giudice.

 

Si rendono pertanto necessari accordi tra gli stessi coniugi in merito alla esatta individuazione di quelle spese che non possono rientrare nel contributo economico mensile, o in alternativa, e questa appare senz’altro la strada più utile da percorrere, dare vita, nei diversi tribunali, a dei protocolli di intesa tra gli uffici giudiziari e gli avvocati esperti in diritto di famiglia, come peraltro si è già iniziato a  fare.


Avv. Francesca Vecchiato
Avvocato
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