Illecito sportivo: il consenso dell’avente diritto - art. 50 c.p. - aggressione - rischio consentito - Cassazione n. 42114/2011
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Articolo del 05/03/2013 Autore Dott.ssa Silvia Di Iorio Altri articoli dell'autore


L’art. 50 c.p. recita: “Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, col consenso della persona che può validamente disporne”. Si tratta di quella scriminante ispirata al tradizionale principio volenti et consentienti non fit iniuria. Il fondamento è evidente dato che non vi è alcuna ragione per cui lo Stato debba apprestare una tutela penale di un interesse alla cui salvaguardia il titolare mostra di rinunciare consentendone la lesione.

Si specifica che il consenso deve necessariamente provenire dalla persona che può validamente disporne, pertanto l’art. 50 c.p. circoscrive la sfera di operatività della scriminante in esame ai casi in cui il consenso abbia ad oggetto diritti disponibili.

Posto che l’art. 50 c.p. non precisa quali siano i diritti disponibili, il compito di individuarli spetta all’interprete il quale deve dedurli dall’intero ordinamento giuridico.

Solitamente vengono ritenuti disponibili i diritti che attengono alla personalità come l’onore, la libertà morale e personale, la libertà sessuale, la libertà di domicilio. Ovviamente il consenso per essere efficace deve avere ad oggetto lesioni circoscritte per le quali non vi sia un totale sacrificio dei beni predetti e non deve trattarsi di atti di disposizione contrari alla legge, al buon costume o all’ordine pubblico.

Sono indisponibili tutti quegli interessi che fanno capo allo Stato, agli enti pubblici ed alla famiglia. Per costante giurisprudenza il consenso è altresì privo di efficacia scriminante anche nell’ambito dei reati contro la fede pubblica, falsità in scrittura privata nonché rispetto ai delitti di usura.

Va indubbiamente annoverato tra i beni indisponibili il bene della vita.

SEGUE: L’ILLECITO SPORTIVO.

In tema di illecito sportivo la giurisprudenza si è espressa presupponendo  la sussistenza del consenso dell’avente diritto. Esso ricorre allorquando la condotta lesiva, quale ad esempio quella del diretto controllo del tiro del pallone, del tentativo di impossessarsene o di contenderlo all’avversario ovvero di introdursi nell’azione di gioco, sia finalisticamente inserita in un contesto di gioco. Pertanto nel caso in cui venga posta a repentaglio coscientemente l’incolumità del giocatore, che legittimamente si attende dall’avversario un comportamento agonistico anche rude ma non esorbitante dal dovere di lealtà fino ad arrivare al disprezzo per l’altrui integrità fisica, si verifica il superamento del c.d. rischio consentito con il conseguente profilarsi di una responsabilità per dolo o per colpa. Pertanto il fatto non potrà rientrare nella causa di giustificazione ma sarà penalmente perseguibile. (Cass. Pen., sez. V, 92/9627; Cass. Pen., sez. V, 00/1951).

Quando, invece, l’autore dell’evento si sia dimostrato rispettoso delle regole del gioco e del dovere di lealtà nei confronti dell’avversario e della sua incolumità fisica non sarà perseguibile penalmente in quanto non potrà dirsi superata la soglia del rischio consentito. ( Cass. Pen., sez. V, 92/9627; Cass. Pen., sez. V, 00/1915).

 

Si segnala inoltre tra le tante la seguente sentenza del 2011:

Cass. pen. Sez. V, 04/07/2011, n. 42114 (rv. 251703)

In tema di competizioni sportive, non è applicabile la cosiddetta scriminante del rischio consentito, qualora nel corso di un incontro di calcio, l'imputato colpisca l'avversario con un pugno al di fuori di un'azione ordinaria di gioco, trattandosi di dolosa aggressione fisica per ragioni avulse dalla peculiare dinamica sportiva, considerato che nella disciplina calcistica l'azione di gioco è quella focalizzata dalla presenza del pallone ovvero da movimenti, anche senza palla, funzionali alle più efficaci strategie tattiche (blocco degli avversari, marcamenti, tagli in area ecc.) e non può ricomprendere indiscriminatamente tutto ciò che avvenga in campo, sia pure nei tempi di durata regolamentare dell'incontro. (Rigetta, App. Perugia, 09/03/2010).


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