Nuove indicazioni regionali sulle serre fotovoltaiche in Puglia
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Articolo del 16/04/2012 Autore Avv. Lidia Battaglia Altri articoli dell'autore


Con Delibera di Giunta Regionale n. 107 del 23 gennaio 2012 (pubblicata nel Bollettino Ufficiale n. 20 dell’ 8 febbraio 2012, di seguito “D.G.R. n. 107/2012”) la Regione Puglia, Area Politiche per lo Sviluppo Rurale ha di recente approvato la Circolare n. 1/2012 (“Circolare n. 1/2012”) recante “Criteri, modalità e procedimenti amministrativi connessi all’autorizzazione per la realizzazione di serre fotovoltaiche sul territorio regionale”.

La Circolare si pone l’obiettivo di disciplinare in modo armonico con le disposizioni urbanistiche/edilizie relative alle serre, come dettate dalla normativa regionale vigente, il procedimento autorizzativo per la realizzazione di serre fotovoltaiche, nonché i criteri e le modalità ad esso connessi, alla luce delle norme nazionali.

Definizione delle “serre fotovoltaiche e delle caratteristiche strutturali”. La serra è definita dalla Legge Regionale 11 settembre 1986, n. 19 (“L.R. 19/1986”) come “ogni impianto che realizzi un ambiente artificiale mediante speciali condizioni di luce, temperatura ed umidità, per le colture intensive ortofloricole o per la preparazione di materiali di moltiplicazione delle piante” (art. 2, comma 1). L’articolo 2, al secondo comma, specifica, altresì, che le serre “devono avere una struttura portante in ferro e pareti e superfici di copertura in vetro o materiali similari” al fine di realizzare “un ambiente artificiale mediante speciali condizioni di luce, temperatura ed umidità”. La L.R. 19/1986 è stata successivamente modificata dall’articolo 59 della Legge Regionale 12 gennaio 2005, n. 1 con riguardo agli aspetti urbanistici e alle caratteristiche costruttive e inerenti la realizzazione dell’opera[1].

La tipologia di serre fotovoltaiche è stata inserita per la prima volta nella categoria di  “serre”, ai soli fini del conseguimento degli incentivi, dal D.M. 19 febbraio 2007 (Secondo Conto Energia) che le definisce come “strutture, di altezza minima dal suolo pari a 2 m., nelle quali i moduli fotovoltaici costituiscono gli elementi costruttivi della copertura o delle pareti di manufatti adibiti, per tutta la durata della tariffa incentivante, a serre dedicate alle coltivazioni agricole o alla floricultura. La struttura della serra, in metallo, legno o muratura, deve essere fissa, ancorata al terreno e con chiusura eventualmente stagionalmente rimovibile” (allegato 3).

Anche il D.M. 6 agosto 2010 (Terzo Conto Energia) recante Incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare ha individuato le tariffe incentivanti per gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline.

Da ultimo il D.M. 5 maggio 2011 (Quarto Conto Energia) ha previsto che “al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre a seguito dell’intervento devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli installati sulla terra e della superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50%”(articolo 12, comma 2, secondo periodo).

Il procedimento per l’autorizzazione di serre fotovoltaiche. Il parere dell’Ufficio provinciale competente del Servizio Agricoltura. La Circolare n. 1/2012 rimanda a un precedente documento regionale, la Circolare n. 2/2011 (approvata con D.G.R. 10 marzo 2011, n. 416, di seguito “Circolare n. 2/2011”), sottolineando come il procedimento per la realizzazione di serre fotovoltaiche sia quello descritto nella L.R. 19/1986 secondo le modalità meglio disciplinate dalla Circolare n. 2/2011. In particolare viene confermata l’esigenza, per il buon esito dell’iter autorizzativo e a prescindere dal regime autorizzatorio dell’intervento sotto il profilo edilizio, di acquisire il parere favorevole dell’Ufficio provinciale competente per territorio del Servizio Agricoltura “sull’idoneità dell’intervento ai fini dello sviluppo agricolo della zona[2].

Il parere, da acquisire sia per la realizzazione di nuove serre fotovoltaiche che per la trasformazione di serre esistenti in serre fotovoltaiche, ha la finalità di “accertare che la realizzazione della serra sia indirizzata ad assicurare produzioni agricole compatibili con le linee della programmazione per lo sviluppo agricolo della zona e, contestualmente, a verificare che la superficie sottostante la copertura sia idonea a sviluppare una capacità agricola – intesa in termini di potenziale produttivo della stessa - superiore, a parità, di condizioni, a quella del campo aperto”.

La Circolare n. 1/2012 ha previsto, altresì, i requisiti e le procedure da seguire, fornendo una guida sulla documentazione da presentare per l’idoneità e la valutazione degli uffici competenti per territorio. In particolare ha stabilito che il soggetto che intenda realizzare una serra fotovoltaica o trasformare una serra fissa preesistente in serra fotovoltaica, debba possedere la qualifica di imprenditore agricolo, ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile, e debba presentare l’istanza di parere unitamente: (i) al progetto esecutivo della serra fotovoltaica e (ii) alla relazione agronomica. La Circolare elenca, inoltre, le indicazioni che devono essere contenute nel progetto esecutivo e nella relazione agronomica e include un allegato (Allegato I) che riporta il parametro illuminotecnico da utilizzare per valutare il livello di illuminazione naturale all’interno della serra.

 Tra le disposizioni della Circolare n. 1/2012 assume un ruolo centrale la novità introdotta con riferimento alla percentuale di superficie di copertura della serra che può essere oscurata dai pannelli. In particolare la Circolare n. 1/2012 dispone “Considerato che, sulla base delle informazioni tecnico-scientifiche disponibili si ritiene, in generale, che la funzione principale dell’uso agricolo delle serre fotovoltaiche di realizzare produzioni di qualità, non venga pregiudicata solo nell’ipotesi in cui la superficie oscurata dai pannelli fotovoltaici non superi complessivamente il 25% della superficie di copertura della serra, si stabilisce che la percentuale di copertura della serra non possa eccedere tale percentuale”, discostandosi, in tal modo, dal dettato normativo nazionale, che - come già evidenziato in precedenza – prevede che la copertura oscurata dai pannelli non possa essere superiore al 50% della copertura della serra (articolo 12, comma 2, secondo periodo del D.M. 5 maggio 2011).

Il documento regionale fa salva ad ogni modo la possibilità, in casi particolari, di sottoporre alla valutazione dell’Ufficio provinciale un progetto che preveda una percentuale di copertura superiore al 25% e comunque nel limite del 50%, sulla base di specifiche e documentate argomentazioni di carattere tecnico/scientifiche, da inserirsi nella relazione agronomica.

Le serre fotovoltaiche autorizzate ai sensi della L.R. 19/1986 ed in conformità alle disposizioni impartire dalla Circolare n. 1/2012, saranno oggetto di controlli a campione, allo scopo di verificare l’effettiva destinazione agricola delle stesse e il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il parere favorevole.



[1] L’articolo 59, comma 3, ammette la realizzazione delle serre e dei loro annessi purché: “a) la superficie coperta non superi il 75% dell’area disponibile ove questa non sia inferiore a metri quadri 4 mila; b) l’altezza, misurata al colmo delle coperture, non superi i 10 metri; c) le distanze minime delle serre da fabbricati adibiti a civile abitazione non siano inferiori a 6 metri; d) le distanze dalle strade e dai confini non siano inferiori a quelle previste per la piantagione degli alberi; e) i muri di sostegno e di contenimento non superino l’altezza di 3 metri; f) sia prevista nel progetto la realizzazione delle opere necessarie per lo scarico e l’incanalamento delle acque meteoriche e di quelle eventuali derivanti dall’esercizio dell’impianto.”

 

 

[2] L’articolo 6, comma 1, della L.R. 19/1986 prevede difatti che chiunque intenda procedere alla costruzione di serre debba presentare la relativa domanda di autorizzazione al Sindaco, corredandola con il parere dell’Ufficio provinciale competente, insieme a un certificato catastale e ad una planimetria.


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