Gli studi medici non sono obbligati a pagare i diritti di copyright alla SIAE !!!
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Articolo del 10/04/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Interessante sentenza della Corte di Giustizia Europea, che è tornata ad esprimersi in materia di diritti d'autore.

Questa volta il caso, sottoposto al vaglio dei magistrati europei, ha riguardato la diffusione di "materiale musicale" in uno studio dentistico italiano.

La Corte comunitaria era stata chiamata in causa dalla Società Consortile Fonografici (SCF), che aveva avanzato la richiesta di risarcimento dei diritti, per la musica d'ambiente diffusa nelle sale d'attesa di alcuni studi dentistici.

Nello specifico, ad un dentista torinese era giunta una richiesta di circa 25mila euro, somma a cui si sarebbe arrivati a causa di 10 anni di musica di sottofondo, diffusa nella propria sala d'aspetto e per la quale non sarebbero stati pagati i relativi diritti SIAE.

La Società Consortile Fonografici, che gestisce in Italia la raccolta e la distribuzione dei diritti per conto dei produttori fonografici e degli artisti interpreti ed esecutori,  aveva da tempo deciso di "inquadrare nel suo mirino" una serie di studi dentistici, che allietano le attese dei pazienti diffondendo musica d'ambiente, e , quindi,  di "accusare" i medesimi di violazione della legge italiana (n. 633/1941) sul diritto d'autore.

Ma la Corte Europea si è dimostrata di parere opposto. I giudici comunitari hanno,infatti, respinto il ricorso della SCF , fondando la loro decisione su due criteri: il numero di destinatari della musica e il carattere della diffusione musicale stessa, ovvero se fatta a scopo di lucro oppure no.

La Corte di Giustizia, nella propria recentissima sentenza, ha quindi chiarito che la nozione di "comunicazione al pubblico" non riguarda la diffusione musicale gratuita effettuata all'interno di uno studio odontoiatrico. Questo tipo di diffusione, infatti, non ha uno scopo di lucro, tenuto conto che ".i clienti si recano presso uno studio dentistico allo scopo di ricevere delle cure, ed è solo in maniera fortuita e indipendentemente dai loro desideri che beneficiano di un accesso a determinati contenuti musicali".

Non esiste dunque in questo caso il diritto alla percezione di un compenso in favore dei produttori fonografici, come previsto dall'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 92/100. Inoltre i giudici hanno sottolineato che i clienti di un dentista, costituiscono una pluralità di persone scarsamente consistente, se non persino insignificante, dal momento che l'insieme di persone simultaneamente presenti nel suo studio è, in generale, alquanto ristretto!


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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