Se l'azienda è "sotto organico" non è dovuto al lavoratore il risarcimento per danno da stress!!!
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Articolo del 10/04/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Il fatto che un dipendente debba sopportare una mole di lavoro maggiore, a causa della mancanza di personale all'interno dell'azienda, secondo i giudici della Suprema Corte di Cassazione non costituisce da solo un motivo sufficiente per riconoscere il "danno da stress". Non è detto, pertanto, che il datore di lavoro si ritrovi a dover risarcire gli impiegati che prestano servizio in condizioni stressanti a causa del sottodimensionamento dell' organico in servizio!

La Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza n 4324/2012 , ha dunque affermato che, seppur negli uffici sotto organico gli impiegati, quasi sempre, lamentano un forte stress dovuto al carico di lavoro eccessivo, il conseguente riconoscimento del danno, però, non può essere automatico.

Nel caso sottoposto al vaglio dei magistrati del Palazzaccio, un uomo, dipendente della Regione Puglia, si era rivolto al Tribunale chiedendo il riconoscimento del danno per " l'attività lavorativa svolta in ambiente insalubre ed in condizioni stressanti, tenuto conto della mole di lavoro a lui affidata".

Ma anche la Corte d'Appello di Bari, nel 2010, aveva confermato -in secondo grado- quanto già sentenziato nel primo grado di giudizio: nessun risarcimento per stress causato era dovuto al ricorrente. In sede di istruttoria, infatti, erano state verificate le condizioni di lavoro denunciate dal cittadino; e, seppur presenti, le carenze di organico e le deficienze dell'ambiente di lavoro erano, come avevano sottolineato i giudici di merito, largamente presenti in non poche realtà lavorative e, pertanto, le condizioni di lavoro conseguenti non erano connotate da anomalia e gravità tali da poter costituire causa di danno.

Il dipendente "stressato" aveva, pertanto,deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione, evidenziando le patologie riscontrate personalmente e "strettamente connesse ad un eccesso di attività lavorativa e ad un ambiente di lavoro malsano".

Ma anche gli ermellini della Suprema Corte gli hanno dato torto , evidenziando nella sentenza in oggetto che "è stato escluso il diritto al risarcimento del danno da stress in quanto le circostanze in cui avveniva la prestazione lavorativa del ricorrente, come hanno riferito anche i suoi colleghi di lavoro, è quella in cui si trova ad operare la maggioranza dei lavoratori, dal momento che il fatto che il lavoro generi stress, anche in ragione degli organici ridotti ed in presenza di ambienti di lavoro a volte non confortevoli, costituisce un dato valevole in moltissime realtà lavorative"!


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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