Licenziamento in tronco per sottrazione e occultamento della merce da parte della commessa
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 01/04/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Licenziata per aver occultato un  costoso capo di lingerie nel proprio reggiseno: per il Tribunale di Foggia alla "sexy-commessa" è stato legittimamente irrogata la sanzione disciplinare del licenziamento in tronco!

Non era riuscita a resistere alla tentazione di " tenere tutto per sé " uno di quei sofisticati capi di "lingerie" in vendita nel negozio ove svolgeva, da un paio di anni, l' impiego di commessa, ed aveva "sfruttato" le sue forme procaci per "occultare" , all'interno del proprio ampio reggiseno, un costoso coordinato intimo, oggetto, già da tempo, dei suoi reconditi desideri.

Colta, tuttavia, sul fatto dal proprietario del negozio di abbigliamento intimo , nonché suo titolare, la giovane sexy commessa foggiana era stata, dapprima, sonoramente "rimproverata" dinanzi alla clientela del "punto vendita" e, successivamente, licenziata in tronco a causa della grave infrazione commessa sul lavoro.

A nulla le erano valse le flebili scuse accampate, nonché la promessa di non ripetere mai più quel comportamento, dettato da un attimo, a suo dire, di "sbandamento": il proprietario era rimasto inflessibile ed aveva confermato la decisione di licenziarla.

La commessa foggiana,  certa che quella sanzione inflittale fosse sproporzionata al gesto compiuto, si era rivolta , tramite un esperto legale , al Tribunale di Foggia, sezione lavoro, per chiedere l'annullamento del licenziamento irrogatole, alla luce del suo comportamento, sempre irreprensibile sul lavoro fino a quel fatidico evento .

Ma il Tribunale dauno , non ha le ha dato ragione , respingendo il suo ricorso ed evidenziando , nella sua pronuncia, che " .ai fini del giudizio di proporzionalità tra la sanzione comminata e il fatto addebitato, anche un solo comportamento illecito del lavoratore può rendere legittimo il recesso".     Citando un recente orientamento della Suprema Corte di Cassazione , il magistrato foggiano ha affermato in sentenza che ".la sanzione espulsiva nei confronti della commessa, rea di  aver occultato all'interno del proprio reggiseno un coordinato intimo, nel tentativo di appropriarsene, per le particolari modalità "maliziose" dell'impossessamento del capo di lingerie e del suo occultamento, andavano a vanificare la mancanza di precedenti disciplinari a carico della dipendente, giustificando così la proporzionalità della sanzione comminata, rispetto al fatto contestato.  ( vedasi in tal senso Cassazione civile, sezione lavoro, 02 marzo 2009, n. 5036)

Il Tribunale di Foggia non ha , così , inteso accogliere un precedente orientamento giurisprudenziale della stessa Cassazione, citato dal legale della giovane commessa, basato sul principio della necessaria proporzionalità oggettiva tra il fatto commesso e la sanzione del licenziamento.

In un caso, apparentemente analogo , infatti, sempre la Suprema Corte aveva ritenuto "sproporzionato" il licenziamento disciplinare irrogato ad un lavoratore, trovato ingiustificatamente in possesso di dodici mascherine protettive, assegnate unitariamente ai dipendenti dell'azienda per la quale lavorava e ,pertanto, lo aveva considerato illegittimo affermando che "..in tema di licenziamento individuale per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo (che ha natura ontologicamente disciplinare ed al cui procedimento sono applicabili le garanzie procedurali in materia di pubblicità della normativa, di contestazione preventiva dell'addebito e di difesa del lavoratore), ai sensi dell'art. 2119 c.c. o dell'art. 3 l. n. 604 del 1966, il giudizio di proporzionalità o adeguatezza della sanzione dell'illecito commesso - istituzionalmente rimesso al giudice di merito - si sostanzia nella valutazione della gravità dell'inadempimento imputato al lavoratore in relazione al concreto rapporto e a tutte le circostanze del caso, dovendo tenersi al riguardo in considerazione la circostanza che, a tutela del lavoratore, il suo inadempimento deve essere valutato in senso accentuativo rispetto alla regola generale della "non scarsa importanza" di cui all'art. 1455 c.c., sicché l'irrogazione della massima sanzione disciplinare risulta giustificata solamente in presenza di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali ovvero addirittura tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto. ( Cassazione civile , sezione lavoro, , 10 dicembre 2007, n. 25743).

Il Tribunale di Foggia non è stato, tuttavia, dello stesso avviso , valutando come grave la sottrazione della merce da parte della commessa, utilizzando, poi, quelle modalità così sexy e "pruriginose". 

Alla giovane prorompente foggiana non resta ora , quindi, che cercarsi una nuova occupazione, evitando, tuttavia, negozi e punti vendita di merce e abbigliamento che possano potenzialmente esercitare su se stessa una particolare attrazione e  ulteriori "desideri proibiti"!


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: lavoro

» Tutti gli articoli su overlex in tema di lavoro

Siti di interesse per l'argomento: lavoro





Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading