Gratis i ricoveri per gli ammalati di Alzheimer:nessun risarcimento spetta ai Comuni!!!
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 31/03/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Gratis i ricoveri per gli ammalati di Alzheimer: nessun risarcimento ai Comuni!!

Il morbo di Alzheimer, detta anche demenza senile di tipo Alzheimer,demenza degenerativa primaria di tipo Alzheimer, o più semplicemente Alzheimer, è la forma più comune di demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile (oltre i 65 anni, ma può manifestarsi anche in epoca presenile - prima dei 65 anni).

La malattia (o morbo) di Alzheimer è definibile come un processo degenerativo che pregiudica progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale e provocandone alla fine la morte. Solo in Italia ne soffrono circa 800.000 persone, ed è una patologia che ha costi sociali elevatissimi!

Finalmente sul delicato tema sociale interviene una recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione, la quale statuisce che i familiari dei malati di Alzheimer non debbano versare alcuna retta, ai Comuni, per il ricovero dei loro cari in strutture sanitarie pubbliche per lungodegenti, in quanto si tratta di importi a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale, tenuto conto che il tipo di patologia in questione non consente di fare distinzione tra spese per la cura e spese per l’assistenza.

Lo evidenzia, per l’appunto, la Cassazione Civile, nella sentenza 4558/2012, che ha respinto il ricorso di un Comune veneto che forniva assistenza a pagamento nei confronti dei malati di Alzheimer.

Con questa sentenza, gli ermellini del Palazzaccio hanno, di contro, dato ragione al marito e ai figli di una donna,ricoverata nel 1992 in una struttura di Mogliano Veneto perchè, per effetto dell'Alzheimer, non era autosufficiente e aveva bisogno di assistenza continua per tutto, anche per deglutire. Il Comune trevigiano di Carbonera, dove la famiglia risiedeva, aveva preteso una retta di quasi due milioni e mezzo al mese di vecchie lire solo per pagare l'assistenza, oltre ai costi del ricovero sanitario vero e proprio. Il Comune sosteneva che si sarebbe dovuto fare carico di tali spese solo se la malata fosse "indigente", ma non era questo il caso dato che i congiunti avevano un loro reddito e dunque, dovevano, pagare.

Ma i magistrati della Suprema Corte non sono stati dello stesso avviso , non condividendo la tesi giuridica sostenuta nel proprio ricorso dal comune veneto,  evidenziando , nella sentenza che, quando ci sono condizioni di salute che richiedono una stretta correlazione tra prestazioni sanitarie e assistenziali, tale da determinare la totale competenza del Servizio Sanitario Nazionale, non trova luogo la determinazione di quote nel senso invocato dal Comune di Carbonera, in quanto una distinzione tra gli aspetti della cura e quelli dell’assistenza presuppone una scindibilità delle prestazioni che non ricorre nell’ipotesi dei malati di Alzheimer, che hanno bisogno di una stretta correlazione di prestazioni sanitarie e assistenziali, con netta prevalenza degli aspetti di natura sanitaria.

Una importante sentenza questa che ,finalmente, “alleggerisce” , per lo meno dal punto di vista economico, di un pesante “fardello”  le esistenze dei familiari dei malati di Alzheimer.


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: medicina

» Tutti gli articoli su overlex in tema di medicina

Siti di interesse per l'argomento: medicina





Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading