Separazione di una coppia non sposata : alla figlia minore affidata la casa "coniugale"!!!
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Articolo del 11/03/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Una ordinanza provvisoria, emessa dal Tribunale dei minori di Trieste, ha stabilito che una bambina di 4 anni di età, figlia di giovani genitori conviventi ma non sposati, successivamente separatisi, sarà accudita, alternativamente, una settimana a testa, nella "casa di famiglia". Non sarà pertanto la bambina a dover trasferirsi da una casa all'altra, bensì a "fare la spola", una settimana sì ed una no, toccherà alla mamma ed al papà. Mamma e papà, che nella separazione non avevano trovato un accordo per l'affidamento della figlia, e così il Giudice dei minori ha deciso per loro.

Il Tribunale per i minorenni, per sua stessa definizione, ha come principale finalità da perseguire  quella di proteggere, per l'appunto, i minori. Deve pensare alle loro esigenze, ed interpretare, quando può, i loro desideri. Dal punto di vista giuridico, deve decidere sulle liti tra i genitori, non sposati ma conviventi da anni, poichè per le coppie sposate decide il Tribunale ordinario, che si occupa delle cause di separazione tra coniugi (stranezza questa processuale),  e che statuisce, quindi, sulle regole per le frequentazioni, per il mantenimento dei minori, per le spese e soprattutto in tema di assegnazione della casa coniugale.

La bimba, protagonista di questa storia originale di cronaca giudiziaria,  ha appena quattro anni, ed il Tribunale per i minorenni di Trieste ha assunto a suo favore un provvedimento assolutamente innovativo. Non si era, infatti, mai registrato prima in Italia  un provvedimento giudiziario che assegnasse la casa, di cui i genitori in lite sono comproprietari,  in pratica, alla minore dei genitori separatisi!

La lite in corso tra gli ex conviventi era stata aspra e, di solito, quando una bimba o un bimbo viene collocato dal Tribunale  prevalentemente presso la madre,  il padre, anche se è comproprietario della casa coniugale, finisce quasi sempre "fuori", e costretto a vedere il proprio figlio con umilianti cadenze... a weekend alternati, un giorno alla settimana, per parte delle vacanze estive e delle vacanze natalizie, per le vacanze pasquali, ad anni alterni!

Ma al Tribunale dei minori di Trieste questa formula abituale e un po' scontata,( tanto da essere spesso già registrata in moduli cartacei prestampati!)  nel caso concreto, non è stata accolta supinamente e l'ordinanza provvisoria, emesso dal giudice competente, è stato schematica e tutt'altro che usuale. La ordinanza è stata quindi depositata lo scorso 29 febbraio dal presidente del Tribunale dei Minori, dott. Paolo Sceusa, con il seguente interessante contenuto.

La bambina è stata affidata ad entrambi i genitori ex conviventi, e rimarrà nella casa "di famiglia", mentre le frequentazioni "madre-figlia" e "padre-figlia" saranno regolate in un modo speciale. I genitori si alterneranno ogni lunedì mattina, settimana dopo settimana, nella casa che è, di fatto, assegnata alla bimba! Ciascuno dei genitori affidatari, nella sua settimana di competenza, dovrà garantire i rapporti con l'altro, e provvedere al mantenimento della bimba nella quotidianità, contribuendo poi al 50% delle spese straordinarie (salute, istruzione e tempo libero). Tutto ciò anche con l'eventuale supporto di altri loro familiari.

In sentenza viene, altresì, evidenziato che: " ...la minore viene affidata in modo condiviso ad entrambi i genitori i quali, limitatamente alle decisioni di ordinaria amministrazione, e al tempo in cui la figlia è con ciascuno di essi, eserciteranno la potestà separatamente".

Sull'importante innovativa sentenza del Tribunale di Trieste interviene l'avv. Eugenio Gargiulo il quale, in primo luogo, sottolinea come non sarà facile, in concreto, eseguire questo provvedimento giudiziario che sembra quasi provocatorio, una specie di "paradigma" per insegnare almeno ai genitori a fare, settimana per settimana, il proprio "dovere"!

Tuttavia -conclude l'avv. Eugenio Gargiulo - ci si trova, finalmente, di fronte ad una ordinanza che non discrimina un padre.  C'è da augurarsi che provvedimenti di questo tipo siano adottati in futuro anche in altri Tribunali italiani e non solo dei minori ma, altresì, in quelli ordinari,  affinchè siano maggiormente rispettati i Diritti dei figli minori e, conseguentemente, i Diritti dei padri separati, attualmente profondamente discriminati nei giudizi di separazione!


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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