Commette "guida in stato d'ebbrezza" chi si addormenta, ubriaco, in macchina!
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 09/03/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


L'essere sorpresi a dormire ubriachi nella propria macchina in sosta può configurare il reato di guida in stato di ebbrezza.

Ad affermarlo è stata la Suprema Corte di Cassazione che - con la sentenza n. 5404 ,depositata il 10 febbraio 2012 -  ha considerato fondato il ricorso del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, il quale si era opposto all'assoluzione dal reato di "guida in stato di ebbrezza" nei confronti di uomo sorpreso a dormire nella propria auto, parcheggiata in una strada pubblica, in stato d'incoscienza a causa dell'accertato elevato tasso alcolico presente nel sangue.

Il Giudice di primo grado aveva assolto dal reato contestato l'uomo, sostenendo la tesi che per imputare del reato, previsto dall'art. 186 del Codice della strada, l'automobilista, sorpreso a dormire in macchina in stato di ubriachezza, sarebbe stato necessario che il veicolo fosse "in movimento", mentre, nel caso in esame, l'automobile era stata rinvenuta ferma in sosta.

Una motivazione giuridica, questa, non accolta dalla Suprema Corte che, invece, nella propria recentissima ed originale sentenza, ha sostenuto che anche se la macchina era ferma in sosta, il reato configurato debba ritenersi sussistere ugualmente. Questo perché lo stesso codice della strada- hanno evidenziato nella loro pronuncia gli "ermellini"- stabilisce che la "fermata/sosta" costituisce una fase della circolazione stradale; pertanto, è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato, se il veicolo era fermo o in movimento al momento dell'accertamento da parte delle forze di polizia dello stato di ebbrezza del guidatore.

Un principio giuridico questo - spiega l'avv. Eugenio Gargiulo , intervenuto sull'argomento -  già chiarito e sottolineato dalla stessa Corte di Cassazione in una sua precedente sentenza, ovvero la n. 37631 del 2007.

Inoltre- conclude l'avv. Eugenio Gargiulo - ,in base a quanto stabilito da un'altra pronuncia della Cassazione, più recente del 2010, l'illecito contestato avviene lo stesso se viene accertato che l'automobilista, in stato di alterazione psicofisica, precedentemente ha guidato il mezzo in un'area pubblica,mettendo in pericolo la circolazione delle altre macchine.

Pertanto, nel caso in esame, hanno precisato i magistrati del "Palazzaccio", bisognava effettuare degli ulteriori accertamenti, ad esempio sulla posizione e lo stato dell'autovettura, il luogo dove si trovava, la residenza dell'imputato, e le ragioni che gli hanno impedito di completare il tragitto programmato.


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: circolazione stradale

» Tutti gli articoli su overlex in tema di circolazione stradale

Siti di interesse per l'argomento: circolazione stradale





Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading