Atti contrari alla pubblica decenza: è reato "orinare" in strada anche se di notte e in luogo appartato!
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Articolo del 06/03/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Commette un vero e proprio reato penale colui che faccia la pipì in strada , anche se il bisogno fisiologico venga espletato di notte ed in un luogo appartato!

E' quanto ha stabilito da un Giudice di Pace di Foggia, il quale ha così inteso "sanzionare" penalmente il comportamento di chi, uscito da un locale, urini, perfino se ciò avvenga di notte, fra le macchine, o dietro a un cassonetto.

La decisione è arrivata dopo un tipico caso di vita notturna arrivato "sul tavolo" del Giudice di Pace dauno: un ragazzo foggiano , dopo una serata passata in una nota discoteca cittadina fa pipì in strada, e viene così denunciato per il reato di atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.).

Il giovane, tramite il proprio legale, si difende dinanzi al magistrato sostenendo la tesi della irrilevanza penale della propria condotta, in quanto il comportamento posto in essere dal medesimo non era stato neppure percepito dai presenti sul luogo del misfatto, poiché attuato di nascosto tra delle autovetture.

Ma il Giudice di Pace non ha inteso accogliere tale rilievo giuridico e, richiamando una recente sentenza addirittura della Suprema Corte di Cassazione,  ha invece  affermato che per la configurazione del reato di atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.) è sufficiente la sola "possibilità di percezione" del gesto contrario alla pubblica decenza da parte di terzi . ( in tal senso vedasi  Cass. Pen., sentenza n. 40012/11)

Nella propria sentenza di condanna il magistrato foggiano ha precisato che "sono atti contrari alla pubblica decenza tutti quelli che, in spregio ai criteri di convivenza e di decoro che debbono essere osservati nei rapporti tra consociati, provocano in questi ultimi disgusto o disapprovazione come l'orinare in luogo pubblico".

Sull'argomento interviene, altresì, l'avv. Eugenio Gargiulo, il quale evidenzia come non vada fatta confusione tra il reato di atti osceni in luogo pubblico (art. 527 c.p.) - che "richiede la visibilità dei genitali" - con quella degli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.), "che invece richiede la sola possibilità di percezione del gesto contrario alla pubblica decenza".

In sintesi - conclude l'avv. Eugenio Gargiulo -  mentre gli atti osceni in luogo pubblico offendono "in modo intenso e grave il pudore sessuale, suscitando nell'osservatore sensazioni di disgusto" , gli atti contrari alla pubblica decenza "ledono il normale sentimento di costumatezza, generando fastidio e riprovazione" (in tal senso si  esprime Cass Pen., sentenza n. 2447/1985).

Dunque urinare in strada non si può ed è sempre reato, sia di giorno , sia "protetti" dal favore delle tenebre della notte!!!


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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