Niente più assegno di mantenimento per l'ex coniuge che "abbia un figlio" dal suo nuovo partner!
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Articolo del 22/02/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Intrattenere una nuova relazione affettiva stabile, basata sulla convivenza di fatto, da parte dell'ex coniuge separata e, in aggiunta, "procreare" con il nuovo partner, , fanno venir meno il diritto della stessa all'assegno di mantenimento, sino ad allora elargito dall'ex marito.

E' quanto ha stabilitoli Tribunale di Lucera in una sua recentissima sentenza , con la quale ha inteso accogliere l'istanza presentata da un professionista separato il quale, in qualità di ex marito, aveva richiesto al Collegio giudicante l'esenzione dall'obbligo di versare l'assegno di mantenimento , stabilito nella sentenza di separazione a favore dell'ex coniuge, poiché l'ex moglie aveva da tempo intrapreso una stabile relazione con un nuovo compagno, confluita non solo in una convivenza di fatto "more-uxorio" ma, addirittura, nella "procreazione" di un figlio!

La ex moglie si era costituita in giudizio chiedendo il rigetto della domanda del suo ex marito e, conseguentemente, la conferma dell'obbligo di corresponsione dell'assegno, così come determinato, non essendo, a suo parere, mutate le proprie condizioni economiche, che ne avevano giustificato la sua "determinazione" da parte del Presidente del Tribunale.

Ma il Tribunale svevo non ha inteso accogliere tale orientamento di pensiero, affermando di contro che in caso di esistenza un nuovo rapporto affettivo stabile ".ove tale convivenza assuma i connotati di stabilità e continuità, e i conviventi elaborino un progetto ed un modello di vita in comune - analogo a quello che di regola caratterizza la famiglia fondata sul matrimonio: arricchimento e potenziamento reciproco della personalità dei conviventi, e trasmissione di valori educativi ai figli (non si deve dimenticare che obblighi e diritti dei genitori nei confronti dei figli sono assolutamente identici, ai sensi dell'art. 30 Cost. e art. 261 c.c., in ambito matrimoniale e fuori dal matrimonio - la mera convivenza si trasforma in una vera e propria famiglia di fatto. A quel punto il parametro dell'adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei partner non può che venir meno di fronte all'esistenza di una famiglia, ancorchè di fatto. Si rescinde così ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale e, con ciò, ogni presupposto per la riconoscibilità di un assegno, fondato sulla conservazione di esso" (in tal senso vedasi altresì  Cass Civ. , sez I, sent. n. 17195/11).

Sull'argomento interviene l'avv. Eugenio Gargiulo il quale evidenzia come sul caso specifico esiste un vero e proprio dibattito giuridico atto a stabilire se la convivenza "more uxorio", intrapresa dalla ex coniuge, alla quale era stato riconosciuto l'assegno di mantenimento, incida o meno su tale beneficio economico.

Sulla "vexata questio" di diritto -continua l'avv. Eugenio Gargiulo - si sono contrapposti due veri e propri schieramenti dottrinali: in particolare, il primo considera la convivenza "more-uxorio" priva del carattere di stabilità tale da giustificare una riduzione dell'assegno di mantenimento (così come affermato dalla Cass. Civ. sent. n. 1096/2010), per cui viene meno tale possibilità; il secondo, giudica, invece la nuova convivenza idonea a escludere la rilevanza del tenore di vita in costanza di matrimonio quale parametro dell'adeguatezza dei mezzi che devono essere garantiti all'ex coniuge in sede di separazione (così la già citata Cass. sent. n. 17195/11).

Il Tribunale di Lucera , ha preferito rifarsi proprio a quest'ultimo recentissimo orientamento giurisprudenziale ritenendolo più adeguato alle esigenze ed ai criteri di equità sociale imposti dal nostro ordinamento.

Il Collegio svevo giudicante ha inoltre precisato che ". il carattere di stabilità della relazione dell'ex moglie, peraltro non contestato dalla stessa, appare certificato dalle annotazioni negli atti di stato civile forniti dal ricorrente e, come tale, idoneo a giustificare la sospensione del versamento dell'assegno di mantenimento.

La sentenza - conclude l'avv. Eugenio Gargiulo -  appare condivisibile in quanto, se così non fosse, si giungerebbe a stabilire paradossalmente che l'ex marito dovrebbe contribuire alla crescita ed al mantenimento del figlio nato dalla nuova relazione instaurata dall'ex coniuge, in palese contrasto con le esigenze di rispetto di giustizia ed equità sociale!

Per tali ragioni, il Collegio ha accoltola domanda, e modificato il provvedimento di separazione, disponendo che il ricorrente non sarà più tenuto a versare l'assegno di mantenimento in favore dell'ex moglie.


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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