Il caso tariffe
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Articolo del 20/07/2005 Autore Avv. Egle Spadavecchia Altri articoli dell'autore


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La Commissione europea vuole dare una spallata ai tariffari obbligatori di avvocati, architetti e ingegneri italiani e iniettare più concorrenza nel mercato dei professionisti.
Due lettere di messa in mora, firmate dal commissario europeo al Mercato interno, Charlie Mc Creevy, sono appena state recapitate al Governo italiano per contestare l'incompatibilità delle tariffe fissate dagli Albi italiani con l'articolo 49 dei Trattati Ue, che tutela la libera prestazione dei servizi in Europa. Nel caso della procedura su ingegneri e architetti si prospetta anche l'infrazione dell'articolo 43 sulla libertà di stabilimento. In entrambi i casi, Roma avrà due mesi di tempo per presentare le proprie controdeduzioni.
Analogo l'impianto delle motivazioni che hanno portato all'apertura delle procedure d'infrazione, con due articolate lettere di 11 e 12 pagine, di cui "Il Sole-24 Ore" ha ottenuto copia. Nel caso degli avvocati, Mc Creevy osserva che i tariffari italiani sulle attività stragiudiziali (previsti dalla legge 794/1942 e dalla 31/ 1982) costituiscono "un ostacolo alla libera prestazione di servizi rispetto sia al destinatario del servizio (il cliente) che al prestatore (l'avvocato)". L'"atto di accusa" di Bruxelles sostiene che, dal punto di vista del cliente, il divieto di poter derogare agli onorari prestabiliti impedisce all'avvocato di adeguarsi alla situazione personale o al caso specifico del suo assistito. Motivazioni riprese anche per ingegneri e architetti.
Per quanto riguarda le restrizioni al professionista, si sottolinea che &la tariffa prestabilita incide negativamente sulla concorrenza e sulla libertà tariffaria del prestatore, dal momento che le tariffe sono calcolate in funzione di costi medi, senza tener necessariamente conto delle condizioni specifiche" di un caso. Pertanto un avvocato, un architetto o un ingegnere stabilito in un altro Paese potrebbe essere dissuaso a operare in Italia, in quanto obbligato a uniformarsi alle tariffe italiane e quindi impossibilitato a includere gli oneri proposti ai suoi clienti per le spese sostenute negli spostamenti.
Un ostacolo si configura, poi, anche per un avvocato straniero che voglia offrire prezzi inferiori a quelli dei colleghi per cause poco complesse o per gruppi di clienti particolari. McCreevy sottolinea che &la determinazione del prezzo delle prestazioni rappresenta un fattore privilegiato di promozione nei confronti dei clienti". Pertanto "il divieto di deroga alle tariffe fissate rappresenta un grave ostacolo all'esercizio delle attività di avvocato in Italia, incidendo sulle possibilità di accedere al mercato". Inoltre, tariffe imposte a livello nazionale sono palesemente contrarie al principio della libera circolazione in quanto potrebbero imporre a un soggetto obblighi contradditori emanati dall'Ordine del Paese d'origine e da quello italiano.
Non mancano i riferimenti alla giurisprudenza comunitaria, per provare che le restrizioni poste dai tariffari italiani non sono proporzionate agli obiettivi d'interesse generale prefissati e non rispettano le deroghe ammissibili dalle direttive Ue (n. 77/249, 85/384 e 89/48). Per Bruxelles "il divieto di deroga agli onorari di avvocato prestabiliti non sembra giustificato rispetto al l'obiettivo di garantire la protezione dei destinatari dei servizi e la qualità dei servizi forniti". Simili le contestazioni nei confronti dei tariffari di ingegneri e architetti (fissati dalla legge 143/1949 e dalla 340/1958 e modifiche). Per McCreevy esisterebbero mezzi meno restrittivi per garantire il cliente, tanto più che l'avvocato, come l'architetto e l'ingegnere, è soggetto a un controllo disciplinare dell'Ordine. Un consumatore vittima di tariffe abusive può infatti rivolgersi all'Ordine, mentre la qualità delle prestazioni è garantita da regolamenti che disciplinano l'accesso alla professione e la sua responsabilità.
ENRICO BRIVIO
Tre professioni sotto tiro
Le ragioni delle censure della Commissione Ue
AVVOCATI
La considerazione di partenza. In premessa la Commissione rileva che "qualunque avvocato che presti i suoi servizi in Italia non può derogare agli onorari fissati per le prestazioni degli avvocati". Un obbligo esteso agli avvocati di altri Stati membri che effettuano attività giudiziali o stragiudiziali in Italia
L'osservazione. Imponendo a qualunque avvocato che fornisca i suoi servizi in Italia di rispettare una tabella di onorari per le sue attività stragiudiziali, per la Commissione si creano problemi di compatibilità rispetto al principio della libera prestazione dei servizi nell'ambito dell'Unione, garantito dall'articolo 49 Ue
La difesa. La Commissione invita il Governo italiano a trasmettere le proprie osservazioni entro due mesi dal ricevimento della lettera di costituzione in mora
ARCHITETTI E INGEGNERI
La considerazione di partenza. Un architetto o un ingegnere che desideri stabilirsi in Italia - rileva la Commissione - o fornirvi temporaneamente una prestazione professionale non può derogare alle tariffe professionali minime stabilite dalla legge italiana
L'osservazione. Per la Commissione la considerazione di partenza porta alla violazione dei principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi in seno all'Unione, garantiti dagli articoli 43 e 49 Ue
L'interesse generale. Né il cliente è tutelato dalle tariffe minime. La Commissione rileva infatti che le tariffe minime "non possono impedire a prestatori poco scrupolosi di offrire servizi di qualità inferiore, ovvero di chiedere onorari eccessivi rispetto alla prestazione fornita".

Da Il Sole 24 Ore del 15 luglio 2005

Fonte: Il Sole 24 ore del 15 luglio 2005


Avv. Egle Spadavecchia
Avvocato
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