Inquinamento acustico provocato da locali notturni e risarcimento danno esistenziale da depressione
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Articolo del 16/02/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


È ravvisabile il “danno esistenziale” da inquinamento acustico nel caso in cui, a causa del superamento dei limiti di tollerabilità delle immissioni sonore fissati dalla legge, si verifichi in concreto una lesione della serenità personale dell' individuo, ossia un'alterazione del benessere psico - fisico, dei normali ritmi di vita che si riflettono sulla tranquillità personale del soggetto danneggiato, incidendo sulle normali attività quotidiane e provocando uno stato di malessere psichico diffuso che, pur non sfociando in una vera e propria malattia, provoca, tuttavia, ansia, irritazione, difficoltà a far fronte alle normali occupazioni e , infine, depressione.

Si è così espresso il Tribunale di Foggia accogliendo la richiesta di risarcimento del danno alla persona , avanzato da un cittadino residente nel “centro storico” del capoluogo dauno , il quale aveva ,già da tempo, intrapreso una propria personale “battaglia” avverso i rumori e ogni altra sorta di “immissioni acustiche”, che era stato costretto per anni a “sopportare” civilmente , a causa della “ubicazione” dell’appartamento in cui risiede collocato , per l’appunto, proprio nel bel mezzo del luogo di ritrovo per eccellenza della cosiddetta “movida foggiana”.

 Inutilmente , negli anni precedenti, lo stesso cittadino aveva fatto “ appello” , per la soluzione del problema, alle amministrazioni comunali succedutesi , in quanto gli era stato ribadito che il problema dell’inquinamento acustico proveniente dall' attività di somministrazione di alimenti e bevande nei cortili interni e nella pubblica piazza , quando non è tale da creare situazioni di pericolo per la salute pubblica così gravi ed urgenti da rendere necessaria l'adozione da parte del Sindaco, in qualità di ufficiale di Governo, di misure eccezionali, caratterizzate dalla indifferibilità ed urgenza, può essere legittimamente risolto solo mediante gli ordinari strumenti di ricorso all’ Autorità Giudiziaria.

Si era ,pertanto , rivolto al  Tribunale di Foggia , chiedendo il risarcimento del danno esistenziale alla persona , sofferto per la reiterata “sopportazione” di rumori e schiamazzi notturni , provenienti da due esercizi commerciali/pub , ubicati proprio al piano terra in corrispondenza del appartamento ove risiede ,  lamentando di essere ormai “caduto in un forte stato di depressione ed ansia ” a causa della perdurante situazione di disagio alla quale era stato sottoposto per diversi anni.

Ed il Tribunale dauno gli ha dato ragione affermando che “l 'assoggettamento ad immissioni acustiche intollerabili, ancorché non leda l'integrità psicofisica, non cagionando perciò danno biologico , è causa di danno esistenziale, poiché determina un'alterazione delle quotidiane attività realizzatrici del danneggiato, la quale provoca malessere, generatore di ansia, irritazione, depressione, pur non rilevanti sotto il profilo medico legale.   Le alterazioni della mente, quali la depressione, le ansie, e le fobie sono accompagnate , come sta dimostrando la scienza medica, da fenomeni che interessano le strutture chimiche e fisiche dell'organismo. Tali alterazioni costituiscono un danno esistenziale risarcibile, visto che esse costituiscono una limitazione al libero sviluppo della personalità.”  ( in tal senso vedasi  Corte appello Milano, 14 febbraio 2003, Tribunale Milano, 21 ottobre 1999, Tribunale Monza, 30 gennaio 1997)

Il Tribunale di Foggia ha, altresì , evidenziato che “il danno alla serenità domestica, determinato dalle immissioni intollerabili, può definirsi quale danno esistenziale da inquinamento ambientale. Il danno non patrimoniale è rappresentato dalle ripercussioni sulle attività non reddituali dei danneggiati, e dalla alterazione delle normali abitudini di vita e non va qualificato come danno biologico in senso stretto, in quanto non comporta un'alterazione dello stato di salute o l'insorgere di una malattia, ma consiste in un'alterazione dei normali ritmi di vita che si riflettono sulla personalità del soggetto danneggiato, incidendo negativamente sulle normali attività quotidiane e provocando uno stato di malessere diffuso che genera ansia, irritazione, difficoltà a far fronte alle normali occupazioni, depressione, pur non cagionando in una vera e propria patologia sotto il profilo medico legale.

Il Magistrato dauno ha ,poi, precisato che proprio “ alla luce delle più recenti acquisizioni mediche la depressione, infatti,  pur graduabile in forme di diversa gravità, deve essere considerata una vera e propria malattia e non un semplice stato d'animo. Trattandosi, dunque, di malattia, le diverse inabilità temporanee accertate, così come i postumi permanenti derivati, devono essere risarcite”.

In merito al problema della regolamentazione della “movida notturna” interviene l’avv. Eugenio Gargiulo per il quale deve ,infine, aggiungersi al dibattuto e spinoso argomento che , così come già deciso dal T.A.R. Lombardia Milano, sez. III, 24 maggio 2006, n. 1264, è sempre legittimo il provvedimento del Sindaco di anticipazione dell'orario di chiusura di un esercizio commerciale, adottato in presenza di una situazione di costante e intollerabile rumorosità notturna proveniente da un locale, comprovata da lamentele e petizioni dei cittadini residenti, nonché da relazioni di servizio dei Carabinieri, poiché l'art. 54 comma 3 d.lg. 18 agosto 2000 n. 267 prevede il potere del “Primo Cittadino” di modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici per far fronte a situazione di emergenza collegata, tra l'altro, all'inquinamento acustico.


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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