Liberalizzazione tariffe professionali avvocati : in attesa del decreto del ministro valide ancora le tariffe dell'ordine precedentemente in vigore!
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Articolo del 14/02/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Il d.l. 24 gennaio 2012, n. 1 (art 9) , in materia di liberalizzazioni, ha statuito l'abrogazione delle tariffe professionali degli avvocati .

Nell' ipotesi di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, pertanto, il compenso del professionista dovrà essere determinato sulla base dei parametri determinati dal decreto del ministro vigilante. Orbene, il d.l. 1/2012 è entrato in vigore in assenza di disposizioni transitorie, e nel contempo non risulta ancora emanato il citato decreto ministeriale.

Interpellato sul tema, l'avv. Eugenio Gargiulo , nel segnalare il problema creatosi alle Autorità competenti , afferma di non poter "offrire" una soluzione interpretativa al dilemma normativo,  rammentando ,tuttavia, che, in questi giorni, taluni organi giurisdizionali stanno assumendo, quali criteri di liquidazione, i parametri ricavabili dalle previgenti tariffe professionali. In particolare tali organismi giurisdizionali stanno "utilizzando" l'art. 2233 c.c. , il quale fa riferimento, per la definizione del compenso al professionista, anche agli "usi", i quali possono essere ricavati , per l'appunto,dalle medesime tariffe professionali.

Da ultimo -  evidenzia l'avv. Eugenio Gargiulo -  va , altresì segnalato il parere espresso dal Presidente del Tribunale Ordinario di Roma, il quale, in seguito all'istanza presentata dal presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Roma - avv. Antonio Conte - è intervenuto sul vuoto normativo creato dall'art. 9 del D.L. 20 gennaio 2012 n.1 che ha abrogato le tariffe professionali.

"Orbene - scrive il Presidente del Tribunale - nelle more dell'emanazione del decreto del Ministro della Giustizia, e in considerazione dell'indefettibile dovere da parte del Giudice di procedere alla liquidazione dei compensi dell'avvocato per l'attività svolta, nonchè nella prospettiva di offrire un ausilio ai colleghi magistrati, è necessario individuare criteri omogenei di liquidazione".

"Si è ritenuta - conclude il Presidente - soluzione operativa rispondente a tale esigenza indicare provvisoriamente quali criteri orientativi di riferimento i valori ricavabili dalle previgenti tariffe professionali degli avvocati".

In sintesi - conclude l'avv. Eugenio Gargiulo - attualmente pressocchè tutti gli organi di giurisdizione italiana continuano ad avere come riferimento, in sede di liquidazione dei compensi degli avvocati,  quelle che erano le preesistenti tariffe forensi , in vigore fino all'emanazione del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1 (art 9)!

Va , infine , registrata sull'argomento la ordinanza del 1 febbraio 2012 con la quale un giudice del Tribunale di Cosenza - Giuseppe Greco - ha sollevato la questione di legittimità costituzionale , davanti alla Consulta, dell'articolo 9, commi 1 e 2 del decreto legge 1/2012 "perchè l'abrogazione del decreto ministeriale con i compensi per le toghe ha provocato un vuoto normativo, che il giudice non può colmare con una pronuncia di equità"


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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